LA DENUNCIA

Vinitaly, consiglieri in ‘missione’ a Verona a spese dei cittadini

Albergo, trasferta e vitto saranno rimborsati

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Vinitaly, consiglieri in ‘missione’ a Verona spese dei cittadini

ABRUZZO. Consiglieri regionali in gita al Vinitaly e a pagare sono i cittadini. La denuncia è del consigliere del Movimento 5 Stelle, Sara Marcozzi, che è stata informata dal presidente del Consiglio Giuseppe Di Pangrazio, così come sono stati informati tutti quelli che siedono in Consiglio, che un’eventuale passaggio alla kermes veneta dedicata ai vini sarà rimborsata dalla Regione.

Ma perché?

Gli unici a ribellarsi (e a diffondere la notizia) sono i 5 stelle, gli altri probabilmente si godranno il viaggio a spese dei contribuenti magari non esagerando con i comfort dal momento che i consiglieri regionali hanno un tetto massimo di spesa: quando prenotano una camera d’albergo possono spingersi al massimo fino a 250 euro a notte.

E se la legge impone un tetto sulle spese dell’albergo, nessun limite c’è invece per pranzi e cene.

Spetta dunque ai singoli regolarsi: c’è chi, come emerso nell’inchiesta Rimborsopoli tiene l’asticella parecchio in alto (aragoste e barolo a spese degli abruzzesi) e chi magari si accontenta di molto meno.

L’ex consigliere regionale Carlo Costantini, anche lui indagato e poi prosciolto per qualche centinaio di euro, raccontò che proprio durante una missione a Verona per il Vinitaly gli venne presentato un conto di 360euro (per tre persone). «Rimasi sbalordito, dissi al collega D’Alessandro (anche lui indagato e prosciolto) che sarebbe stato, per quanto legittimo, immorale presentare una rendicontazione così elevata».

Chissà se anche gli attuali consiglieri regionali la pensano così.

L’allora presidente della Regione, Gianni Chiodi, oggi consigliere regionale di minoranza, spiegò però che la pratica è ben più difficile della teoria: «se sono a pranzo con un ministro che cosa faccio? Gli dico: facciamo due fatture, io pago il mio e tu il tuo? Insomma è un tantino imbarazzante…»

«SONO UNA CASTA»

«E poi si offendono quando li chiamiamo “Casta"», contesta Marcozzi. «Eh niente, pur percependo una media di 13.000 mensili di stipendio, per i consiglieri regionali abruzzesi che intenderanno partecipare, tra il 10 e il 13 aprile prossimi, al Vinitaly 2016, l’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale d’Abruzzo ha deliberato il rimborso per l'hotel, la trasferta e il ristorante per una giornata».

A Marcozzi è arrivata la comunicazione direttamente dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale in cui la si avvisa che un’eventuale partecipazione alla kermesse vinicola sarà considerata “missione” e, pertanto, rimborsata dalla Regione, cioè dai cittadini abruzzesi.

Nella delibera si specifica che il consigliere delegato a rappresentare la presidenza del Consiglio, dunque L’Abruzzo, è Giorgio D’Ignazio.
«Allora perché gli altri sarebbero in “missione”?», domanda Marcozzi.

«Con 13mila Euro mensili, i consiglieri non possono permettersi di pagarsi 100 euro di Hotel? Forse sarebbe il caso di “posare la fiaschetta” ancor prima di partire… In ogni caso, Prosit!»

Restano i dubbi sulla legittimità di considerare una “missione” la visita al Vinitaly. Forse sarebbe il caso di rivedere i criteri e le modalità che prevedono il rimborso con soldi pubblici perché è giusto quando si svolge un servizio per la collettività meno giusto è quando il servizio sembra più una gita scolastica.

Il provvedimento stride ulteriormente visto che l’attuale giunta è stata anche la prima a tagliare quasi del tutto i rimborsi per le trasferte.

D’ALESSANDRO: «SEMPRE ANDATO A MIE SPESE»

«Gentile Presidente, come ogni anno, da quando sono eletto consigliere regionale, mi sono recato al Vinitaly di Verona. Mai, dico mai, ho richiesto un euro di rimborso per la partecipazione. Sono sempre andato e tornato, anche quando ho pernottato, sempre a spese mie (tutto verificabile). Lo farò anche questo anno». E’ quanto Camillo D’Alessandro ha scritto in una lettera indirizzata a Di Pangrazio. «Quando sono stato delegato a seguire la manifestazione internazionale Expo 2015, tenutasi a Milano, per sei mesi, sono sempre andato e tornato, ho pernottato sempre a mie spese. La decisone, legittima per carità, dell'Ufficio di Presidenza non solo non la condivido, ma non la applico, non l'ho mai fatto, poiché credo che ognuno di noi Consiglieri può andare dove vuole a rappresentare il Consiglio , ma lo può fare a proprie spese». 

deliberazione-20160331-52