DIRITTI E ROVESCI

Trasporto Pubblico, «Regione non rispetta impegni». 4 ore di sciopero il 13 maggio

Filt Abruzzo fa il punto sulla vertenza aperta un anno fa

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ABRUZZO. La Filt Abruzzo proclama per il prossimo 13 maggio 4 ore di sciopero e rilancia la vertenza regionale dell’anno scorso quando denunciò la mancanza di segnali di discontinuità e di inversione di tendenza rispetto al passato.

Segnali che erano stati  ampiamente preannunciati dall’attuale governo regionale.

Dopo 12 mesi, dice la sigla sindacale guidata da Franco Rolandi,  nulla sarebbe cambiato e in alcuni casi

Ci sarebbe stata addirittura una evoluzione negativa.

Il sindacato denuncia prima di tutto una drastica riduzione delle risorse regionali destinate al settore.

La Regione Abruzzo ha sottratto dal proprio bilancio regionale 2015, alla voce “Fondo Regionale Trasporti”, la somma considerevole di 10 milioni di euro, analizza Rolandi, e nonostante le continue rassicurazioni (supportate anche da verbali di accordo sottoscritti alla presenza di alcune confederazioni sindacali regionali) e gli impegni a ridurre almeno del 50% tali decurtazioni di risorse, ad oggi tutto ciò non si è affatto concretizzato.

 

ULTERIORI RIDUZIONI DELLE RISORSE DESTINATE AL SETTORE

La Regione Abruzzo, insieme ad altre cinque regioni italiane a statuto ordinario (Basilicata, Campania, Marche, Molise e Puglia), denuncia ancora la Filt, è stata fortemente penalizzata dal Governo Renzi, nella distribuzione delle risorse finanziarie destinate al trasporto pubblico locale per l’anno 2016.

Il taglio inflitto all’Abruzzo già in occasione del primo riparto 2016 ovvero l’anticipo del 60% delle risorse stanziate dal governo, ammonta a circa 8 milioni di euro.

«Non sono state rese note con chiarezza cause e responsabilità», continua Rolandi, «e soprattutto quali e quante aziende hanno determinato questo pesante ammanco di risorse che avrà sicuramente ripercussioni anche nei prossimi anni. In un contesto così grave di carenze di risorse, non è più tollerabile che il trasporto pubblico locale abruzzese continui a finanziare  servizi aventi altre finalità (noleggio, turismo, agenzie di viaggio)».

MANCATA INDIVIDUAZIONE DEI SERVIZI MINIMI E DELLE REGOLE

Secondo il sindacato, inoltre, la mancata programmazione da parte della Regione Abruzzo e il non aver legiferato in tema di Piano Regionale dei trasporti, Programma triennale dei servizi, Piano dei servizi minimi e definizione dei bacini di traffico come unità di gestione per le gare, sarebbero, almeno in parte tra le cause del doppio pronunciamento con il quale prima il Tar di Pescara e poi il Consiglio di Stato ha reso possibile che vettori privati si sovrappongano in concorrenza al vettore pubblico nell’espletamento di servizi di trasporto pubblico locale e nelle tratte oggetto di contribuzione pubblica.

A distanza di circa due anni dall’insediamento del nuovo governo regionale e nonostante il recente Decreto Madia sui servizi pubblici locali che limita nel tempo gli affidamenti in house ma lascia intatta la possibilità di procedere verso un unico bacino regionale, seppur divisibile in lotti, la Regione Abruzzo non ha ancora svelato i propri intendimenti.

Di fatto, spiega la Filt, viene mantenuto  ancora in vita un sistema «assolutamente obsoleto» che si regge su una azienda regionale che rappresenta circa l’80 % del tpl e su una miriade di aziende private molte delle quali di modestissima dimensione.

TESSERE DI LIBERA CIRCOLAZIONE DATE IN USO GRATUITO ALLE FORZE DELL'ORDINE

E in un grave contesto di carenze di risorse, il sindacato contesta anche la decisione della Regione Abruzzo di sottoscrivere nei giorni scorsi un protocollo d'intesa che consentirà a tutte le forze dell'ordine (corpo forestale, polizia penitenziaria, guardia di finanza, carabinieri e polizia non necessariamente in divisa), la libera circolazione gratuita sui mezzi di trasporto pubblico limitatamente alle tratte assistite dalla società di proprietà della Regione Abruzzo.

La norma che originava da una precedente Legge risalente al 2005 era stata soppressa proprio in relazione alla esiguità di risorse economiche ed è stata ripristinata proprio mentre la stessa Regione si accinge ad operare ingenti tagli ai servizi di trasporto locale.

«Desta sconcerto da un lato», sottolinea il sindacato, «il mancato riconoscimento di tessere di libera circolazione in favore di persone anziane e con basso reddito Isee (come avviene peraltro in altre regioni italiane) e, dall'altro, di sospensioni di provvedimenti similari a favore di famiglie indigenti».

IL BIGLIETTO UNICO

C’è poi il capitolo del biglietto unico, ovvero l’integrazione tariffaria che consenta ai cittadini abruzzesi di utilizzare indistintamente nell’intero territorio regionale un solo titolo di viaggio a prescindere dal vettore (pubblico/privato) o dalla tipologia di trasporto pubblico (gomma/ferro).

Questa viene definita una «eterna incompiuta» nonostante il legislatore avesse già previsto un intervento in tal senso da oltre 15 anni.

«Ciò che dovrebbe rappresentare una importante riforma per favorire lo sviluppo, la razionalizzazione e l’incentivazione all’utilizzo del mezzo pubblico (oltre che un indubbio vantaggio per l’utenza regionale), continua a rimanere desolatamente al palo», attacca la Filt.

 

VERSO LA PRIVATIZZAZIONE?

Ma il sindacato contesta anche una certa propensione regionale nel favorire un graduale processo di privatizzazione del settore, solo in parte ridimensionato dopo gli annunci iniziali a voler ricorrere alle sub-concessioni affidamento ai privati di circa 1,6 mln di km.

Tuttavia la Regione ha dato il via libera ad un’altra importante operazione di privatizzazione ed è il caso della Sulmona-Avezzano-Roma: «nel contestare un progetto di dismissione assolutamente inaccettabile, la Filt Cgil Abruzzo resta dell’avviso che i servizi commerciali seppur razionalizzati in funzione della crescente concorrenza che imperversa nel settore e con l'obiettivo di preservare l'equilibrio finanziario degli stessi, debbano e possano continuare a rappresentare un'attività di prestigio e di qualità anche all’interno della società regionale».

 

L’ACCORDO INTEGRATIVO

A maggio del 2004 il sindacato sottoscrisse con la Regione Abruzzo, insieme ad altre sigle sindacali, un accordo Integrativo Decentrato recepito da una successiva Delibera di Giunta Regionale (n. 560 del 7/7/2004) con il quale fu stabilito di riconoscere al personale del trasporto pubblico locale a decorrere dal 1° gennaio 2004, in forma permanente e per quattordici mensilità un contributo pari a 25 euro lorde da incrementare di anno in anno in base all’indice di inflazione programmata.

L’accordo è stato di fatto disatteso, denuncia la Filt, «ha previsto e prevede difformità e gravi incongruenze nell’applicazione da parte delle stesse imprese. Nonostante gli specifici impegni assunti dalla Regione Abruzzo per il biennio 2012/2013, l’ultima determina regionale risale ormai al 23 aprile 2014 e al momento persiste a riguardo una inaccettabile discrasia tra i lavoratori operanti nelle aziende del trasporto locale. Da un lato vi sono lavoratori che non hanno mai ricevuto dette spettanze o che le hanno ricevute solo parzialmente e in forme anomale. Dall’altro vi sono addetti che operano nelle imprese di trasporto di proprietà della Regione ai quali sono state addirittura anticipate le spettanze risultanti dall'accordo pur in assenza della relativa determina».