IN CARROZZA

Trasporto pubblico in perdita: il carrozzone Tua sorpassato dal privato

La concorrenza non si tocca: a Roma con 1 euro ma i sindacati sono preoccupati

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

617

Trasporto pubblico in perdita: il carrozzone Tua sorpassato dal privato

ABRUZZO. Si può fare: da L’Aquila a Roma con un euro si può. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato confermando per la seconda volta che le decisioni attuate da Regione Abruzzo e Tua, volte ad ostacolare il privato, erano sbagliate.

L’azienda di trasporto privata Gaspari che collega Marche, Abruzzo (zona di Giulianova, Roseto) con Roma, può legittimamente collegare le due regioni in regime di libera concorrenza con Tua, ex Arpa, anche sovrapponendosi parzialmente alle linee di trasporto pubblico.

Insomma il mercato è libero e la concorrenza è l’anima del commercio che non può trovare ostacoli da parte del pubblico chiamato a garantire un servizio essenziale ma questo non può precludere l’iniziativa privata.

Dunque, una buona notizia per i viaggiatori che così potranno risparmiare belle cifre e notizie meno buone invece per l’azienda pubblica di trasporto che ha già bilanci in perdita così come sono in perdita molte delle tratte che serve.

Venerdì scorso presso la sede della Regione Abruzzo, alla Presenza del Consigliere D’Alessandro e dei vertici aziendali di TUA, si è tenuta un’importante riunione per affrontare il tema delle linee Commerciali (collegamenti dall’Abruzzo verso Roma, Napoli, Salerno e Bologna) e della loro sostenibilità all'interno della società regionale di trasporti.

Proprio la Filt-Cgil ha deciso di affrontare prioritariamente il problema del collegamento ad 1 euro.

Dal punto di vista pubblico la tratta con Roma è un servizio minimo da garantire dal momento che non esiste alcuna alternativa rispetto al trasporto su gomma.

«Non è un caso quindi che la Regione, ormai da anni, finanzi attraverso la contribuzione pubblica questa tratta, garantendo percorrenze di poco inferiori a 1.400.000 Km e trasportando annualmente 360mila viaggiatori/pendolari», ha detto Franco Rolandi della Filt, che ha evidenziato «il colpevole immobilismo della Regione rispetto al deficit di legislazione sui servizi essenziali che permette oggi ad un qualsiasi vettore di porsi in concorrenza anche sulle direttrici contribuite».

«Ancora più inquietante», per la Filt, «è lo scenario che ci è stato prospettato per le linee commerciali (collegamenti dall’Abruzzo verso Roma, Napoli, Salerno e Bologna). In questo caso è stato il Presidente di TUA D’Amico a fornire dettagli sulle presunte perdite registrate lo scorso anno, numeri e dati in realtà poco credibili se li rapportiamo a quelli annunciati dalla stessa azienda solo pochi mesi fa allorché l’impresa dichiarava di avere problemi di sostenibilità sulle sole linee in partenza da Pescara mentre per la Sulmona Avezzano Roma, i bilanci presentavano un segno assolutamente in positivo come sono a dimostrare i 378mila passeggeri trasportati nella sola tratta Avezzano Roma dove si registrano peraltro 261mila abbonati».

CHI TOCCA IL FERRO

Notizie allarmanti anche dal versante della ex Sangritana che ha ribadito la volontà di trasferire tutti i servizi commerciali a Sangritana Spa, la società commerciale creata ad hoc ed attualmente presieduta da Pasquale Di Nardo, ovvero uno dei tanti amministratori politici delle tre aziende accorpate cui il Governatore D’Alfonso ha continuato a garantire una comoda e redditizia poltrona.

«I continui riferimenti al libero mercato e agli effetti del Decreto Madia sui servizi pubblici locali (peraltro assolutamente impropri) chiamati in causa dalla politica per giustificare tale operazione, non ci convincono affatto», dice Rolandi, «in realtà la cessione di ramo di azienda che in tempi brevi andrà a depotenziare ancora di più l'azienda pubblica, avrà l'unico obiettivo di assicurare un altro bel regalo alle imprese private del settore».

L’IRA DEL SINDACATO

Secondo la Filt quello che si sta prospettando «è un progetto assolutamente inaccettabile per la nostra organizzazione che, dopo aver profuso uno straordinario impegno e dopo aver manifestato un grande senso di responsabilità nel perseverare l'obiettivo dell'azienda unica e del contratto unico aziendale, non può che esprimere piena contrarietà ad ulteriori tentativi di dismissioni di attività attraverso cessioni di rami di azienda o subconcessioni. Peraltro alcuni servizi definiti impropriamente "commerciali" (come ad esempio la Sulmona- Avezzano - Roma) andrebbero inseriti tra i servizi essenziali della Regione in quanto rappresentano pressoché l'unica modalità di spostamento per lavoratori e studenti pendolari che si muovono da e verso la Capitale».

GLI ORRORI DEL PASSATO

Regione e sindacato sembrano però d’accordo su un punto: gli «orrori del passato» senza però specificare né fatti né autori.

Tra questi «orrori» che ritornano ci sarebbe un bando di concorso su Lanciano (nel bel mezzo di una campagna elettorale) per operatori con parametro di basso profilo a fronte di circa 70/80 lavoratori inidonei già presenti in Tua.

«Si stanno creando delle aspettative incredibili tra i tanti disoccupati abruzzesi che si sono riversati ad inoltrare domanda di partecipazione al bando di concorso pubblico alla ricerca di un posto "sicuro"», dice Rolandi, «un altro provvedimento sconcertante soprattutto in relazione ai criteri di distribuzione delle risorse nazionali sui trasporti che penalizzano le regioni che diminuiscono i propri introiti derivanti dalla vendita di biglietti e abbonamenti, è stato quello di assicurare la gratuità dei mezzi pubblici alle forze dell’ordine (includendo corpo forestale, polizia penitenziaria, guardia di finanza, carabinieri e polizia....e, notizia dell'ultim'ora, si sono prenotati anche i vigili del fuoco). In altre Regioni italiane le tessere gratuite di libera circolazione e le agevolazioni tariffarie, vengono indirizzante ai pensionati ultra settantenni e con basso reddito».