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Felizzi pigliatutto: nuovo presidente Fira. Nel Cda anche l’avvocato Sergio Della Rocca

Per Micucci creata la figura di segretario generale

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Felizzi pigliatutto: nuovo presidente Fira. Nel Cda anche l’avvocato Sergio Della Rocca

Alessandro Felizzi

 

ABRUZZO. L’assemblea dei soci della Fira, la finanziaria regionale abruzzese, tenutasi questa mattina ha decretato la rivoluzione: fuori gli uomini del centrodestra che però sono rimasti in carica per due anni prima del rinnovo e dentro quelli vicino al centrosinistra e al presidente Luciano D’Alfonso.

Così il nuovo presidente della Fira sarà il Alessandro Felizzi, commercialista di Pescara, già revisore dei conti della Saga e di una manciata di altre società pubbliche, docente della D’Annunzio e strettissimo collaboratore fidato di D’Alfonso. Felizzi sarà in buona compagnia coadiuvato dai consiglieri Concetta Di Luzio, sindaco di Casalincontrada, Pd,  e Paolo Di Domizio, assessore di Cepagatti.   

In rappresentanza dei soci bancari sono stati nominati, Sergio Della Rocca, per Banca Caripe, noto avvocato di Pescara, consulente storico dell’Aca e difensore personale dell’ex presidente Ezio Di Cristoforo,  e Raffaele Marola per Banca Bper, 70 anni, ingegnere, aquilano, già presidente di Abruzzo Engineering el dopo Quarta, dunque all’inizio della crisi.

 

Inoltre è stata confermata la nomina del segretario generale, ruolo che sarà rivestito dall’ex presidente Rocco Micucci, posizione inventata a posta dalla attuale giunta per non scontentare l’ex presidente che dunque rimane in sella a tutti gli effetti per «rendere efficaci le strategie poste in essere dal CdA», cioè continuare e seguire i progetti già avviati.

Nel corso dell’assemblea il Presidente D’Alfonso, nel ringraziare i consiglieri uscenti,  ha confermato il ruolo strategico della Fira per l’economia regionale prospettando una nuova mission della società che vedrà nei prossimi mesi la trasformazione “in house” e l’iscrizione alla Banca d’Italia come intermediario Finanziario.

 La prima delibera votata questa mattina dal nuovo cda prevede la riduzione del compenso per gli amministratori. Nel dettaglio, la quota fissa è stata tagliata del 10 per cento, mentre la quota variabile verrà determinata in funzione dei risultati conseguiti al termine di ogni anno e attestati nel bilancio.

Dunque chi si attendeva un rinnovamento, un cambiamento, una ventata di trasparenza nell’esclusiva direzione dell’interesse pubblico di questa società che smista miliardi di euro rimarrà deluso. Chi si attendeva risposte su moltissime operazioni dubbie del passato non sarà soddisfatto e con le nomine di oggi la giunta di centrosinistra ratifica ancora una volta l’operato del centrodestra in piena sintonia, così come accaduto con tutte le altre società fatte “rinascere” da questa giunta, prima fra tutte la Saga.

E’, ancora una volta,  il vecchio che avanza.