INQUINAMENTO E VELENI

Scarichi abusivi: un anno fa la Forestale avvertì la Regione della situazione disastrosa

M5S: «solo oggi a favor di telecamera si cercano soluzioni»

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Scarichi abusivi: un anno fa la Forestale avvertì la Regione della situazione disastrosa

Una recente riunione

PESCARA. La Forestale già un anno fa comunicò alla Regione Abruzzo la situazione disastrosa degli scarichi fognari nelle 4 province. L’emergenza, esplosa in tutta la sua mediaticità solo qualche giorno fa, con il presidente D’Alfonso a sovrintendere ai lavori a favore di fotocamere, in realtà ha radici antiche.

E anche l’Ente regionale lo sa bene come potuto constatare 12 mesi fa quando la giunta di centrosinistra prese atto delle verifiche compiute dai Forestali.   

Anche la situazione pescarese, esplosa poi in tutta la sua drammaticità in estate, con l’interdizione alla balneazione, era stata certificata dalle analisi: 40 violazioni amministrative accertate. Situazione peggiore nella provincia Teramana, con 50 violazioni (42 amministrative ed 8 penali), e nel Chietino, con 67 violazioni (55 amministrative e 12 penali). Nell’Aquilano situazione decisamente migliore con appena 10 violazioni.

«Se il presidente avesse agito davvero repentinamente probabilmente avremmo avuto dei risultati già dalla scorsa stagione, invece il caso delle acque è divenuto un caos che quest’anno rischia di ripetersi», dice oggi il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Domenico Pettinari, a fronte della lettura della delibera.

«I dati non lasciano dubbi: il presidente e la sua Giunta conoscevano perfettamente la situazione drammatica delle acque abruzzesi, ma per oltre un anno sono stati fermi, o quasi, e solo oggi organizzano manifestazioni farsa».

Dalla delibera si apprende che nella provincia di  Pescara nel 2015 sono stati effettuati 86 controlli di cui il 46,51 % di scarichi non a norma. Nella provincia di L’Aquila su 71 il 14% è risultato non a norma, nel teramanosu 70 controlli risultò fuori norma il 71% ed il teatino, una medaglia nera con 87 controlli di cui il 77% risultò fuori norma. In totale in Abruzzo sono stati effettuati  314 controlli ed il 53% è risultato fuori norma. 

«Dopo quella delibera di giunta c’è stato il silenzio, fino a qualche giorno fa», contesta ancora Pettinari, «quando il risanamento delle acque si è trasformato in una sceneggiatura degna da notte degli oscar, con scene di chiusura di scarichi (che poi si è saputo essere già chiusi) e grandi promesse sempre fatte a favor di telecamera e un’autoproclamazione come “salvatore” per aver stanziato dei fondi per il risanamento delle acque, che però erano già previsti dalla precedente programmazione dei fondi europei».

DGR154-2015 by PrimaDaNoi.it