L'ACCELERAZIONE

D’Alfonso e Paolucci vogliono il maxi ospedale di Maltauro: epidemia tra gli assessori

Malattia per due componenti di giunta e la delibera non si può approvare

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D’Alfonso e Paolucci vogliono il maxi ospedale di Maltauro: epidemia tra gli assessori

Nuovo ospedale di Chieti

ABRUZZO. Ops, mi si è ristretta la giunta! Giornata nera per il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, che oggi -dopo aver incassato l’amaro boccone per aver dovuto nominare Tordera uomo imposto da Cialente- ha dovuto digerire pure l’incredibile coincidenza di una malattia di due suoi assessori che di fatto ha fatto mancare il numero legale per approvare una delibera estremamente importante.

Si tratta della delibera che dovrebbe dare il via libera al maxi ospedale più volte presentato e sbandierato su proposta di un privato mica qualsiasi: la Maltauro.

In una comunicato ufficiale della giunta si legge che «la Giunta regionale, nella odierna seduta, ha esaminato e validato il project-financing per realizzazione del nuovo ospedale di Chieti. La relativa delibera sarà approvata nella prossima seduta in cui ci sarà il plenum della Giunta dal momento che due assessori erano assenti per motivi di salute».

Nella stessa seduta tuttavia sono state approvate altre delibere (quella per esempio appunto di Tordera) e dunque il numero legale c’era… mistero.

Sta di fatto che purtroppo capita sempre più spesso di dover leggere in comunicazioni ufficiali e istituzionali frasi senza senso, almeno se si intende l’accezione amministrativa.

Non ha alcun senso o valore giuridico che la «giunta abbia esaminato e validato» un progetto se alcun atto è stato emanato visto che la pubblica amministrazione fino ad ora si è espressa con atti propri che devono contenere una specifica forma e sostanza. E a nulla dovrebbe valere (amministrativamente) la ferma volontà di soli due componenti dell’organo collegiale che si chiama giunta, ed anche la stessa volontà dovrebbe formarsi sulle carte e dal libero convincimento di ogni singolo membro.

Sempre secondo la comunicazione di Regione Abruzzo «entro il 31 marzo prossimo la Asl Lanciano-Vasto-Chieti dovrà formalizzare alla Regione la proposta definitiva (comprensiva della progettazione definitiva ed esecutiva, piano finanziario, piano di gestione dei servizi non sanitari e commerciali, bozza di convenzione) del project financing per la realizzazione del nuovo ospedale clinicizzato "Santissima Annunziata" di Chieti, presentato dal raggruppamento temporaneo di imprese Maltauro-Azienda Bresciana Petroli Nocivelli-Finanza e Progetti.  Lo ha deciso oggi la Giunta regionale, che ha validato la delibera propedeutica al riconoscimento di "pubblico interesse" dell'opera, ritenuta strategica e urgente a causa delle particolari e preoccupanti condizioni di precarietà strutturale dell'attuale policlinico teatino, che potrebbero avere ripercussioni anche sull'attività didattica della facoltà di medicina dell'Università».

 

La Regione si riferisce a «carenze evidenziate, in alcuni dei plessi ospedalieri, dai tecnici della Direzione regionale della Protezione Civile e dalla perizia del Ctu nominato dal tribunale nell'estate 2012».

 Situazione che «lascia presupporre una generale condizione di affanno statico di tutti i corpi di fabbrica - si legge nella delibera - costituenti il compendio ospedaliero teatino, fatta eccezione di quelli più recentemente realizzati del nuovo polo cardiochirurgico».

 

«Il passaggio di oggi - spiega l'assessore alla programmazione sanitaria Silvio Paolucci - segna un passo in avanti fondamentale per la prosecuzione del progetto, perché detta tempi certi per la procedura, ma allo stesso tempo, prima della puntuale deliberazione di pubblico interesse, chiede un'istruttoria attenta sul piano economico-finanziario, allo stato troppo oneroso, e sui contenuti dell'offerta che debbono essere coerenti con il Decreto Lorenzin. Entro giugno la Regione farà pervenire alla Asl eventuali osservazioni alla proposta generale, che dovranno essere recepite. E a quel punto, dopo la dichiarazione formale di 'pubblico interesse' del progetto e altri adempimenti tecnici (come l'inclusione dell'opera nello strumento di programmazione dell’azienda sanitaria), potrà essere indetta la gara d'appalto per la costruzione del nuovo ospedale».

 Per il presidente della Giunta regionale e commissario ad acta per la sanità Luciano D'Alfonso, «il project financing del nuovo policlinico di Chieti - sottolinea - va nella direzione di quanto disposto sia del Decreto Lorenzin, che dal Patto per la salute 2014-2016, che prevede l'avvio del riassetto strutturale e di riqualificazione della rete assistenziale ospedaliera, garantendo ai cittadini-utenti di poter fruire di prestazioni sanitarie di qualità e in totale sicurezza, oltre a comportare una significativa riduzione dei costi di gestione di strutture non più adeguate agli attuali standard dell'assistenza».

 

 Trattandosi di un project financing, le risorse necessarie alla realizzazione del nuovo presidio non saranno a carico delle casse regionali, ma verranno sostenute dal privato che si aggiudicherà l'appalto e che otterrà in cambio la gestione di alcuni spazi e servizi.

«Questo - conclude Paolucci - ci consentirà di proseguire l'iter per la costruzione dei 5 nuovi ospedali di Lanciano, Vasto, Sulmona, Avezzano e Giulianova, continuando il progetto di innovazione strutturale e tecnologica della sanità abruzzese, da sempre al centro del nostro progetto di governo».

 

IL VECCHIO OSPEDALE “CADE A PEZZI” URGE COSTRUIRNE UN ALTRO

Come molte altre decisioni di peso anche quella di costruire questo mega ospedale -proprio nel momento in cui quelli esistenti si chiudono e si ridimensionano- viene marchiata dalla giunta come «urgente» e «prioritaria» il che mette tutti sull’attenti e spiana la strada verso un appalto veloce e snello anche sul piano normativo.

Fa un po’ specie, tuttavia, la logica applicata visto che oggi (ma non da oggi) le carenze strutturali del “vecchio “ ospedale (contenute in una perizia «del 2012») fanno scaturire una emergenza mentre in quattro anni almeno non si è fatto nulla ma il fatto che si pretende di risolvere questa emergenza con la costruzione di un nuovo ospedale che si concretizzerà di fatto se va bene tra 5-10 anni lascia davvero di stucco.

Giova ricordare che le “carenze” di cui si parla oggi si riferiscono al cemento impoverito riscontrato nella struttura di un ospedale pubblico che ha appena 30 anni (possibile che sia già vecchio e cadente?), una eventualità non dovuto alla natura o al fato ma all’uomo  e nella fattispecie ai costruttori verso i quali non risulta alcuna azione di responsabilità o risarcimento danni per aver creato questo tipo di emergenza che -a differenza di quanto dice l’assessore- costerà decine di milioni di euro alla Regione Abruzzo.

Ad ogni modo non è questo l’unico punto dolente di questa ennesima decisione che comporterà conseguenze gigantesche per i prossimi dieci anni.

Secondo Mauro Febbo, consigliere Forza Italia, la proposta di Delibera di Giunta di cui si parla e che non si riesce ad approvare «è secretata dal 2 febbraio scorso e nonostante più volte da me richiesta tramite gli atti in allegato non ci è consentito prenderne visione».

«Contrariamente a quanto dichiarato», dice Mauro Febbo, «la Giunta regionale può solo esprimere la dichiarazione di pubblico interesse. La validazione di un progetto spetta al RUP. Come se non bastasse dobbiamo redarguirlo sul fatto che, una volta espressa la dichiarazione di pubblico interesse su un progetto preliminare avanzato da un promotore, è necessario attuare una gara europea. Una volta stabilito l’aggiudicatario verrà formulato il progetto esecutivo. Quindi, risulta evidente che siamo perplessi sia sull’iter delineato che sulla tempistica prospettata».

«Ad ogni buon conto – conclude Mauro Febbo -  attendo con ansia l’approvazione della delibera affinchè possa leggerne i contenuti e valutare le conseguenze che la stessa produrrà sul sistema sanitario regionale».