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Corte dei Conti boccia i conti della Regione, «importi inattendibili nel rendiconto 2013»

Ecco la delibera integrale sui conti della Regione

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Corte dei Conti boccia i conti della Regione, «importi inattendibili nel rendiconto 2013»


ABRUZZO. Nei giorni scorsi la sezione controllo per l'Abruzzo della Corte dei Conti ha bocciato il rendiconto generale della Regione Abruzzo per l'esercizio finanziario 2013.

 Sono emerse «numerose problematiche» che secondo i giudici «inducono a dubitare della complessiva correttezza delle scritture contabili di base».

Il bilancio 2013 si riferisce alla gestione dell'amministrazione di centrodestra guidata da Gianni Chiodi ma è stato presentato due anni dopo,  ad agosto 2015, dal governo di Luciano D'Alfonso.

Un ritardo che si trascina dietro anche la conseguente approvazione dei bilanci 2014 e 2015, previste rispettivamente per luglio e dicembre ma che potrebbero pure slittare. I conti del 2013 pur presentando una situazione finanziaria in attivo, farebbe emergere invece una situazione di conti in rosso, con almeno 773.000.000,00 di euro di debito occultati.

La delibera della Corte dei Conti è dettagliata e parla di «assenza di procedure certe di consolidamento dei dati» che «rende inattendibili gli importi riportati in rendiconto». E poi: «non si ritengono attendibili, nel loro ammontare, né il risultato finale di amministrazione (1.184.286.519 euro) né il risultato di gestione (-538.201.471)».

«Inattendibile» viene giudicato anche il conto del patrimonio in ragione del mancato aggiornamento degli inventari e dell’assenza di una contabilità economico-patrimoniale «che dia veritiera valorizzazione alle relative voci».

Secondo la Corte dei Conti, inoltre, «non appare possibile» includere nel giudizio di regolarità nemmeno le voci dei residui attivi e passivi iscritti nel conto del patrimonio.

Viene definito inoltre «non pianificabile» l’annotazione dell’anticipazione di liquidità nel bilancio d’esercizio 2013 «perché al termine della gestione il disavanzo di amministrazione avrebbe dovuto registrare l’aumento di un importo pari all’anticipazione»

LE ENTRATE

Per quanto attiene alle entrare sono stati accertati residui attivi «non riaccertati e di dubbia esigibilità e residui insussistenti, eliminati o dichiarati da eliminare nell’esercizio successivo».

Sulla spesa non va meglio. Sono stati infatti individuati «residui passivi di dubbia provenienza e non dimostrati dalle direzioni» ma anche «inattendibilità del risultati di amministrazione e di gestione, mancata considerazione dei risultati gestionali negativi».

Per quanto attiene il conto del patrimonio viene sottolineata la «mancata redazione di un vero conto del patrimonio a causa dell’assenza di una contabilità economica patrimoniale», e poi ancora  «inattendibilità delle voci ‘residui attivi’, ‘residui passivi’, ‘economie vincolate’»

«REGIONE RIMASTA INERTE»

Il procuratore Maurizio Stanco aveva invece sottolineato che la Regione, nonostante l’autorevole avvertimento e sollecitazione del giudice costituzionale a intervenire a garanzia dell’equilibrio di bilancio, «è rimasta inerte» e nel corso dell’esercizio non si è visto un efficace recupero dello squilibrio: «vi sono, anzi, interventi legislativi che lo incrementano».

Secondo Stanco, inoltre, il recente riaccertamento al 31 dicembre 2013, non sarebbe stato condotto in modo rigoroso e si legge: «per un consistente numero di crediti, in assenza di elementi sulla loro sussistenza (soprattutto per quelli di più risalente origine), si è deciso ugualmente per il loro mantenimento in attesa di approfondimenti. Tale decisione tradisce la logica e la funzione stessa del riaccertamento, perché l’assenza di informazioni sulla sussistenza del titolo giuridico legittimante il residuo attivo avrebbe dovuto necessariamente condurre alla sua eliminazione. La situazione dei residui attivi, quindi, ad avviso di quest’organo requirente, per l’esposta criticità, rimane inattendibile».

 

REGIONE ABRUZZO PARIFICAZIONE BILANCIO 2013 delibera_39_2016_pari[1]