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Saga, per il rilancio del turismo ora nel Cda ci vogliono altri due membri

Nominati Emilio Schirato e Stefano Menozzi

Redazione Pdn

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Saga, per il rilancio del turismo ora nel Cda ci vogliono altri due membri

ABRUZZO. A metà settembre 2015 c’era l’urgenza di rispettare le regole e restringere il cda da 5 membri a tre. Cinque mesi dopo c’è l’esigenza di portare il cda di Saga da tre a cinque. Allora c’era D’Alfonso che impose le dimissioni a tutti per poter evidentemente  estromettere chi non era gradito, Cinque mesi dopo il cda si allarga inserendo due persone competenti e sicuramente più graditi.

Ha il passo del gambero lo sbandierato «rinnovamento» e «risanamento» della Saga che gestisce l’aeroporto ma tanto basta per capire in che “mondo” si vogliano raggiungere i risultati dichiarati. Si dovrebbero risanare i bilanci e soprattutto rilanciare il turismo affossato da scelte miopi visti gli ultimi sviluppi della vicenda Ryanair che a tutt’oggi sta applicando quanto ha minacciato ormai un mese fa.

Così della riconfermata squadra Mattoscio (per la terza volta) faranno parte gli imprenditori Emilio Schirato, amministratore delegato del Gruppo Schirato Hotels, e Stefano Menozzi, amministratore presso l'azienda Nuova Menozzi De Rosa 1836 Srl di Atri.

Lo ha stabilito formalmente l'assemblea dei soci della Saga nell'odierna seduta che ha anche approvato il bilancio 2015 con un utile pari a 110 mila euro.

Riconfermati ovviamente Nicola Mattoscio (presidente), Antonella Allegrino ed Antonello Ricci.

«L'aumento del numero dei componenti il Cda della SAGA - ha esordito il presidente della Giunta regionale, Luciano D'Alfonso - rientra nell'ottica di garantire una maggiore operativita' dell'organismo di gestione dell'aeroporto. In ogni caso, - ha sottolineato - esprimo un grande riconoscimento per l'eccellente lavoro svolto dal presidente Mattoscio, da Antonello Ricci e Antonella Allegrino, che sono stati confermati nel loro ruolo, e per il management principale».

Più membri del cda più operatività: una equazione che pare in netta controtendenza rispetto a norme e logiche di spending review a costo di lacrime e sangue ma oggi va così.

 

 Rispetto alle nomine dell'ingegner Schirato e del dottor Menozzi, D'Alfonso ha parlato di «imprenditori che conoscono la collocazione turistica dell'Abruzzo e, in funzione di cio', contribuiranno a migliorare la copertura organizzativa e finanziaria, attraverso il cielo, dell'Abruzzo».

«In relazione al bilancio - ha affermato D'Alfonso - c'e' una gestione pregressa che deve essere razionalizzata e Mattoscio, di cui e' noto il rigore, sta spendendo tutte le migliori energie senza dimenticare che l'intero Cda della Saga sta operando a titolo completamente gratuito».

 Schirato, nato nel 1958 a Pescara e laureato in ingegneria meccanica con 110 e lode presso l'universita' la Sapienza di Roma, componente del direttivo nazionale di Federalberghi, e' anche presidente della DMC "Terre del Piacere". Menozzi, nato ad Atri nel 1972 e laureato in Economia e Commercio all'Universita' G.d'Annunzio", dal 2014 e' amministratore della nota azienda produttrice di dolciumi nuova "Menozzi De Rosa" di Atri.

Riguardo alla questione Ryanair, in merito alla quale e' stato fissato un incontro per il 15 marzo prossimo a Pescara con il manager della compagnia aerea irlandese, David O'Brien, il presidente D'Alfonso si mostra fiducioso alla luce del fatto che «sta maturando anche una consapevolezza, sia a livello nazionale che europeo, circa la dotazione normativa necessaria per mantenere in vita i cosiddetti aeroporti minori. Quelli che, come lo scalo abruzzese, non superano i 700 mila passeggeri e che, in Europa, rappresentano il 40 per cento del totale. Su questo punto, - ha concluso - l'Unione europea sta rivedendo la normativa di riferimento».

Ora, dopo aver sistemato i vari equilibri “strategici” interni ed esterni alla Saga, dopo aver approvato il bilancio si spera in una pronta pubblicazione delle carte che sanciscono il “miracolo di Mattoscio” con la speranza che tale prodigio possa trasferirsi dalle carte alla realtà (magari anche sulla pista di atterraggio).