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Dipartimento Agricoltura: D'Alfonso costretto a bloccare i trasferimenti

Il presidente scrive a Gerardis

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Dipartimento Agricoltura: D'Alfonso costretto a bloccare i trasferimenti

 

 

ABRUZZO. D’Alfonso ha firmato la retromarcia che riguarda ancora una volta il Dipartimento politiche agricole.

Attraverso una nota ufficiale da lui firmata e sottoscritta dall’assessore Pepe, D’Alfonso ha scritto  al direttore generale Cristina Gerardis, al direttore del personale D'Aristotile e al direttore Agricoltura Di Paolo per sottolineare l’importanza di produrre un intervento riorganizzativo una sola volta e sui numeri finali, cercando di conservare il massimo delle unità soprannumerarie attraverso un percorso sostenibile di compensazione tra dipendenti regionali e quelli provinciali. 

«Pur ribadendo», si legge  nella missiva, «la necessaria separazione tra l’attività di indirizzo politico e l’attività di gestione che mi impone di non entrare nel merito delle determinazioni dipartimentali, ho ribadito la improcrastinabilità di dare avvio alla riorganizzazione della struttura così come ci viene sollecitato dall’Ue, organizzazioni professionali di categoria e cittadini».

 

Dunque pur non volendo entrare nel merito D’Alfonso lo fa.

«Una clamorosa retromarcia che testimonia come la riorganizzazione era stata concepita male e portata avanti in maniera confusa», denunciano Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri.

Secondo i due consiglieri di Forza Italia il presidente darebbe autore di una decisione, «tanto cervellotica quanto insensata», se si considera la ‘grande’ rivoluzione  portata avanti in questi mesi che di fatto avrebbe penalizzato fortemente l’attività degli uffici dell’agricoltura e di conseguenza danneggiato gli utenti, ovvero gli agricoltori.

Inoltre, secondo i due esponenti della minoranza ci sarebbe un aspetto ancora più grave: «tutta questa fantomatica riorganizzazione fino ad oggi ha prodotto semplicemente un solo effetto: un ritardo e rinvio per i bandi delle misure del nuovo PSRr attese da tempo dal mondo primario». Oggi il presidente scrive che organizzazioni professionali e cittadini rivendicano una macchina burocratica efficace ed efficiente «ma in due anni concretamente ha causato solo danni alla struttura e piuttosto che rilancio e crescita ha solo ottenuto un pesante rallentamento degli uffici con disorganizzazione e disorientamento da parte degli utenti/agricoltori».

Inoltre è notizia di questi giorni che i Consigli comunali di Pescasseroli, Opi, Bisegna, Villetta Barrea e Civitella si sono espressi contrari all’ipotesi di procedere alla soppressione e chiusura di un Ufficio strategico e fondamentale come quello relativo la Tutela e la Gestione del Patrimonio boschivo. Eliminare quell’ufficio significherebbe distruggere e demolire il funzionamento delle attività silvoforestale.

«Pertanto – concludono in Consiglieri di Forza Italia - ci auguriamo che si ponga rimedio al più presto a questa situazione diventata ormai un’emergenza perché si rischia di causare enormi perdite di tempo e soprattutto di fondi in un comparto che è l'unico dove ancora resta un segno, se pur minimo ormai, positivo».