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Corte dei Conti. M5s:«il bilancio della Regione è stato falsato: perdite occultate»

Pesante atto d’accusa di Gianluca Ranieri che accusa D’Alfonso

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Corte dei Conti. M5s:«il bilancio della Regione è stato falsato: perdite occultate»

Silvio Paolucci

 

 

L'AQUILA. «La Regione Facilissima di D'Alfonso bocciata dalla Corte dei Conti. Il resto sono solo mere giustificazioni».

 Così il consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle Gianluca Ranieri sulla sentenza emessa al termine dell'adunanza della Sezione regionale di controllo per l'Abruzzo della Corte dei Conti che ieri è stata chiamata a deliberare in pubblica udienza sulla parificazione del rendiconto generale della Regione Abruzzo per l'esercizio finanziario 2013. Il bilancio 2013 si riferisce alla gestione dell'amministrazione di centrodestra guidata dal forzista Gianni Chiodi.

«La Corte dei Conti della Regione Abruzzo - continua - non ha parificato i risultati finanziari dell'esercizio 2013, derivanti da residui inattendibili, dall'utilizzo di economie vincolate e dalla mancata neutralizzazione dell'anticipazione di liquidità ricevuta dal governo. Detto in parole più semplici, la Corte ha rilevato che il rendiconto presentato ad agosto 2015 dal governo di Luciano D'Alfonso, presentato con una situazione finanziaria in attivo, presenta invece una situazione dei conti in rosso, con almeno 773.000.000,00 di euro di debito volutamente occultati, che potrebbero risultare anche molti di più dopo un corretto accertamento dei residui, accertamento che la Regione, per ovvi motivi, si è ben guardata dall'effettuare. Del resto, con una situazione come questa, con quale faccia il Presidente della Giunta avrebbe potuto giustificare agli abruzzesi l'ulteriore recente indebitamento di 100.000.000,00 di euro che peseranno come un macigno sulle spalle delle prossime generazioni?»

 Questa la riflessione di Gianluca Ranieri sulla sentenza della Corte dei Conti relativa alle casse della Regione Abruzzo.

 Secondo il grillino, «la Corte non ha potuto non rilevare come la mancata redazione tempestiva, accurata e veritiera dei bilanci, abbia pesanti riflessi su tutta l'attività di gestione e di programmazione regionale la quale proprio su quei bilanci si basa e che dunque, ad oggi, viene inevitabilmente portata avanti con criteri che poco hanno a che fare con una gestione prudente e consapevole».

«Si spiegano facilmente - spiega ancora Ranieri - le reticenze del governatore D'Alfonso e dell'assessore Paolucci in merito alla condivisione delle scelte di bilancio, più e più volte richiesta dal Movimento 5 Stelle e che ha condotto centro destra e centro sinistra ad inscenare uno scandaloso teatrino ai danni della finanza pubblica e degli abruzzesi. Si spiega altresì perché siano ancora di là da venire le approvazioni dei bilanci 2014 e 2015, previste rispettivamente per luglio e dicembre ma che, stando a quanto si è visto finora, aspetteremo probabilmente fino a fine legislatura».

 Ranieri conclude sottolineando che «non valga la giustificazione che il disavanzo generato sia da attribuire alla precedente giunta, perché la mistificazione del bilancio 2013 ha un solo responsabile: l'attuale governo regionale, che ha preferito utilizzare stratagemmi contabili piuttosto che ammettere di dover fare i conti con una situazione finanziaria disastrosa e probabilmente destinata a peggiorare, viste le scelte scellerate portate avanti da Luciano D'Alfonso e dal suo assessore al bilancio, al massimo si potrebbe parlare di un'ipotesi di complicità tra l'attuale governatore e il precedente per nascondere la verità ai cittadini abruzzesi e sicuramente di un concorso di colpe che avrà come conseguenza una regione Abruzzo travolta dal debito».