LA SPINA NEL FIANCO

Terna, un nuovo giallo sull’elettrodotto Villanova –Gissi

«Progetto autorizzato e risultato finale non coincidono»: cosa è successo?

Redazione Pdn

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Terna, un nuovo giallo sull’elettrodotto Viallnova –Gissi

 ABRUZZO. Mentre la Regione ed il Ministero, prendendosi ulteriori 60 giorni di tempo per verificare prescrizioni non più verificabili su un impianto praticamente ultimato che ad oggi, così come dichiarato dallo stesso dicastero, non si poteva in nessun modo iniziare a costruire, si infittisce il mistero sulla costruzione dell’impianto e sulla sua messa in esercizio.

La sensazione è che intorno a questo progetto ci siano ogni giorno novità da scoprire, elaborare, decifrare. E a farlo sono i singoli cittadini che da anni ormai stanno contrastando l’elettrodotto, arrivato alle battute finali e pure già messo in esercizio, come dice la stessa società.

Mentre a Lanciano si attende di sapere Franca Colanero potrà rientrare in possesso del suo terreno, perché la società non le ha mai notificato l’immissione in possesso, spunta fuori un’altra novità.

Il perito Antonio Di Pasquale ha infatti scoperto dall’esame della Relazione tecnica allegata al progetto esecutivo inviata ad aprile 2015 dalla società Terna a tutti gli Enti Pubblici interessati, che l’impianto, stravolgendo il progetto approvato in VIA che prevedeva sostegni di tipo tradizionale a traliccio, di punto in bianco doveva essere eseguito tutto con sostegni di tipo tubolare monostelo.

Tutti ad eccezione dei sostegni numero 5, 6, 7, 8 e 9 che avrebbero dovuto avere la struttura portante in traliccio di nuova ingegnerizzazione (l’ibrido - sostegno che a forma di tubolare monostelo ha le caratteristiche di traliccio).

Ad oggi esclusi i tralicci “ibridi” (2, uno a Filetto e l’altro ad Atessa) e qualche sostegno tubolare monostelo (installato a dire della Società anche su richiesta dei proprietari terrieri così come accaduto sul Comune di casalincontrada) tutti gli altri, denuncia Di Pasquale, «senza rispettare il progetto esecutivo, che non rispetta a sua volta il progetto autorizzato, sono stati realizzati in traliccio tradizionale».

«Così, in questo continuo non rispettare ciò che viene autorizzato o ciò che si dice di fare», continua ancora il perito, «ci ritroviamo con un impianto, da più parti dichiarato abusivamente realizzato senza rispettare l’atto di autorizzazione, le prescrizioni, le Leggi ed i regolamenti urbanistici, che la Società pubblicizza a gran voce di aver messo anche in esercizio dal primo febbraio 2016».

In merito alla costruzione e messa in esercizio, nei documenti ufficiali si legge che nel tratto compreso tra il sostegno numero 1 ed il numero 17  l’elettrodotto possa essere gestito in semplice terna sdoppiata ottimizzata.

Secondo Di Pasquale il mistero si infittisce ancora di più perché nel foto inserimento allegato al progetto autorizzato c’è ad esempio il sostegno numero 1 che viene rappresentato collegato in doppia terna, come si conviene ad una linea pubblicizzata come doppia terna.

Perché dal collegamento e funzionamento della linea in doppia terna, prevista ed autorizzata in VIA, si è passati ad una linea in semplice terna sdoppiata?

Se la linea poteva funzionare in semplice terna, così come accade fra il sostegno numero 17 e 18, perché sono stati installati sostegni per una doppia terna?

L’elettrodotto Villanova – Gissi è una doppia terna o è una semplice terna sdoppiata?

«Ma questa semplice terna sdoppiata, perché viene pubblicizzata come doppia terna messa in esercizio quando in data 13 e 18 febbraio 2016, così come si evince dalle foto, i conduttori (fasi) attaccati alle mensole del sostegno numero 104 non erano ancora stati collegati tra loro?»

Di Pasquale sostiene che prima della messa in esercizio la Società avrebbe dovuto rispettare quanto prescritto dall’articolo 4 del Decreto di Autorizzazione certificando la rispondenza dell’impianto al progetto autorizzato cosa che, ad oggi non è possibile.

«Di conseguenza», chiude il perito, «anche la messa in esercizio dell’impianto, se avvenuta, rappresenta un’ulteriore gravissima illegalità fermo restando che l’elettrodotto, per quanto visto e documentato da tanti, può essere messo in tensione fin dove sono collegati i conduttori ma sullo stesso, salvo guasti a terra o incidente, non transita corrente».