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Regione Abruzzo: dipendenti Politiche agricole «spostati senza organizzazione»

Protestano i sindacati. Febbo: «sarà caos»

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ABRUZZO. Il segretario regionale Fp-Cgil Abruzzo Carmine Ranieri e il responsabile generale della Cisl Fp Vincenzo Traniello, hanno lanciato un grido di aiuto alla Commissione Vigilanza.

I due hanno chiesto che si intervenga immediatamente per bloccare o arginare i danni che possano scaturire dalla determina dirigenziale 22 del 22 gennaio scorso.

Con quel documento, infatti, decine di unità di personale vengono trasferite di ufficio senza nessun confronto preventivo e organizzazione interna. 

«I trasferimenti», lamentano i sindacati, «oltre a creare forti disagi al personale regionale creeranno, altresì, ripercussioni negative sulla filiera agricola della Regione Abruzzo».

 Nelle scorse settimane il consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo, aveva già invitato in Commissione il direttore e l’assessore regionale per capire i criteri e le motivazioni per cui è stata portata avanti una riorganizzazione della Direzione Politiche agricole dove buona parte del personale degli uffici periferici, indispensabile e vitale per il mondo agricolo, veniva trasferita a Pescara.

Una scelta «scellerata e immotivata», l’aveva definita Febbo, che da una parte disorienta gli agricoltori e dall’altra rallenta le procedure della Regione Abruzzo come quelle per il PSR.

«Il duo, assessore Pepe - capo dipartimento Di Paolo», spiega il presidente della Commissione Vigilanza, «non comprende che per distribuire risorse incendi pari a 1 miliardo di euro, tra il primo e secondo pilastro della PAC, alle circa 66.000 aziende agricole,  vi è la necessità di uffici decentrati, esperienza, professionalità e territorialità».

Il malessere della Direzione si è palesato nell'ultimo parte della rendicondazione del PSR 2007 2013 dove molte risorse sono state "trascinate" nella nuova programmazione, cioè fondi persi, come  per i  25 milioni ‘distratti’ all’agricoltura e destinati alla Banda Larga che oggi attendono ancora di essere collaudati  rendicontati, come sollevato sempre da Febbo e recentemente da Confagricoltura.

Le stesse preoccupazioni vengono sollevate da Cgil e Cisl che denunciano come la mobilità del personale venga attuata senza alcun criterio di scelta, senza regole e in maniera totalmente arbitraria.

In questi giorni pertanto Febbo convocherà, unitamente alle sigle sindacali, di nuovo in Commissione vigilanza le parti interessate per capire cosa stia accadendo realmente intorno alla riorganizzazione del personale delle Politiche agricole.

Secondo l’esponente di Forza Italia la riorganizzazione del personale regionale è evidentemente lacunosa anche in altri direzioni come Trasporti, Turismo, Ambiente e Sanità mentre in altri settori si sta ancora aspettando, per la nomina di Direttori dei Dipartimenti. Infatti il malessere denunciato e fatti propri dai Dirigenti,  evidenziato con ricorso al TAR anche dalla Direr, ha continuato  produrre ulteriori danni.

«Quindi  – sottolinea Mauro Febbo – dopo circa due anni di governo ‘dalfonsiano’ oggi non abbiamo nessuna rivoluzione copernicana come annunciato ma un macchina amministrativa regionale disorientata, ingessata e con un personale in forte dissenso e in stato di agitazione pronto a presentare una valanga di ricorsi».

«IL PERSONALE NON SI TOCCA»

«Il personale dell'agricoltura sui territori non si tocca. Questa è la decisione assunta in sede politica, ovvero l'indirizzo dato, anche in ragione del fatto che arriverà personale dalle Province. Il trasferimento alla sede di Pescara riguarderà al massimo poche unità del pescarese», assicura Camillo D'Alessandro, coordinatore della maggioranza in consiglio regionale. «Inoltre - spiega il consigliere regionale del PD - ritengo che le sedi periferiche vadano valutate sul lavoro che svolgono e sui carichi di impegno, ovvero l'utenza e la domanda. Ogni riforma deve partire da qui. "Certo - conclude D'Alessandro - appare singolare che i rappresentanti delle presunte vittime, i "sindacati", si rivolgano al "carnefice" visto che l'implosione dell'assessorato all'agricoltura è iniziata con la chiusura dell'Arssa ad opera di Mauro Febbo».