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Riordino Sanità, Intersindacale: «noi ignorati nonostante le promesse»

Scelte in solitaria e il sindacato protesta

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OSPEDALE CARDIOLOGIA REPARTO

 

ABRUZZO. Sul riordino della rete ospedaliera l’Intersindacale abruzzese contesta di essere stata esclusa nonostante promesse precise arrivate dall’assessore alla Sanità Silvio Paolucci.

 E così la delusione sarebbe stata doppia: non solo una promessa non mantenuta ma alla fine dei conti pure un piano che non soddisfa, stilato con metodologia tutta da chiarire.

A settembre scorso proprio l’assessore Paolucci aveva sollecitato l’invio di documenti alla Agenzia Sanitaria per costruire un progetto comune condiviso di riordino della rete ospedaliera abruzzese e aveva promesso altri incontri per definire il tutto congiuntamente.

 A distanza di circa sei mesi, però, gli incontri promessi non sono stati organizzati e l’Intersindacale ha appreso dagli organi di stampa che l’amministrazione regionale, senza aver coinvolto nuovamente gli operatori sanitari, ha presentato a novembre  al Ministero della Salute una prima bozza di provvedimento per il riordino.

Adesso il sindacato vorrebbe sapere quanti e quali suggerimenti siano arrivati all’Agenzia Sanitaria e all’Assessorato alle Politiche della Salute e quanti e quali di questi siano stati recepiti nella prima bozza del documento presentato. Insomma com’è stato realizzato il tutto? Quanta condivisione c’è stata? Chi ha deciso?

E’ certo che alla stesura dello stesso abbia contribuito sicuramente l’advisor Kpmg, ovvero una società specializzata nella revisione e organizzazione contabile oltre che nella consulenza manageriale e nei servizi fiscali, legali e amministrativi.

La Kmpg è stata assegnata all’Abruzzo dal Governo Nazionale essendo Regione commissariata per la Sanità ma l’intersindacale fa notare che non risulta dal sito web ufficiale che questa sia una società che si interessa di programmazione sanitaria.

La stessa  Kpmg fu chiamata, come società di consulenza in Abruzzo, fin dall’anno 2000 dando il suo contributo anche alla redazione dei bilanci abruzzesi, compresi quelli della sanità per sei anni consecutivi fino al commissariamento.

LE PROPOSTE

L’Intersindacale Sanitaria Abruzzese, visto il numero e vista la tipologia degli ospedali pubblici abruzzesi aveva proposto già dalla fine del mese di settembre 2015 due presidi ospedalieri di II livello: uno per Chieti-Pescara, accorpando i due ospedali esistenti di Chieti e di Pescara con una sola Direzione sanitaria e due sedi erogative, e uno per L’Aquila-Teramo, accorpando i due ospedali esistenti di L’Aquila e di Teramo con una sola Direzione sanitaria e due sedi erogative, rispettando quanto stabilisce il decreto 70 che prevede un bacino di utenza compreso tra 600.000 e 1.200.000 abitanti con strutture dotate di DEA di II livello.

Sempre l’intersindacale aveva chiesto 5 presidi di I livello (Avezzano, Giulianova, Lanciano, Sulmona, Vasto) con ciascuno un Dipartimento di Emergenza Accettazione (DEA) di I livello con bacino di utenza compreso tra 150.000 e 300.000 abitanti. E poi ancora tre presidi di base (Atessa, Castel di Sangro, Penne, Sant’Omero) per bacini di utenza compreso tra 80.000 e 150.000 e la ri-classificazione delle strutture ospedaliere rimanenti, attualmente sedi erogative di prestazioni di ricovero, di Atri, Ortona  e Popoli.

«La nostra proposta», contesta oggi l’intersindacale in una lettera inviata al presidente e commissario D’Alfonso e all’assessore Paolucci, «che non ha meritato riscontro deludendo coloro che avevano creduto che fosse cambiato in meglio il confronto con l’ Amministrazione Regionale».

La soluzione proposta dei due DEA di II livello dell’Intersindacale intanto è stata bocciata dai tavoli ministeriali e non se ne conoscono né se ne capiscono le motivazioni.

Inoltre la Regione sarebbe intenzionata a proporre ai tavoli ministeriali, dopo ripetuti confronti con i Direttori Generali delle Asl la costituzione di soli quattro DEA di I livello (Chieti, L’Aquila, Pescara e Teramo) e di sette ospedali base (Atri, Avezzano, Giulianova, Lanciano, Sant’Omero, Sulmona e Vasto) senza una catalogazione operativa delle strutture ospedaliere di Atessa, Castel di Sangro, Ortona, Penne e Popoli.

L’Intersindacale Sanitaria Abruzzese a questo punto si augura una convocazione urgente e che qualcuno, ai piani alti, si ricordi della riunione promessa, sollecitata direttamente a D’Alfonso  fino a qualche giorno fa.