LA TRUFFA DELLA DEMOCRAZIA

Nuova Pescara, Radicali contro proposta di D’Alfonso: «truffa politica»

«Serve strumento sanzionatorio se termini non saranno rispettati»

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Nuova Pescara, Radicali contro proposta di D’Alfonso: «truffa politica»

PESCARA. Le due proposte della giunta regionale stanno lì in attesa di essere discusse e semmai anche approvate.

La nota dolente che fa più discutere sono i lunghi tempi di attuazione: secondo le ipotesi del presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, infatti, non si potrà partire prima del 1° gennaio 2019.

Il Segretario Alessio Di Carlo, componente della direzione nazionale di Radicali Italiani, che nei giorni scorsi ha portato avanti anche uno sciopero della fame per chiedere alla politica regionale di fare presto, ha evidenziato la necessità che la Regione faccia propria la proposta di legge presentata nell’ottobre 2014 dal consigliere Riccardo Mercante anziché recepire uno dei testi depositati solo la scorsa settimana dal Governatore D’Alfonso.

I Radicali hanno definito «truffa politica» quella messa in piedi da D’Alfonso il quale, con quasi un anno e mezzo di ritardo, ha depositato due proposte di legge che prevedono, prima di giungere alla nascita del nuovo Comune, la costituzione di organi pletorici e non previsti dalla legge, denunciando anche l’inesistenza di uno strumento sanzionatorio, come ad esempio il commissariamento, nella ipotesi i termini indicati nelle proposte di legge non dovessero essere rispettati.

Di Carlo ha anche ricordato come D'Alfonso si era già detto favorevole in sede ufficiale - davanti al Consiglio Regionale del 27 novembre scorso - a lavorare per il miglioramento del testo Mercante e non già, come invece è poi accaduto, a presentare dei propri progetti di legge.

Roberto Di Masci, presidente di Radicali Abruzzi otre che membro del comitato nazionale di Radicali Italiani ha invece segnalato le possibilità di sviluppo a livello regionale che potranno essere offerte solo dall’implementazione del polo pescarese mentre Dario Boilini, tesoriere di Radicali Abruzzo e revisore dei conti di Radicali Italiani, si è soffermato sul contenuto della relazione accompagnatrice dei progetti di legge a firma D’Alfonso, spiegando come nella stessa, anziché concentrarsi sulla individuazione degli innumerevoli benefici che potranno essere generati dalla fusione, si sia preferito tentare di garantirsi dal rischio che non derivino disservizi ai cittadini: «un atteggiamento pregiudizialmente negativo, dunque, come quello che del resto ha sempre caratterizzato tanto il Governatore abruzzese quanto i Sindaci delle Città coinvolte».

In conclusione i Radicali hanno stigmatizzato con forza la norma, contenuta in uno dei due testi a prima firma D’Alfonso, che consentirebbe ai tre comuni - giunti a pochi mesi dal fatidico 1.1.19, data di nascita del Nuovo Comune - di optare per la Unione dei Comuni che rappresenta realtà del tutto diversa e distinta rispetto a quella richiesta dai cittadini pescaresi con il voto del maggio 2014 ma che, soprattutto, rinvierebbe a data indefinita la conclusione del progetto di fusione che a quel punto sarebbe da ritenere definitivamente affossato.

CATENA:«LETTURA AFFRETTATA»

«Le dichiarazioni del segretario regionale dei Radicali Alessio Di Carlo sono evidentemente il frutto di una affrettata lettura dei testi di legge presentati dal Presidente della Regione Luciano D’Alfonso, oltre che di uno insufficiente approfondimento della materia».

Così Andrea Catena consigliere del presidente D’Alfonso che aggiunge «non ci sono organi pletorici aggiuntivi previsti ma solo un’Assemblea congiunta dei tre consigli comunali già eletti che, come è scritto chiaramente nel testo di legge, opererà senza ulteriori oneri per la finanza pubblica e dovrà elaborare lo Statuto del nuovo Comune. Non è necessario nessun sistema sanzionatorio e nessun commissariamento, perché dal 1° gennaio 2019 ci sarà la fusione dei tre comuni con un Commissario di nomina prefettizia affiancato dai tre sindaci, come prevede la legge nazionale. Quanto all’ipotesi di Unione dei Comuni, prevista in uno dei testi di legge, è bene sapere che tutte le fusioni attualmente in atto in Italia, anche quelle riguardanti piccoli comuni, sono state precedute da Unioni di Comuni. Sfido inoltre Alessio Di Carlo a trovare un solo caso nel mondo di fusione tra comuni delle dimensioni di Pescara, Montesilvano e Spoltore che sia avvenuta in meno di 24 mesi».

DI CARLO:«NESSUNA LETTURA AFFRETTATA»

«Nessuna lettura affrettata delle controproposte del Presidente della Regione né, tantomeno, una scarsa conoscenza della materia. Anzi, nel corso della conferenza stampa di sabato mattina ho illustrato con chiarezza, passaggio dopo passaggio, le motivazioni che mi spingono a ritenere i progetti di D’Alfonso un espediente per bloccare la nascita della Nuova  Pescara. 

La legge per la fusione dei Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore, presentata dal Consigliere Riccardo Mercante, giace da ben sedici mesi sulle scrivanie della Regione in attesa di essere approvata. Si tratta di un testo legislativo, del tutto analogo a quello che ha dato vita ad ogni altra fusione fino ad ora realizzata, che contiene in sé tutti gli istituti e le procedure necessarie alla istituzione di un nuovo Comune: dall’Osservatorio del processo di fusione, alle altre forme collaborative tra amministrazioni per il monitoraggio e l’elaborazione degli atti, Statuto compreso, fino alla disciplina degli aspetti più squisitamente tecnici della fusione».