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La nuova vita di Antonio Sorgi: direttore dell’Adsu di Teramo

Udu in rivolta: «accorduccio della peggiore politica»

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La nuova vita di Antonio Sorgi: direttore dell’Adsu di Teramo

Antonio Sorgi

TERAMO. L'Udu Teramo esprime perplessità sulla nomina a direttore dell'Azienda per il diritto agli Studi Universitari di Teramo di Antonio Sorgi, già super dirigente della Regione Abruzzo arrestato ad ottobre del 2014.

Dopo aver scontato alcuni mesi di arresti domiciliari con l’accusa di turbata libertà degli incanti e corruzione Sorgi è tornato a lavorare in Regione e adesso per lui c’è questa nuova opportunità.  

Il Consiglio di Amministrazione dell’Azienda per il Diritto agli Studi Universitari di Teramo, infatti, ha votato all’unanimità la proposta di Sorgi che se la giocava con il direttore delle Politiche sociali della Regione Tamara Agostini, e Giuseppina Colaiuda direttore del Servizio informatico della Sanità

Ma l’Udu proprio non apprezza la scelta di questo personaggio «tristemente noto alle cronache locali per il suo trascorso giudiziario».

«Esprimiamo tutto il nostro disappunto», si legge in una nota dell’Unione degli universitari, «sul via libera a risolvere questa candidatura con un’investitura a nuovo dirigente dell’Azienda per il Diritto allo Studio di Sorgi. Siamo garantisti e non vogliamo in alcun modo esprimere giudizi affrettati, riteniamo, però, che non si possa soprassedere sulle questioni giudiziarie che vedono implicato l’ex dirigente della Regione; soprattutto dato l’ambito in cui opera l’Adsu. Per giunta, accompagnare questa designazione con proclami fantocci, non solo non cambia lo stato di cose di una nomina inadeguata ma, non fa altro che alimentare quelle che sembrano, sempre più, solo chiacchiere da bar».

Gli studenti chiedono di parlare seriamente di diritto allo studio e chiedono al presidente D’Alfonso, visto anche il dissenso da lui pubblicamente espresso, di intervenire su questa spinosa situazione.

«Non si può e non si deve ‘giocare’ con il Diritto allo Studio», insistono gli studenti.  «Ridurre la nomina ad un “accorduccio” della peggio politica non è garanzia di questo Diritto. Si scelga, piuttosto, chi ha le migliori competenze nel settore, sia sensibile alle istanze degli studenti e non sia in grado di cedere ad interessi particolari».

La scelta non piace nemmeno a Sel che parla di decisione «profondamente sbagliata».

Secondo il coordinatore provinciale, Stefano Ciccantelli la scelta del cda appare «incredibile» anche alla luce dei processi in corso e «dell’operato di certo non entusiasmante del dirigente in questione presso altri importanti organi regionali come il comitato VIA. Siamo una forza politica che crede fermamente nei principi cardine del garantismo ma sappiamo scindere questo aspetto dall’opportunità politica di tali nomine».