TUNNEL SENZA USCITA

Variante A25, quando a luglio D’Alfonso disse no agli amici Toto

Comuni compatti per scongiurare l’ipotesi della Strada dei Parchi

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galleria in costruzione

ABRUZZO. Sabato prossimo alle ore 9:30 è convocato il Consiglio Comunale di Anversa degli Abruzzi in sessione straordinaria.

 Si parlerà anche del progetto di modifica del tracciato dell'Autostrada dei Parchi A24 e A25 e delle nuove gallerie che dovrebbero riuscire ad accorciare le distanze tra Pescara e Roma. Progetto mastodontico che prevede almeno 7 mega tunnel per un investimento iniziale stimato di 6 miliardi  di euro

 L’ipotesi che in queste settimane ha ricevuto più critiche è quella della tripletta di tunnel da Cerchio fino a Bussi-Popoli.

 Il progetto è clamoroso perché andrebbe a tagliare un “ramo secco” che partendo da Pescina (il casello è in una situazione già precaria, e teoricamente è vietato il transito ai mezzi di oltre 7.5 tonn.) in realtà bypassa, nel tratto abruzzese, Pratola Peligna e quindi Sulmona. Quel ramo dell’autostrada sarebbe dunque dismesso come scritto nei documenti pubblici con una serie di ripercussioni sui territori.

L’attuale tracciato Cerchio-Bussi è di circa 45 km che con il progetto di Strada Dei Parchi diventerebbero poco meno di 28. Una differenza di 17 km e mezzo che sarebbe per gli automobilisti un bel risparmio di carburante.

 Ma questa soluzione ha generato una vera e propria levata di scudi nella Valle Peligna che verrebbe praticamente tagliata fuori di netto trascinando dietro di sé una serie di nefaste conseguenze.

Dunque i comuni sono compatti nella battaglia che si giocherà sui tavoli politici in attesa che il Ministero decida se il progetto di Strada dei Parchi ha qualche possibilità di vedere la luce o debba restare in un cassetto.

 La novità che emerge adesso è che la Regione già nei mesi scorsi aveva detto alla Toto spa e Strada dei Parchi che tagliare il ‘ramo secco’ della Valle Peligna era una ipotesi poco percorribile.

Una novità che in pratica confermerebbe le rassicurazioni pubbliche già lanciate nelle scorse settimane dal presidente Luciano D’Alfonso che a quanto risulta dai documenti pubblici avrebbe detto un bel no alla società dei suoi amici imprenditori.

 Il punto più debole dell’intero progetto di Strada dei Parchi è proprio la cosiddetta variante V06 che si sostanzia nella realizzazione di un tunnel di collegamento tra Collarmele e Bussi.

Questo provocherebbe la dismissione del tratto che comprende i caselli autostradali di Pescina, Cocullo, Pratola Peligna e Sulmona  da sempre funzionali al tessuto economico e sociale dell’intera area.

Le carte, come detto, confermano che la Regione già a luglio scorso ha gelato la società comunicando che bisogna trovare una soluzione alternativa perché la variante in questione «comporta sicure e insuperabili ripercussioni negative ai contesti socio economici del territorio interessati dall’eliminazione della tratta autostradale e dei relativi caselli».

Ma al momento non si hanno ulteriori notizie in merito al parere tecnico in capo alla Regione che sarebbe stato pure formalizzato in qualche modo.

Di certo il progetto è stato depositato anche al Ministero ma per ora non c’è traccia di pubblicazione sui siti istituzionali. Nei giorni scorsi il vice ministro aveva detto che si procederà ad analizzarlo e che fa sempre piacere quando imprenditori decidono di investire sul territorio.

Ma ciò non è sufficiente, secondo ben 17 Comuni interessati da questa svolta epocale, per dare il via libera.

La proposta, dicono dal territorio «si profila di fortissimo impatto ambientale per le conseguenze derivanti dai tunnel» in una zona caratterizzata da «faglie sismogenetiche di notevole rilevanza nonché dalla presenza del bacino imbifero del Gran Sasso e di altre falde».

A spaventare anche l’impatto economico derivante dalla dismissione della tratta e dei caselli esistenti in una zona già attanagliata dalla crisi.

Il timore è per il settore turistico  delle comunità all’interno del bacino sciistico dell’Alto Sangro oppure per le attività industriali ed economiche della zona industriale della Valle Peligna.

E tutto questo per accorciare il tempo di percorrenza tra Roma e Pescara di 10 minuti (circa 20 km): «no», insistono i Comuni: «è un prezzo troppo elevato da pagare per un intervento tanto dannoso».  

E c’è poi l’aspetto del pagamento dell’ingente somma per i lavori che sarebbe reperita grazie all’allungamento di almeno 50 anni della concessione autostradale. Dunque interamente finanziata con i soldi dei pedaggi.

Un'altra geniale trovata per una impresa praticamente senza rischi.