LA PROTESTA

Maiella Morrone, sale la preoccupazione dei dipendenti

Sospiri chiede a D’Alfonso e Sclocco di chiarire

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Maiella Morrone, sale la preoccupazione dei dipendenti

Lorenzo Sospiri

PESCARA. Nuove e strane nubi continuano ad addensarsi nella vicenda dell’Azienda Maiella Morrone.

Secondo quanto trapelato tra i dipendenti, la Comunità Montana avrebbe versato 100mila euro nelle casse aziendali, per coprire il debito derivante dai mancati introiti dai Comuni che usufruiscono dei servizi.

Tuttavia i 65 dipendenti avrebbero ricevuto solo mezzo stipendio, sulle 5 mensilità ancora sospese; la somma rimanente sarebbe stata utilizzata per pagare i debiti, ovviamente solo una minima parte, ovvero i sospesi con il Consorzio di Bonifica e gli esiti della vertenza lavorativa vinta da una dipendente.

La procedura sarebbe avvenuta nel silenzio totale delle Istituzioni.

Il capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo, Lorenzo Sospiri, chiede chiarimenti al presidente D’Alfonso e all’assessore Marinella Sclocco. I quesiti sono semplici: «è vero il versamento dei 100mila euro, teoricamente destinati a coprire gli stipendi? La Regione è al corrente di come sarebbe stata impiegata quella somma e perché non è stata utilizzata per saldare tutte le mensilità nonostante le promesse profuse dalla Regione Abruzzo?

«Sulla vicenda dell’azienda Maiella Morrone», insiste Sospiri, «continua la mortificazione imperdonabile dei dipendenti e continua lo scaricabarile delle Istituzioni regionali che, da una parte dicono che ‘la Regione non può entrare nei processi decisionali degli ambiti territoriali’, dall’altra fanno promesse, con il solo obiettivo di scongiurare una protesta eclatante dei lavoratori che, intanto, continuano a lavorare gratis – ha chiesto il Capogruppo Sospiri -. La Regione del Governatore D’Alfonso ha le sue responsabilità su quel dramma e oggi se le deve assumere per intero».

Due mesi fa, nel corso di una seduta straordinaria del Consiglio regionale richiesta da Sospiri, era stato approvato un documento che ha impegnato la giunta regionale ad adottare misure chiare almeno per dare garanzie ai 65 dipendenti, ossia procedere immediatamente al pagamento di tutto il debito maturato nei confronti dei lavoratori, disponendo anche delle risorse necessarie, e individuare soluzioni legali per il riassorbimento delle 65 unità in un nuovo soggetto gestore, ente privato o pubblico, come avviene per i restanti 34 ambiti, soluzioni che potevano e dovevano già essere individuate da mesi.

La giunta D’Alfonso ha la possibilità di appaltare i servizi sociali a cooperative, o a un’unione di Comuni, o a un’azienda speciale consortile che possono tranquillamente riassorbire il personale di una società fallimentare; o ancora la giunta D’Alfonso ha la possibilità di far ricorso alla legge regionale 17 del 2011 di riforma delle ex Ipab, che consente agli Enti locali di sciogliere le proprie società e far confluire le relative attività nelle Asp, delegandole alla gestione dei servizi sociali. Il documento, predisposto e proposto da Forza Italia, discusso in aula, è stato approvato.

«Adesso va rispettato», sottolinea Sospiri. «Vanno liquidate tutte le mensilità; va garantito un futuro ai lavoratori».