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Dirigenti Regione Abruzzo: rapporti sempre più tesi con giunta D’Alfonso

Il sindacato protesta per rimozioni operate dalla giunta regionale

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Dirigenti Regione Abruzzo: rapporti sempre più tesi con giunta D’Alfonso

Palazzo della Regione

L'AQUILA. Il sindacato dei dirigenti Direr esprime «ferma protesta per tutti i provvedimenti adottati che comportano la rimozione di dirigenti, per pura discrezionalità politica a prescindere da una verifica della professionalità, dei risultati conseguiti e del merito».

 In una nota, il segretario nazionale, Silvana De Paolis, denuncia «una gestione della politica del personale della Regione Abruzzo che negli ultimi tempi ha destato più di qualche preoccupazione».

 De Paolis cita il caso del capo del Dipartimento Infrastrutture, Trasporti, Mobilità, Turismo e Cultura, Giancarlo Zappacosta, scelto in seguito ad un bando dal governatore, Luciano D'Alfonso, che per via di una successiva riorganizzazione «con scissione in due del settore viene lasciato senza incarico, senza motivo, senza demerito e senza neanche un formale provvedimento amministrativo di decadenza».

«Risulta realmente oscura la ratio della decisone sul direttore Zappacosta, ma poi incomprensibile e iniqua è assumere una decisone opposta a quella praticata sino ad oggi - spiega ancora -. Non era mai successo in precedenza, in Regione, che le conseguenze di un processo di riorganizzazione avessero ricadute dirette ed immediate sui contratti di lavoro dei dirigenti. In passato la stesso Governatore D'Alfonso aveva lasciato inalterati gli incarichi dei direttori, nonostante le ripetute modifiche dei Dipartimenti».

 De Paolis sottolinea che la Direr «difende i diritti dei Dirigenti, ma ancor prima il dovere dei dirigenti di assicurare ai Cittadini una Amministrazione equa nelle proprie attività, trasparente nelle azioni, razionale nelle decisioni».

 «Nel dare il benvenuto al nuovo dirigente del Personale (nonché Capo di Gabinetto del Presidente), Fabrizio Bernardini, di cui giungono notizie del tutto positive», la sindacalista della Direr auspica che si «possa ripristinare l'interfaccia giusta per i reciproci comportamenti di leale collaborazione anche se molti interrogativi restano in maniera pesante».

«Proprio per riaffermare questi principi il sindacato si è opposto alla white-list messa in piedi dalla Giunta regionale per l'accesso alla dirigenza che, come dimostrato dai successivi conferimenti di incarichi dirigenziali, non garantisce un procedimento trasparente e meritocratico (non si conoscono neanche i nominativi dei soggetti inclusi). E anche per queste ragioni continueremo anche di fronte al Consiglio di Stato - conclude - la nostra battaglia a rivendicare un giusto procedimento nella attribuzione degli incarichi».