PROPAGANDA

«Comunicazione politica passata per istituzionale»: Febbo chiede intervento della Corte dei conti

La festa del primo anno di governo di Luciano D’Alfonso pagata dalla Regione

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«Comunicazione politica passata per istituzionale»: Febbo chiede intervento della Corte dei conti

ABRUZZO. Ciclicamente ritorna la polemica (magari a parti invertite) della propaganda politica fatta passare per comunicazione istituzionale con la non trascurabile conseguenza che la prima dovrebbe essere pagata dai partiti la seconda dalle pubbliche amministrazioni.

Questa volta il consigliere regionale Mauro Febbo ha pizzicato tra le pieghe delle determine dirigenziali un affidamento diretto alla agenzia pubblicitaria Pomilio Blumm commissionata dal presidente Luciano D’Alfonso.

«Sono stati utilizzati soldi pubblici per organizzare un evento auto celebrativo e autoreferenziale», denuncia oggi Mauro Febbo, «o si trattava davvero di comunicazione istituzionale rivolta ai cittadini? I dubbi ci sono e per questo chiederò alla Corte dei Conti di verificare se la manifestazione voluta dal presidente D’Alfonso nel mese di giugno 2015 è da inserirsi all’interno della pubblicità istituzionale dell’Ente o se trattasi di un evento strettamente politico con il quale il governatore ha chiamato a raccolta il popolo del Pd».

La manifestazione sotto la lente è quella denominata “Vieni a scoprire cosa ho fatto per te”, voluta da D’Alfonso e organizzata dalla Pomilio Blumm nell’ambito del programma, è stata affidata direttamente dalla Regione Abruzzo all’impresa di comunicazione pescarese, che prevede la realizzazione di 4 eventi tematici per un importo pari a 29 mila 988 euro  (determina n.03/DPA010 del dirigente Giovanni Savini). Eventi , si legge nella determina, che «di volta in volta saranno richiesti dal signor presidente della Regione»;  a oggi però di quegli eventi ne sono stati organizzati solo 3.

Il grande appuntamento in programma a Piazza Unione il 26 giugno 2015, che avrebbe assorbito gran parte della somma residuale assegnata («quanto resta quindi per il quarto misterioso evento?», domanda Febbo), mirava a illustrare l’attività compiuta nel primo anno di amministrazione e aveva richiesto una capillare azione di comunicazione, «come nel miglior stile dalfonsiano, per consentire la massima promozione: materiale stampato (manifesti, locandine e brochure); video, spot da trasmettere sulle emittenti radiotelevisive e on line, messaggistica sms e ovviamente l’allestimento dello spazio pubblico per consentire lo svolgimento della manifestazione».

«Gli abruzzesi però hanno il diritto di sapere se quell’evento promozionale, che faceva seguito alla due giorni di convegno sul sistema bibliotecario regionale organizzato a novembre 2014 e inserita nell’affidamento a Pomilio», domanda il presidente della Commissione di vigilanza, Febbo, «sia giustamente a carico del bilancio regionale o se piuttosto si trattasse di un incontro politico-elettorale travestito da manifestazione “istituzionale” e che quindi non poteva essere finanziato con soldi pubblici. E poi, considerando la struttura di professionisti a disposizione della Regione, era davvero necessario affidare a un’agenzia esterna la realizzazione di queste iniziative? Spero che la Corte dei Conti – conclude Febbo – saprà svelare l’arcano».

Tutto giusto peccato che da sempre destra e sinistra fanno scempio di milioni di euro di denaro pubblico per attività di comunicazione non sempre utile come ha potuto documentare in oltre dieci anni PrimaDaNoi.it.

«DETERMINA VOLUTA DA CHIODI…»

 Il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso fa rispondere ad Andrea Catena, suo  consigliere, spiegando che  è una determina (n.03/DPA010) della Giunta Chiodi, di cui Mauro Febbo faceva parte, ad aver previsto la realizzazione dei quattro eventi tematici.

«Ciò premesso», dice Catena, «va specificato che gli eventi promossi sono quattro e non tre, come da bando e contratto, a differenza di quanto afferma il consigliere Mauro Febbo: due eventi sul Mediamuseum, del 27 e 28 novembre 2015, la presentazione della legge regionale sulla partecipazione a l’Aquila il 19 novembre 2015, e l’evento del 26 giugno 2015 in cui è stato illustrato il primo anno di attività della Giunta regionale in Piazza Unione a Pescara, con la partecipazione di Elio Di Rupo, che si suppone sia per Mauro Febbo non l’ex capo di governo di origine abruzzese del Belgio ma un pericoloso sovversivo di sinistra».

 «Catena – rimarca Febbo – nel suo intervento mostra ‘ignoranza’ politico-amministrativa. E’ vero che quelle somme furono impegnate dalla Giunta Chiodi, ma non furono mai (e bene fece l’allora Presidente) utilizzate, cioè mai spese. Quei fondi, dunque, dovevano essere portati a residuo e impiegati per ridurre il disavanzo, invece che per manifestazioni di propaganda politica come quella dello scorso anno a Piazza Unione a Pescara. Prendo atto, invece, del fatto che le iniziative organizzate dall’agenzia incaricata sono state 4 e non 3, come avevo scritto nel mio precedente comunicato. Una svista, legata forse al fatto che, come sempre, non ci vengono messi a disposizione tutti i documenti. La sostanza, però, di quanto ho segnalato non mi pare cambi di una virgola»”.

Oltre il rimpallo di responsabilità però non si va e si preferisce lasciar cadere il merito della questione: quelle spese sono legittime sì o no?