DOMANDE E RISPOSTE

Decreto Villa Pini, qualche domanda per chiarire la vicenda

La vicenda ha fatto discutere molto per come è stata gestita e portata avanti. Qualche chiarimento non guasterebbe

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Sanità, documenti segreti e scelte autoritarie: l’Abruzzo al bivio

Silvio Paolucci

 

ABRUZZO. Oltre due settimane fa avevamo inviato alcune domande all’assessore alla sanità Silvio Paolucci sulla vicenda del decreto su Villa Pini che ha trasferito lavoratori e «ramo d’azienda» da Chieti a Pescara generando una serie di dubbi e proteste sia sul metodo che nel merito del provvedimento che secondo alcuni sarebbe illegittimo sotto diversi profili.

 Il consigliere regionale Mauro Febbo (Fi) ha annunciato una denuncia a più livelli mentre rimane sullo sfondo il sospetto di favori ai proprietari (Pierangeli, Spatocco, Petruzzi) che tra l’altro erano a conoscenza da mesi del provvedimento emanato solo l’11 gennaio 2016. Lo stesso Paolucci aveva poi chiarito che la Regione aveva «recepito le istanze del privato». Tutta l’esigenza di intervenire su Villa Pini nasce dal decreto 70 (Lorenzin) che blocca l’accreditamento delle cliniche con meno di 60 posti letto ma a rischiare in Abruzzo ci sarebbero anche altre strutture sulle quali ad oggi non si è ancora intervenuti. C’è poi da aggiungere che dopo oltre un anno non si è ancora arrivati al punto di presentare il piano definitivo della sanità che dovrebbe riorganizzare la sanità pubblica e anche quella privata mentre l’annunciata uscita dal commissariamento non  è diventata realtà.

 Il decreto su Villa Pini inoltre anche formalmente presenterebbe delle lacune non riportando nel suo dispositivo, dettagliatamente, per intero, in modo esplicito, la volontà manifesta del commissario, visto che si parla solo di trasferire posti letto da Villa Pini a Synergo e Villa Serena, e non a Spatocco, Pierangeli e Villa Serena.

Questo potrebbe rappresentare un vulnus che renderebbe l’atto impugnabile.

 Le domande sono precise, un pò tecniche e circostanziate, le risposte potevano aiutare di più a chiarire alcuni aspetti non secondari.

ECCO LE DOMANDE E LE RISPOSTE

 

1)    Secondo quanto prescrive l'art 1, comma 2, del decreto 70/2015(Lorenzin), la programmazione è fatta dalla Regione, entro tre mesi  dall'entrata in vigore del decreto stesso, provvedendo ad adottare un  «provvedimento generale di programmazione », che abbia valenza sia per il pubblico che per il privato, cioè per l'intero sistema sanitario regionale.
Perché la Regione Abruzzo ha adottato un decreto, dcr 4/2016, in violazione del suddetto articolo, affermando che tale decreto, che riguarda solo una parte del privato e non tutto.

 Un decreto così si può definire «programmatorio»?


PAOLUCCI:  Prima di tutto va chiarito che la programmazione è prerogativa della Regione, che può, e a volte deve, differenziare tra pubblico e pubblico, tra privato e privato, tra pubblico e privato. Senza che questo costituisca violazione a nessuna norma; 

 


2)    La delibera 45/2010, citata nel decreto 4/2016, non stabilisce il fabbisogno regionale ma, come si può vedere nelle pagine 10-11-12 della stessa delibera 45, afferma che il fabbisogno è per singola ASL, con indicazione dei posti letto sia per il pubblico che per il privato.

Perché la Regione ha ritenuto di “superare” tali limiti che stabiliscono il fabbisogno per Asl?

3)    Come fa assessore Paolucci ad affermare che lo spostamento di posti letto non avrà ripercussioni sulla sanità pubblica di Chieti e Pescara visto che Pescara vede aumentare i posti letto di chirurgia fino a raggiungere 335 unità, mentre a Chieti si riducono a 143?

PAOLUCCI: La delibera commissariale 45/2010 è datata, e nei fatti superata anche dall'ultimo  programma operativo presentato al Tavolo di monitoraggio. In tutti i casi non è stata violata nessuna norma. Inoltre si rileva, come è noto a tutti, la volontà della Regione di avviare il processo di riorganizzazione delle Asl. Va rimarcato, poi, che parliamo di Pescara e Chieti, che di fatto possono considerarsi un unico sistema urbano.



4) L'Applicazione del decreto 4/2016 sembrerebbe in contrasto con il decreto 70 perché al punto 2.5 dell'allegato dello stesso decreto è espressamente stabilito che le strutture abbiano un numero di posti letto non inferiore a 60 per acuti e che per le strutture che non raggiungono tale numero si
favoriscono i processi di fusione attraverso la costituzione di un unico soggetto giuridico, da realizzare entro il 30/09/2016.

Perché avete preferito smembrare Villa Pini tra più soggetti giuridici invece di procedere alla fusione?

PAOLUCCI: il riferimento a un unico soggetto giuridico deve essere inteso anche come unica proprietà

 

5) Perché, pur se il decreto 70 prevede che il 25% dei pl siano di day hospital, il decreto 4 disattende questa norma?


PAOLUCCI: Non si è disattesa nessuna norma: il 25 per cento di day hospital è relativo all’intera regione e comprende sia il pubblico che il privato.


6) Perché nel decreto viene disposto solo la cessione dei posti letto di Villa Pini a Villa Serena e Synergo (Spatocco+Pierangeli) e nulla viene disposto in merito al passaggio di posti letto da Spatocco a Pierangeli?

Può un decreto commissariale apportare tali modifiche e superare una legge vigente?

PAOLUCCI: Le relazioni con i privati attengono a scelte societarie, che sono autonome, nel rispetto dei posti letto e dei budget annuali assegnati.

 

7) Al 31/12/2016 che fine farà Spatocco, visto che non rispetta i parametri del dcr 70, chiuderà trasferendo tutti i restanti pl a Pierangeli? Cosa si cela dietro la richiesta del cambio di destinazione d'uso della Spatocco?

PAOLUCCI: I privati operano nella logica del codice civile, non di quella della pubblica amministrazione. Ovviamente resta imprescindibile il rispetto della normativa vigente.



8) La nota protocollo del 22/12/2015 è stata prontamente trasmessa al tavolo di monitoraggio?

9) Il decreto 4/2016 è stata trasmesso al tavolo di monitoraggio? Se sì, in che data?


PAOLUCCI: Trasmessi dalla Struttura commissariale;


10) Se la proposta del privato è arrivata in Regione mesi fa perché non se ne è mai parlato pubblicamente?

PAOLUCCI: L’amministrazione regionale agisce per atti pubblici e solo attraverso quelli;



11) Si può finalmente conoscere la proposta di riorganizzazione della rete ospedaliera visto che il privato si è già aggiustato?

PAOLUCCI: La scelta del riordino della rete ospedaliera pubblica, non è certo un segreto, ma è nota a tutti, sulla base di una classificazione in ospedali di primo livello, ospedali di base e ospedali di area disagiata;

 

 12) Visto che la Regione Abruzzo conosce la condizione di illegittimità, rispetto al decreto 70, di Villa Letizia e Ini Canistro, perché non ha presoin considerazione la riorganizzazione di quelle due strutture private invece di Spatocco, che era legittima?

PAOLUCCI: Sono in corso confronti con le proprietà per trovare soluzioni che possano scongiurare disastri societari e licenziamenti di operatori sanitari;


13) L'Asl unica è ancora d'attualità oppure no?

PAOLUCCI: La riorganizzazione delle Asl è un tema su cui stiamo ragionando. Personalmente continuo a preferire la Asl unica, ma mi sono impegnato a un confronto di merito con tutta la maggioranza.