RIFIUTI

Inceneritori, Abruzzo si allea con Molise per sventare il pericolo

Si potrebbe usare l’impianto molisano

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ABRUZZO. Nella mattinata di ieri, a Roma, si è svolta una seduta della Conferenza delle Regioni con all'ordine del giorno il parere sullo schema di decreto sugli inceneritori.

La Regione Abruzzo, rappresentata dal vice presidente Giovanni Lolli, ha ribadito il proprio parere negativo, parere per altro già formulato sia in sede di 'Commissione Ambiente' che in una precedente seduta della Conferenza.

«La nostra posizione», spiega il sottosegretario Mazzocca, «di deciso dissenso dalla previsione localizzativa di un 'Impianto di incenerimento di rifiuti urbani e assimilabili' proprio in Abruzzo, per altro solo l'altro ieri da me evidenziata direttamente al Ministro dell'Ambiente Gianluca Galletti quale metro del neoinsediato 'Comitato Istituzionale per la Qualità dell'Aria', è basata su considerazioni oggettive effettuate dagli uffici regionali che stridono con le valutazioni effettuate dal Governo, generate da dati tecnici non perfettamente collimanti con quelli a nostra disposizione (particolari condizioni geomorfologiche e microclimatiche del territorio regionale, incompatibilità con le previsioni del 'Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti', necessità dell'istituzione di una 'Cabina di Regia'). Pur tuttavia - continua Mazzocca - analizzando nel dettaglio il tema specifico della capacità complessiva di trattamento degli impianti di incenerimento di rifiuti urbani con il collega molisano Vittorino Facciolla, abbiamo ragionato su una proposta condivisa che vede le Regioni Abruzzo e Molise, sul tema specifico, lavorare in stretta sinergia».

Di ciò si era già discusso nel corso del tavolo sulla qualità dell'aria al Ministero dell'Ambiente. «L'idea - spiega Mazzocca - riguarda la possibilità di utilizzare l'attuale capacità del termovalorizzatore attivo in Molise, che potrebbe accogliere le idonee e necessarie frazioni di rifiuto di entrambe le regioni».

Per superare le criticità evidenziate anche da altre regioni (Marche, Umbria e Campania), il presidente della Conferenza Stefano Bonaccini ha quindi cercato insistentemente una mediazione con il governo, tentativo che ha avuto un esito positivo nel pomeriggio.

In sede di Conferenza Stato-Regioni, infatti, il governo ha accolto i due emendamenti decisivi, quali il riconoscimento della valenza delle pianificazioni regionali e la possibilità di stipulare accordi interregionali, entrambi sostenuti dal Sottosegretario delegato in rappresentanza della Regione Abruzzo.

«Manifestiamo - conclude Mazzocca - tutto il nostro apprezzamento per la condivisione della soluzione trovata. Con la Regione Molise inizieremo presto a studiare e approfondire i dettagli della proposta al fine di renderla agevolmente e speditamente praticabile. In ogni caso, ogni ragionamento non potrà prescindere dalla necessità di avviare una decisa strategia sul tema dell'economia circolare ed implementare tutte quelle attività finalizzate a contenere al massimo la produzione di rifiuti».

«Abbiamo raggiunto un buon risultato», ha commentato il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti, «abbiamo avuto tutti pareri favorevoli, tranne due regioni, la Lombardia e la Campania, che hanno espresso parere negativo. Non era un passaggio facile. L'applicazione dell'articolo 35 dello Sblocca Italia rompe di fatto il principio dell'autosufficienza, dello smaltimento dei rifiuti a livello regionale e si crea una rete di smaltimento dei rifiuti a livello nazionale. Questo ci aiuta molto ad impostare un lavoro serio per lo smaltimento dei rifiuti e ci serve anche per contrastare le infrazioni comunitarie a cui l'Italia è sottoposta in questo momento».

 «Il piano prevede un aggiornamento annuale che tenga conto, oltre ad altre cose, anche dei piani di smaltimento regionali», ha aggiunto Galletti.

«E' chiaro, e lo voglio dire con molta previsione, che questo piano parte dal presupposto che tutte le regioni arrivino al raggiungimento degli obiettivi fissati dall'Europa, quindi che tutte le regioni arrivino al 65% di raccolta differenziata e che tutte colgano gli obiettivi di produzione dei rifiuti del 10%; fatto questo conteggio - ha concluso - si individua ancora la necessità, del Paese in questo caso, di incenerimento, che equivale a 8 termovalorizzatori».

 

CLAMOROSA VOLTAFACCIA»

 «La Regione Abruzzo con un clamoroso voltafaccia ha espresso parere favorevole per l’installazione nella nostra regione», contesta il Movimento 5 Stelle, «dopo che fino alla precedente Conferenza del 20 gennaio scorso aveva manifestato (in quel caso con l’intervento del Sottosegretario con delega all’Ambiente Mario Mazzocca) il suo fermo diniego ad un’ipotesi del genere. Non conosciamo le ragioni di questo repentino cambio di opinione ma sappiamo bene quale sarà la reazione dell’intera popolazione abruzzese che come nella recente vittoriosa vicenda di “Ombrina Mare” non si farà certo mettere i piedi in testa da una classe politica incoerente e priva di un progetto omogeneo di lunga durata».