IL DOCUMENTO

Elettrodotto Terna, vergogna infinita. Ministero: «lavori senza autorizzazione, accertare danni causati»

Antonio Di Pasquale mostra l’incredibile documento

Redazione Pdn

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Elettrodotto Terna, vergogna infinita. Ministero: «lavori senza autorizzazione, accertare danni causati»

ABRUZZO.  Mentre si discute se l’elettrodotto è andato in esercizio oppure no con proclami e smentite da ambo i lati, dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare arriva una notizia clamorosa.            

Da una determina ministeriale si rileva, infatti, che la società Terna per l'inizio dei lavori avrebbe dovuto attendere la conclusione positiva dell'iter di verifica di ottemperanza .

 Ma i lavori sono cominciati comunque senza il via libera. Per questo adesso il Ministero annuncia che, insieme agli enti territoriali, accerterà eventuali danni ambientali derivanti dalla anticipata esecuzione delle opere.

«La  notizia ha dell’incredibile», commenta il perito Antonio Di Pasquale che ha tra le mani il documento firmato dal direttore generale Renato Grimaldi, «non solo perché Terna ha iniziato infrangendo la Legge ma anche perchè si è permessa di denunciare penalmente decine e decine di persone chiedendo inoltre milioni di euro a risarcimento di presunti danni per essere stata rallentata ad ultimare un'opera che manco avrebbe potuto iniziare».

E ne sa qualcosa Silvia Ferrante, l’attivista che nei giorni scorsi si è presentata in Tribunale a Lanciano per affrontare la prima udienza nella causa civile che gli ha intentato Terna. Una delle 24 cause civili che il colosso ha deciso di scatenare contro la «mamma coraggio» che, come decine e decine di attivisti, da anni dicono no al progetto e denunciano presunte irregolarità, molte delle quali mai chiarite fine in fondo.

Intanto l’opera è in via di conclusione, come certificato da Terna che ha annunciato lunedì scorso l’entrata in esercizio dell’impianto nonostante lo scetticismo degli ambientalisti che hanno fotografato un pilone «senza fili» a Paglieta.  E se sulla questione non c’è ancora la parola definitiva il nuovo documento del Ministero torna a scatenare pesanti reazioni.

Secondo l’attivista Mariapaolo Di Sebastiano il documento è eclatante ma di fatto significherebbe solo una cosa: «le prescrizioni sono ottemperate e quindi comunque, anche se tardive, il ministero chiude gli occhi e firma... come dire da un lato è una ammissione ma dall' altro è una grande sanatoria».

Secondo Di Sebastiano l'unico tentativo che a questo punto si può fare è impugnare al Tar questo atto per farlo annullare. «Certo, dobbiamo riflettere tutti su una cosa: come si fa ad ottemperare il 24 dicembre a prescrizioni come la a12 e la a25 che sappiamo essere ancora in piena fase di controllo?»

«Questo atto», insiste invece Di Pasquale, «dice una cosa seria ed eclatante: i lavori non si potevano iniziare senza attendere l'esito dell'iter di verifica di ottemperanza alle propedeutiche prescrizioni pertanto, considerato che ad oggi le verifiche non si sono concluse e fanno acqua da tutte le parti, i lavori di costruzione dell'impianto sono stati tutti eseguiti in totale abusivismo come sempre detto e denunciato».

Di Pasquale annuncia l’invio, oggi stesso, di una diffida nei confronti di Terna, delle ditte alla stessa riconducibili e nei confronti dei Ministeri ad interrompere immediatamente l'opera ed a far ripristinare lo stato dei luoghi perchè l’opera «è stata eseguita fino ad oggi in violazione dell'art. 3 dell'atto di autorizzazione, in violazione delle propedeutiche prescrizioni ed in violazione di legge».

Secondo il tecnico, inoltre, la documentazione completata in ritardo andrebbe ad inficiare quanto realizzato ma soprattutto questo atto aprirebbe anche la strada per richiedere i danni da parte di tutti coloro che hanno subito danni, sia a livello patrimoniale che morale «esclusi ovviamente tutti quelli che si sono accordati, i quali sinceramente non so che fine faranno».

Resta il mistero per cui nonostante tutte le denunce fatte nei mesi scorsi che di fatto contestavano proprio il presunto abuso dell’opera nessun ente si sia mosso per verificare, accertare o smentire quanto veniva denunciato dagli ambientalisti.

Il tempo è passato e tutti gli interventi tardivi eventuali che ci saranno  in pratica costituiranno solo l’ennesima amara beffa per un territorio di fatto occupato irregolarmente con la forza calpestando una manciata di diritti dei residenti locali.   

TERNA: «IL DOCUMENTO TESTIMONIA CHE ABBIAMO OTTEMPERATO ALLE PRESCRIZIONI»

 In un comunicato di poche righe  la società scrive: «In merito alle notizie diffuse da alcuni e riportate dagli organi di informazione, Terna precisa che la lettera del Ministero dell’Ambiente testimonia che Terna ha ottemperato alle prescrizioni imposte dal Ministero stesso, a differenza di quanto sostenuto da alcuni contestatori nei mesi passati. Terna precisa, inoltre, di aver sempre  inviato durante i lavori di realizzazione dell’elettrodotto la documentazione progettuale e/o esecutiva e tutto quanto prescritto nel Decreto V.I.A. (invio documentazione, opere provvisionali, predisposizione opere, osservazione di misure preventive, etc....)».

All. 1 - VADEC-00_2015-0000488