LA VITTORIA

Ombrina. Guidi chiama D'Alfonso, stop definitivo

Governatore Abruzzo, «progetto non si farà né ora né mai»

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PESCARA. «Poniamo la pietra tombale su una vicenda per la quale mi ero battuto in prima persona coinvolgendo il Governo a tutti i livelli. Ombrina di ferro non si farà né ora né mai».

E’ soddisfatto il governatore dell'Abruzzo, Luciano D'Alfonso, che sabato ha riferito di aver ricevuto una telefonata del ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, che gli ha annunciato lo stop definitivo del procedimento per 'Ombrina Mare'.

«A tale progetto - fanno sapere alla Regione - il Ministero ha espresso diniego definitivo, come più volte sollecitato dal presidente D'Alfonso. Lunedì arriverà la comunicazione ufficiale dal dicastero».

«Ringrazio Palazzo Chigi che ha mantenuto puntualmente la parola data», conclude il Governatore.

Contro il progetto Ombrina Mare, che prevedeva la realizzazione di una piattaforma al largo delle coste abruzzesi e molisane, associazioni, enti locali e cittadini avevano lanciato una vera e propria battaglia, sfociata in due maxi manifestazioni, una a Pescara, nell'aprile del 2013, con la partecipazione di 40mila persone, e l'altra a Lanciano (Chieti), a maggio 2015, con 60mila partecipanti. Poi, a metà dicembre, l'emendamento del Governo alla legge di Stabilità, che ha ripristinato le dodici miglia per le perforazioni petrolifere in Adriatico, fermando, di fatto, Ombrina Mare.

Poi, la telefonata del ministro a D'Alfonso, che ha chiarito definitivamente la questione.
«Questo atto chiude definitivamente la partita dopo otto anni di lotte», ha commentato il Coordinamento No Ombrina. Avevamo chiarito da subito la portata della legge di Stabilità e che il Mise non avrebbe avuto altra strada. Tutto ciò era evidente dal 23 dicembre 2015. Ora, come noto, il provvedimento sarà pubblicato sul Bollettino dell'Unmig. L'azienda potrebbe fare ricorso al Tar. Il popolo abruzzese intanto ha vinto»

La concessione per Ombrina, che ad agosto ha avuto la compatibilità ambientale dal ministero dei Beni e delle attività culturali e del Turismo e dal ministero dell'Ambiente, è stata richiesta dal gruppo di diritto inglese Rockhopper, ma è contestata da sempre perché si trova a meno di 12 chilometri dalla spiaggia, a ridosso di un'area marina protetta in via di costituzione.