POLITICA

Porti, Febbo e Sospiri: «D’Alfonso chiarisca la posizione della regione»

«Cambio di programmazione mortifica la nostra regione»

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Porto di pescara

ABRUZZO. Quali sono le reali strategie che il Governo regionale vuole attuare per i porti di Pescara e di Ortona considerando che è stato cambiato totalmente l’indirizzo di programmazione intrapreso sinora? Cosa si intende fare la Regione per il porto di Vasto, di fatto stralciato dalla geografia portuale? E soprattutto qual è la reale politica infrastrutturale che l’attuale Governo Regionale intende perseguire? Sono questi i quesiti contenuti di una interpellanza al presidente D’Alfonso presentata dal presidente della Commissione di Vigilanza, Mauro Febbo e dal Capogruppo di Forza Italia, Lorenzo Sospiri.

«I porti di Pescara e Ortona – spiegano i Consiglieri di Forza Italia - rappresentano una importante risorsa infrastrutturale per la nostra regione, sia per l’attività di trasporto merci sia per il trasporto dei passeggeri, con rotte verso le più note località balneari della Croazia, ma soprattutto, come ultimamente ribadito anche dal Governatore D’Alfonso, per la loro capacità di collegare, connettere e creare alleanze. Il sistema portuale potrebbe essere la chiave di volta per l’ingresso dell’Abruzzo nelle reti TEN-T e considerato che le stesse possono essere un’importante opportunità per la realizzazione di infrastrutture in grado di creare un volano di sviluppo per la Regione Abruzzo».

I due consiglieri ricordano che il Decreto di riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione delle Autorità Portuali approvato il 20 Gennaio 2016 dal Consiglio dei Ministri, ha visto i porti di Pescara e Ortona sottomessi all’Autorità portuale di Ancona: «di fatto questo rappresenta una pesante mortificazione per le aspettative di un incremento del traffico merci e passeggeri con i Balcani e la Grecia che invece la città di Ancona ha tutto l’interesse ad attrarre nel proprio bacino».

La sinergia con Civitavecchia invece avrebbe favorito lo sviluppo dei Porti di Pescara ed Ortona quali “Porte sui Balcani” per il versante tirrenico che ha tutto l’interesse a potere godere di uno sbocco sull’Adriatico. Riguardo il ruolo del porto di Vasto, sede di uno scalo marittimo estremamente attivo e di grande importanza per le realtà industriali dell’Abruzzo meridionale, ad oggi non è stata fornita alcuna informazione.

Questo ha generato il disappunto da parte non solo della cittadinanza abruzzese ma anche delle più importanti Associazioni di categoria quali Confcommercio, che ha dichiarato la propria delusione nei confronti del Governatore della Regione Abruzzo, e di Confesercenti, che sottolinea il debole ruolo sotto il profilo governativo e parlamentare della Regione Abruzzo. Anche all’interno della stessa maggioranza si sono palesati molti pareri discordanti, sia a livello regionale che a livello locale, considerando quanto affermato dal Consigliere regionale con delega ai Trasporti Camillo D’Alessandro o dal vicesindaco di Pescara Enzo Del Vecchio il quale ha dichiarato la propria preferenza all’autorità portuale di Civitavecchia per fungere da “porta dell’Est” nella rete di corridoi europei e di collegamento tra mare Adriatico e mar Tirreno.

«L’aspetto più preoccupante di questa situazione – concludono Febbo e Sospiri – è lo scarso interesse del Governo Nazionale riguardo la Regione Abruzzo nonostante siano caratterizzate dallo stesso colore politico».