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Metanodotto Larino-Chieti, in una mappa la prova: «inutile per molisani e abruzzesi»

Prezioso per i petrolieri. Giovedì 28 mattina a Pescara l'inchiesta pubblica

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Metanodotto Larino-Chieti, in una mappa la prova: «inutile per molisani e abruzzesi»

ABRUZZO. Il metanodotto Larino - Chieti è un'opera ad esclusivo uso e consumo dei petrolieri che vorrebbero trasformare l'Abruzzo e il Molise in un distretto minerario e basta una semplice mappa per evidenziarlo.

In realtà la stessa società Gasdotti Italia, proponente dell'opera, lo ha scritto nel suo Piano industriale, rispetto all'utilità dell'intervento per connettere stoccaggi e aree di "produzione" (i pozzi). D'altro lato, non si capirebbe un uso diverso visto che in Italia il consumo di gas è diminuito del 35% in un decennio.

Ora è in corso una procedura di Valutazione di Impatto Ambientale interregionale Abruzzo - Molise, con la regione Abruzzo come ente capofila.

«Attraverso i documenti depositati dall'azienda si dovrebbe parlare chiaramente ai cittadini e la stessa società dovrebbe spiegare l'intento dell'opera affinché tutti possano partecipare in maniera informata e consapevole al procedimento», dicono comitati e associazioni Comitato No Stoccaggio Poggiofiorito,

 Forum Abruzzese dei Movimenti per l'Acqua, Trivelle Zero Molise, Nuovo Senso Civico, «invece, a nostro avviso, se uno legge la documentazione progettuale non capisce bene a cosa dovrebbe servire questa nuova grande opera lunga oltre 100 km, che attraverserà ben 19 comuni abruzzesi e 7 molisani, zone densamente abitate e aree agricole di grande valore, nonché 8 Siti di Interesse Comunitario per la biodiversità».

Le associazioni hanno provato a sovraimporre il tracciato del nuovo metanodotto alle varie concessioni di idrocarburi presenti sul territorio. Ne esce fuori un quadro «disarmante nella sua chiarezza».

«E' del tutto evidente che», dicono, «quest'opera serve esclusivamente al collegamento tra vasti titoli minerari tra Permessi di Ricerca e Concessioni di Coltivazione dove dovrebbero sorgere i pozzi di estrazione e ben tre stoccaggi di gas, che sono il "polmone" del sistema. Si tratta del "Treste", a cavallo tra le due regioni, già in funzione da tempo, del "Sinarca" in Molise già autorizzato e da costruire e del "Poggiofiorito", in Abruzzi, in via di autorizzazione e su cui pendono i ricorsi al TAR del Comitato, di 14 comuni e della Regione Abruzzo.  E', quindi, un intervento che si inserisce perfettamente nella strategia di trasformazione del territorio italiano in un "hub del gas" di cui beneficeranno poche aziende e il Nord Europa e in particolare di deriva petrolifera per Abruzzo e Molise come indicato dalla Strategia Energetica Nazionale del Governo Monti».

Come detto il progetto è attualmente in fase di Valutazione di Impatto Ambientale di carattere regionale presso la Regione Abruzzo. Comuni, comitato e associazioni hanno ottenuto dal Comitato VIA la realizzazione, per la prima volta nella regione, di un'inchiesta pubblica. Si terrà a Pescara il prossimo giovedì 28 gennaio alle 10 presso l'Auditorium della delegazione Castellamare in viale Bovio 466. Sarebbe stato auspicabile fare questa iniziativa a Lanciano in un orario pomeridiano per dare la possibilità di un'ampia partecipazione dei cittadini interessati.