DECLASSATI

Porti, Confesercenti: «riforma penalizza Abruzzo, tradito un intero settore»

Appello ai parlamentari. D’Alfonso incontra Delrio

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

70

Dragaggio porto Ortona, concluso appalto: a breve i lavori di escavazione

Il porto di Ortona

PESCARA. Il decreto di riforma del sistema portuale italiano penalizza l’Abruzzo ed i suoi scali marittimi: su questo punto politica e addetti ai lavori sono d’accordo.

Bisognerà vedere qual è il margine di manovra e quanto la situazione si potrà risolvere. Al momento il Governo Renzi ha stabilito che Pescara ed Ortona vengano inseriti nella cosiddetta Autorità Portuale di Sistema facente capo ad Ancona. Scartata, invece, l’ipotesi che piaceva agli abruzzesi ovvero Civitavecchia.

Il Presidente della Giunta Regionale Luciano D’Alfonso questa settimana incontrerà il Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Graziano Del Rio, che avrebbe fornito massima disponibilità per definire la questione.
Il tonnellaggio dei porti abruzzesi di sicuro non consente alle realtà locali abruzzesi di assurgere al ruolo di autorità portuale ma, come detto, si punta tutto su Civitavecchia.

Molto critica Confesercenti secondo cui questa decisione dimostrerebbe «la scarsa considerazione» che il Governo dimostra di avere nei confronti del sistema logistico ed infrastrutturale della regione.

Di questo sono convinti Daniele Erasmi, presidente regionale di Confesercenti, ed il direttore Enzo Giammarino. «Ci chiediamo - dicono ancora Erasmi e Giammarino - come mai accanto ai due porti citati non compaia anche Vasto, sede di uno scalo marittimo estremamente attivo e di grande importanza per le realtà industriali dell’Abruzzo meridionale. L'Abruzzo ha purtroppo dimostrato di essere debole sotto il profilo governativo e parlamentare. Ora la Regione Abruzzo, attraverso i propri rappresentanti in Conferenza Stato-Regioni, faccia sentire forte la protesta che il mondo produttivo abruzzese volge nei confronti di un decreto che mortifica il disegno di creazione di un sistema portuale regionale in cui ogni scalo svolga una specifica funzione a servizio di tutto il territorio, pone gli scali abruzzesi sotto il controllo di una Autorità portuale che ha sede in un territorio ed in una regione in cui non risiede alcun interesse allo sviluppo dei traffici nei porti abruzzesi, tutti potenzialmente in concorrenza con lo scalo di Ancona. Questo decreto inoltre tradisce e sconfessa la funzione di cerniera tra Tirreno ed Adriatico che questa regione ed il suo patrimonio infrastrutturale svolgono ed ambiscono a potenziare».

Secondo Confesercenti  l’unico posizionamento degli scali abruzzesi può essere solo ed esclusivamente sotto l’ombrello dell’Autorità Portuale di Sistema facente capo a Civitavecchia, scalo che avrà tutto l’interesse a potenziare la direttrice tirrenico-adriatica nel reciproco interesse che vede la penisola Iberica collegarsi ai Balcani ed all’Europa orientale attraverso il corridoio che attraversa l’Abruzzo.

Da qui la richiesta ai parlamentari di far sentire la propria voce.
Secondo il capogruppo di Forza Italia, Lorenzo Sospiri, e il consigliere comunale Marcello Antonelli, invece, la riforma avrebbe il sapore di un declassamento per la portualità abruzzese: «con i governi di centrodestra e grazie all’azione dell’allora Sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti Nino Sospiri Pescara aveva spiccato il volo nel panorama nazionale, conquistando la sede della Direzione Marittima, ma soprattutto le attenzioni del Governo per lo sviluppo del nostro scalo, con lo stanziamento dei fondi necessari per quelle opere divenute indispensabili, come la realizzazione del nuovo braccio a est, la nuova vasca di colmata, capaci di attirare l’attenzione del traffico crocieristico-passeggeri, l’ipotesi del nuovo molo pescherecci e la soluzione dei problemi dell’insabbiamento. Con il Pd al Governo, nazionale, regionale e cittadino, assistiamo al lento declino della nostra stessa autorevolezza portuale. La Riforma presentata dal Ministro Delrio è l’esatta fotografia del fallimento della politica del Governatore D’Alfonso, che da sempre si professa particolarmente ‘vicino’ al Ministro stesso, e lo ha dimostrato permettendogli di sottomettere Pescara e Ortona all’Autorità portuale marchigiana che penalizzerà, inevitabilmente, lo sviluppo dei nostri scali».