RIFIUTI ZERO

Inceneritore: Idv Abruzzo vuole un Consiglio regionale straordinario

Cgil: «miopia o strabismo?»

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Ambiente, Abruzzo formalizza il no su decreto inceneritori

ABRUZZO.  Il Segretario Regionale IdV, Lelio De Sanctis chiede un consiglio regionale straordinario sui grandi temi ambientali quali metanodotto Snam, trivellazioni, inceneritore.

«Vincere la battaglia contro l'aggressione al territorio abruzzese - scrive tra l'altro in una nota - riguarda tutta la comunità regionale, non solo un Presidente o una maggioranza».

La Regione Abruzzo, prima ancora della mobilitazione dei cittadini – sostiene De Sanctis - deve far valere le ragioni della sua esistenza ed il ruolo di Istituzione che programma lo sviluppo del suo territorio, rispettoso di ambiente, cultura e storia.

«Il Presidente, Luciano D'Alfonso, batta un colpo con il Governo, prima del nuovo incontro della Conferenza Stato-Regioni del 29 gennaio, evitando il colpo mortale dal fuoco amico e si faccia aiutare da tutto il Consiglio Regionale e da tutte le forze politiche e sociali».

E sugli inceneritori, in fin dei conti, nessuna novità dal momento che la previsione era contenuta nella bozza di decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (Dpcm) sulla realizzazione di nuovi impianti di incenerimento in attuazione dell'articolo 35 del decreto legge 11372014, piu' noto come Sbocca Italia. La notizia e' solo la riduzione del numero totale di impianti previsto, 9 in tutto, e la certezza che uno sara' in Abruzzo, nonostante il voto contrario della  Regione in sede di Conferenza Stato-Regioni.

«Difficile capire se si tratta di miopia o di strabismo. O di entrambi», commenta la Cgil Abruzzo. Da un lato infatti il governo incenerisce rifiuti, dall'altro (vedi il collegato alla legge di Stabilita' per il 2016) incentiva 'il post-consumo e il recupero degli scarti".

Per il sindacato «ridurre, riutilizzare, riciclare la materia, recuperare energia sono le azioni fondamentali per una corretta gestione dei rifiuti, principi che sono confermati dal nuovo Pacchetto europeo sull'Economia circolare pubblicato il 2 dicembre 2015. Con i rifiuti non si scherza, e la scelta di 'incenerire' e' in totale contrasto con quella di separare, riciclare, riusare i rifiuti. Ma c'e' una ragione in piu' che alimenta la nostra opposizione. La nostra regione, con i suoi pochi abitanti (1.300.000) ha raggiunto il 45% di riciclaggio, con un basso andamento di produzione di rifiuti, quindi - affinche' l'impianto sia produttivo - occorrera' portare rifiuti da altre zone del Paese, in una fase in cui le quantita' diminuiscono e restano ingenti i costi del trasporto. La Cgil - prosegue la nota - ricorda che nella strategia di lotta al cambiamento climatico in cui il nostro Paese e' impegnato e' necessario ridurre anche queste emissioni, quelle degli inceneritori e quelle del trasporto. La Cgil Abruzzo considera sbagliate le scelte del governo e chiede alla Regione Abruzzo di incrementare tutte le azioni sull'intera filiera della gestione dei rifiuti, per una riduzione della produzione di rifiuti e della loro pericolosita', per la diffusione di 'sistemi integrati' di raccolta, per ogni attivita' di riciclaggio, per favorire lo smaltimento dei rifiuti in luoghi prossimi a quelli di produzione. La Cgil Abruzzo - conclude il sindacato - sostiene la riduzione dei rifiuti e il riciclaggio come via maestra dello sviluppo sostenibile, e sottolinea come questo sia un settore che puo' creare buona occupazione per gli abruzzesi».

Intanto il Movimento 5 Stelle sostiene che «l’unica via percorribile, sostenibile e necessaria» è quella di «una politica di gestione che persegua obiettivi progressivi di prevenzione della produzione dei rifiuti, raccolta differenziata, riciclo e riutilizzo. Non è un caso che lo scorso 2 Dicembre, la Commissione Europea abbia adottato un nuovo e ambizioso pacchetto di misure sull'economia circolare per rafforzare la competitività, creare posti di lavoro e generare una crescita sostenibile e qui in Italia, ahimè, ci ritroviamo ancora con i governi made in PD, Renzi e Presidenti di Regione che sostengono gli inceneritori».