RIFIUTI

Inceneritori, le Regioni dicono sì: ne arriva uno anche in Abruzzo

Sì da 15 Regioni su 20 al decreto legge del Governo Renzi. L' Abruzzo ha votato no.

Redazione Pdn

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Inceneritori, le Regioni dicono sì: ne arriva uno anche in Abruzzo

ROMA. Parere favorevole di 15 Regioni su 20 al "decreto termovalorizzatori" del presidente del Consiglio dei ministri.

«E' un parere condizionato a emendamenti e osservazioni per l'integrazione tra i piani regionali e quello nazionale. Questo è quel che porterò alla Conferenza Stato Regioni. Siamo convinti che verranno accolti i nostri emendamenti», ha commentato il presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, al termine della seduta odierna della Conferenza.

Alla notizia però si è già scatenata una bagarre nazionale da parte di alcune di quelle regioni che saranno sede di nuovi impianti di incenerimento. Molti già i comitati che si sono espressi negativamente contro l’ennesima pressione del governo centrale sui territori. A differenza della battaglia contro le trivelle in questo caso le Regioni sono quasi tutte a favore degli impianti.

In Abruzzo il Forum H2o è stato il primo a dichiarare l’ennesima guerra per il rispetto dell’ambiente e della democrazia

La Direttiva 2008/98/CE sui rifiuti dal 2008 pone l'incenerimento al quarto posto in una scala di cinque opzioni, appena prima delle discariche.

 Cioè è l'Unione Europea che boccia gli inceneritori, non gli «esaltati comitatini» che qualche fastidio a Renzi lo stanno pur creando.

IL NO DELL'ABRUZZO

La Regione Abruzzo è stata rappresentata dal Sottosegretario con delega all’Ambiente, Mario Mazzocca, ha confermato il proprio parere negativo sul Decreto, parere per altro già formulato in sede di Commissione Ambiente lo scorso mese di settembre.

«Il decreto – interviene il Sottosegretario Mazzocca – contiene la previsione localizzativa di un ‘Impianto di incenerimento di rifiuti urbani e assimilabili’ proprio in Abruzzo; abbiamo dissentito dalle valutazioni effettuate dal Governo, generate dall’esame di dati tecnici non perfettamente allineati con quelli a nostra disposizione, soprattutto poiché riteniamo non adeguatamente considerate le particolari ed intrinseche condizioni del nostro territorio regionale, sia sotto il profilo geomorfologico che microclimatico, che lo rendono pressocché unico nel panorama nazionale. Inoltre, l’atto di indirizzo finalizzato alla compiuta definizione del nostro 'Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti' non prevede la realizzazione in Abruzzo di inceneritori o termovalorizzatori di sorta. Negativamente sis ono espresso anche le regioni Molise, Marche, Umbria e Lombardia».
Nel pomeriggio, nella Conferenza Stato-Regioni, ci si è soffermati particolarmente sull’argomento specifico inerente l’individuazione della capacità complessiva di trattamento degli impianti di incenerimento di rifiuti urbani, tema che ha alimentato una serrata discussione; il Presidente Bonaccini, a tal riguardo, ha riferito sul parere favorevole a maggioranza di 15 Regioni, per altro condizionato all’accoglimento di emendamenti ed osservazioni, ha comunicato il parere negativo delle restanti 5 regioni fra cui l’Abruzzo ed ha ribadito la richiesta dell’istituzione di una ‘Cabina di Regia’ già in precedenza chiesta dalle Regioni. 
«Il Ministero, quindi, ha ribadito il proprio pronunciamento», ha detto Mazzocca, «circa il semplice e parziale accoglimento di alcuni emendamenti; per tali osservazioni il Ministero si è già espresso, così come sulla cabina di Regia, sulla quale lo stesso Ministro Galletti, nello scorso mese di dicembre, l’aveva accolta ma solo in fase di attuazione del DPCM. Anche al fine di non inasprire il confronto e su espresso invito del Presidente Bonaccini a “guardare bene gli emendamenti”, ricordando al contempo che attualmente sono 15 le Regioni che hanno reso sì parere favorevole ma decisamente condizionato, è intervenuto il sottosegretario Bressa che ha proposto di rinviare il punto ad una Conferenza Straordinaria che si terrà probabilmente il 29 gennaio»

AMBIENTALISTI PRONTI A NUOVA GUERRA

Il Decreto attuativo in discussione –spiega il Forum - è «l'ennesimo frutto avvelenato dello Sblocca Italia, in particolare dell'Art.35 che accentra nelle mani del Ministero il futuro della gestione dei rifiuti. Il "nuovo" Renzi invece propone la "vecchia" ricetta dell'inceneritore salvifico, come se sia una grande idea trasformare i rifiuti in emissioni gassose pericolose per la salute e l'atmosfera e ceneri che a loro volta sono rifiuti pericolosi. Lo è esclusivamente per i grandi affari delle multi-utility, con impianti complessi che una volta costruiti bloccherebbero per decenni la filiera del riciclo perchè dovranno essere ammortizzati i costi di costruzione e moltiplicati gli utili nei bilanci di 4-5 società».

La filiera della prevenzione del riciclo, invece, crea più posti di lavoro e un'economia diffusa.

«Ma il governo dei lobbisti non si smentisce e ai benefici dei cittadini privilegia gli affari di pochi», dichiara il Forum H2o che mette bene in chiaro tutti gli effetti nefasti dell’entrata in funzione degli impianti di termovalorizzazione.

Infatti gli inceneritori devono essere "nutriti" continuamente, l'esatto opposto di quello che prevede una gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti che al primo posto delle attività da attivare vede la prevenzione della produzione degli stessi.

«Applicando la norma europea sui rifiuti in poco tempo questi impianti sarebbero del tutto fuori mercato», continua il Forum, «un paese civile ed avanzato scommetterebbe sull'economia circolare non su quella insostenibile che scarica gli inquinanti direttamente nei corpi dei cittadini. Renzi dopo il rilancio delle fonti fossili vuole scommettere sull'inquinamento diffuso e sulle emissioni di gas climalteranti. Altro che COP21!  Ci organizzeremo di nuovo come avvenuto per Ombrina per rimandare al mittente questo ennesimo assalto al territorio abruzzese e alla salute dei cittadini».