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Banche: 6 giorni per manifestazioni interesse per le good bank

Bankitalia: «meglio acquirente unico». Avanti dialogo Ue su bad bank

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Banche: 6 giorni per manifestazioni interesse per le good bank

ROMA. Poco meno di una settimana, appena 6 giorni di tempo. Sono quelli a disposizione degli investitori per dichiarare ufficialmente il proprio interesse all'acquisto delle nuove Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti, nate dalle ceneri dei 4 istituti dopo il salvataggio del governo.

La Banca d'Italia, che aveva promesso da subito «tempi brevi», accelera sulla vendita delle 4 good bank, che dovrebbe concludersi prima dell'estate, e pubblica il bando per le manifestazioni di interesse, che andranno inoltrate entro lunedì prossimo a SocGen, advisor finanziario dell'operazione. Le manifestazioni di interesse, si legge nel bando, dovranno essere presentate «entro e non oltre le 18,00 di lunedì 25 gennaio 2016».

 E, si precisa, «potranno essere presentate manifestazioni di interesse all'acquisto di una sola o di più banche, ma Bankitalia evidenzia comunque sin d'ora che costituirà elemento positivo di valutazione la presentazione di offerte relative a tutti e quattro gli Enti Ponte e che presentino particolare attenzione agli ambiti territoriali di riferimento dei medesimi».

«Abbiamo il dovere di essere rapidi ed efficienti», dice l'ad di Nuova Banca Etruria Eoberto Bertola, soddisfatto perché si è mantenuta «la promessa di fare prima possibile».

 E l'intento, sottolinea l'ad di Nuova Banca Marche Luciano Goffi, «è non solo quello di privilegiare i ricavi, ma anche progetti industriali capaci di conservare il ruolo dell'istituto a sostegno della piccola e media impresa e delle famiglie del territorio».

 La via preferenziale resta quella di evitare lo 'spezzatino' con una vendita 'in blocco', ferma restando però la possibilità di vendere separatamente alcuni asset controllati dalle 4 banche come Cariloreto, o la Banca Federico del Vecchio, l'istituto fiorentino specializzato nella clientela private.

Anche perché si punta «a massimizzare il prezzo di vendita», che andrà poi stornato per intero al Fondo di risoluzione gestito dalla banca centrale, che ha finanziato il salvataggio ed è alimentato dai contributi del sistema del credito. Le quattro banche, escludendo le attività problematiche in sofferenza, svalutate pesantemente e confluite nella Rev spa, la 'bad bank' guidata da Livia Pomodoro, rappresentano nel complesso una quota di mercato di circa l'1 per cento dei depositi totali a livello di sistema, con un patrimonio netto complessivo di partenza di 1,8 miliardi di euro.

Mentre il governo sta lavorando per definire nel più breve tempo possibile i criteri per gli indennizzi dei risparmiatori, il presidente delle good bank Roberto Nicastro ha incontrato le associazioni dei consumatori, con l'auspicio di avviare un dialogo costruttivo. Un incontro che però è stato deludente per le associazioni, che stanno incontrando anche i gruppi parlamentari e faranno un sit in il 31 davanti a Montecitorio. Le richieste, oltre a quelle di risarcimenti completi, sono anche quelle di utilizzare per gli indennizzi le eventuali risorse aggiuntive dalla vendita delle sofferenze.

 Sul fronte dei crediti deteriorati in pancia agli istituti di credito italiani, saliti a 201 miliardi a novembre, il governo guarda con fiducia a Bruxelles, con cui continua il dialogo sulla nuova proposta di 'bad bank leggera' avanzata nei giorni scorsi. Dalla commissione Ue è già arrivata una richiesta di approfondimenti e la speranza è quella di arrivare, finalmente, a un via libera che consenta di far partire un mercato dei non performing loan, che alleggerisca i bilanci delle banche consentendo di far ripartire, con una spinta più decisa, il credito.