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Petrolio e giornalismo, D’Orsogna sfida Annunziata: «si occupi dell’inquinamento dell’Eni»

La giornalista salernitana domenica scorsa ha intervistato l’amministratore delegato della multinazionale

Redazione Pdn

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Petrolio e giornalismo, D’Orsogna sfida Annunziata: «si occupi dell’inquinamento dell’Eni»

ABRUZZO. L'amministratore delegato di Eni domenica scorsa è stato intervistato da Lucia Annunziata nel corso del programma "Mezz'ora" e ha difeso le perforazione nell'Adriatico.

Descalzi ha criticato il movimento "anti-trivelle", composto da comitati locali, ambientalisti e finanza etica che si oppone a nuove perforazioni lungo le coste italiane: «non capisco i No-Triv, il gas non fa danni ed è il futuro», ha detto. «Se dicono che si distrugge il turismo, bisogna pensare che l'Italia è risorta e ha avuto il boom, negli anni '50 e '60 per lo sviluppo del gas nell'Adriatico, davanti al ravennate. Disastri non ce ne sono stati. Il gas è il fiume del futuro. Sono tutti contenti quando si trova il gas in Egitto, per portarlo in Italia. Ma se lo troviamo a casa nostra, non si è contenti».

Maria Rita D’Orsogna, la docente abruzzese che vive in California, tenace attivista del fronte anti petrolio, dalle pagine del suo blog analizza il curriculum della giornalista Lucia Annunziata (direttrice anche dell’Haffington post Italia) che ha invitato nel suo programma Descalzi partendo dal presupposto «che e' importante sapere chi c'e' dietro cosa - giusto per capire se quello che leggiamo e' di parte o no».

D’Orsogna si domanda proprio cosa ci sia dietro l'Huffington Post: «Beh, intanto iniziamo dalla Annunziata che ha scritto per la rivista Oil dell'Eni in passato.  La sua parcella nell'annata 2008 era di 150.000 - centocinquantamila euro, sì - per ben quattro articoli l'anno e per essere il presidente del comitato editoriale di Oil. La Annunziata ha anche rappresentato l'ENI al congresso mondiale dell'energia del 2010 a Montreal».

Da Maggio 2012 la Annunziata non e' più "coordinatrice" della rivista. «Questo vuol dire, in conclusione, che è stata giornalista e/o coordinatrice per l'ENI per circa 4 anni. Avra' creato amicizie e legami con quelli dell'ENI, no?», continua D’Orsogna.

«Adesso la stessa Annunziata e' a capo di questa Huffington Post Italia che - come dice il New York Times» ha  quattro grandi investitori: «i primi 4 sponsor sono le scarpe Tods, la macchina Citroen, il petrolio ENI e i telefonini Wind. Ciascuno ha investito 1 milione di euro.  Massimo Ghedini, responsabile pubblicitario per l'Espresso, sempre secondo il New York Times dice che ci si aspetta di generare 5 milioni di euro di pubblicita' entro il terzo anno di attività».

D’Orsogna insiste: «tutto e' possibile, ma io non credo che l'ENI abbia dato un milione di euro perche' gli sta simpatica Arianna Huffington.  Credo di piu' invece a quel "return on their investment" e a quel "positioning" - che altro non sono che buona visibilita' e buona immagine per l'ENI, operazione che secondo me include l'avere avuto l'Annunziata come direttrice e giornalista per quattro anni ad Oil. L'Huffington Post e' online da qualche tempo. Voglio vedere quando e se avranno il coraggio di fare una storia, una qualsiasi, sull'ENI e l'inquinamento che ha portato dovunque si sia insediata in Italia - Viggiano, Pertusillo, Manfredonia, Gela, Marghera, Praia a Mare, Livorno, Pieve Vergonte, Porto Torres, Priolo, Trecate, Paguro. Possono scegliere, una storia a caso, da nord a sud».