GENI E SREGOLATEZZA

Premiate da Fira con 22 mln e bocciate da web e social: ecco i progetti “innovativi”

StartHope, premia le start up innovative: fondi europei che ad ora hanno dato lavoro a 48 persone

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Premiate da Fira con 22 mln e bocciate da web e social: ecco i progetti “innovativi”

ABRUZZO. Man mano che si leggono le carte del bando Start Hope, gestito dalla Fira in seguito alla vittoria di un bando della Regione Abruzzo, si scoprono dettagli e coincidenze che contribuiscono a creare, tassello dopo tassello, un complesso puzzle economico e finanziario. L’obiettivo dichiarato è quello di finanziare start up innovative, cioè giovani imprenditori almeno un po’ geniali che si sono inventati qualcosa che prima non c’era. Ma, spulciando la lista, di innovativo c’è poco, almeno se lo si confronta con l’entità dei finanziamenti ottenuti che spesso non sono inferiori a 500mila euro.

Provando ad alzare un po’ il naso e a mettere occhi e cervello fuori dalla piccola aia che è l’Abruzzo si scopre che nella classifica mondiale del 2015 stilata da riviste di settore tra le 100 start up più innovative che sono cresciute di più nemmeno una si trova in Italia il che la dice davvero lunga sulla corsa alla tecnologia del nostro Paese a fronte di un ‘ottimissimo’ posizionamento in quanto a spesa di finanziamenti pubblici, per lo più europei. Dunque a spendere siamo bravi, a  “quagliare” molto meno.

Ma la cosa che colpisce di più dei migliori non sono tanto i numeri di fatturato da capogiro (che in Abruzzo non ci sono) ma le idee rivoluzionarie alla base dei progetti di successo.

Così abbiamo per esempio la app che riesce ad identificare una canzone… ascoltandola (prima non c’era niente di simile), il motore di ricerca globale capace di scovarti il biglietto aereo più vantaggioso (prima non c’era poi sono nate un sacco di copie…), il sito che ti permette di trasferire soldi aggirando le banche e facendoti risparmiare il 90% (ma non vi pare una figata?), oppure ancora la app che ti permette di farti ascoltare oltre 10milioni di canzoni gratuitamente e soprattutto legalmente (prima c’era solo la pirateria…), oppure ancora la piattaforma più grande al mondo che raccoglie files audio tra musica, nuova e vecchia, con o senza copyright, podcast o altri files degni di finire nell’archivio, oppure il sito che è riuscito a creare un software in grado di gestire votazioni on line e garantire facilità di approccio e massima trasparenza; in una parola “democrazia innovativa”. Impensabile da far finanziare alla Fira che in quanto a trasparenza da anni lascia a desiderare senza che alcun organo di controllo abbia sollevato la questione. 

Da questi pochi esempi allora si evince cosa intendano nel mondo per “start up innovativa”, un concetto talmente chiaro che non si spiega ma si intuisce da sé.

I “maghi” della Fira, invece, sono riusciti a finanziare con i fondi europei vetrine on line di ecommerce di ogni genere, attività industriali come tante altre, idee che persino nella descrizione edulcorata ed esaltata non riescono a far comprendere la genialità dei loro progetti.

Alla fine qualcuno potrebbe avere l’impressione di aver semplicemente utilizzato i fondi di Start Hope per finanziare imprese (ma quelli sono altro tipo di finanziamento) per progetti qualche volta anche fortemente ispirati e che vengono sonoramente bocciati dalla trasparenza imposta dal web che non perdona errori così come sa esaltare i veri fenomeni geniali o solo virali.

Tra le idee finanziate non c’è nulla di tutto questo ancora e che forse vi sia stato qualche errore di valutazione potrebbero testimoniarlo persino le pagine social dei progetti, qualcuno anche con appena 300 “mi piace”….

ECCO LE IDEE INNOVATIVE CHE HANNO FINANZIATO

Nel dettaglio ecco allora i vari progetti pescati a caso sul sito ufficiale di Strat hope partendo da quelli finanziati con le cifre più ingenti (tra parentesi).

    ONCOXX BIOTECH  (1.000.000 EURO)

 Unica start up abruzzese che promette miracolose cure contro i tumori e che ha ricevuto un finanziamento di € 1.000.000.

L’obiettivo è quello di riuscire a trovare la ricetta miracolosa contro i tumori maligni al polmone ed al fegato che la ricerca mondiale non ha ancora scovato.

«Oncoxx Biotech S.r.l è la company abruzzese di Biotecnologie in Oncologia, fondata su partnership tra ricerca universitaria, strutture ospedaliere ed imprenditori privati. L’idea nasce dall’esperienza e dalle ricerche condotte dal Prof. Saverio Alberti, i cui brevetti sono alla base dello sviluppo dell’idea di business», si legge sul sito.

Tra i soci c’è anche Lorenzo Spatocco, noto imprenditore delle cliniche private, già socio di Luigi Pierangeli.

 SUNCITY (850.000 EURO)

E’ la prima società finanziata con € 850.000,00 la cui architettura e “gestione” è del tutto similare alla Solis Green Log. Si occupa di energie rinnovabili ed è “amica/socia” della Smart, altra creatura di Fira voluta da Micucci di cui quest’ultimo è ovviamente il vertice amministrativo.

 Il progetto proposto da SunCity è quello di realizzare «impianti fotovoltaici o di cogenerazione ad alta efficienza».

«Gli investimenti previsti saranno rivolti a due segmenti di mercato, ognuno dei quali caratterizzato da specificità e approcci diversi, ma entrambi finalizzati a ridurre la spesa energetica dei Clienti: - investimenti presso siti privati di Piccole e Medie Imprese con consumi annui dell’ordine di 50.000-250.000 kWh; - investimenti presso siti di Pubbliche Amministrazioni, con particolare riferimento a piccoli comuni con un numero di abitanti inferiore a 10.000 unità. Il progetto è il risultato di un’attività di ricerca e sviluppo condotta nel corso del 2012».

Dalla descrizione di presentazione (che pure dovrebbe essere il massimo della chiarezza) non tutti riescono a comprendere a pieno quale sarebbe il carattere innovativo del business.

Dal 2012 su Facebook ha totalizzato 1223 amici.

 MADAI (750.000 euro)

«Basato su una piattaforma cloud-based e multi-device, Madai ha realizzato una soluzione che permette alle aziende di eseguire iniziative di on-line marketing, ricompensando le azioni degli utenti con degli sconti progressivi e cumulativi sul prezzo dei prodotti e servizi in vendita. La piattaforma sviluppata da un team di ingegneri italiani», si legge sul sito, «è già adottata con successo in UK, USA, South Africa, Francia e Spagna da aziende operanti in vari settori (Turismo, Energia, Bancario/Assicurativo ed Editoriale). Visto il particolare interesse da parte del mercato italiano dove la piattaforma è stata adottata da numerose aziende e organizzazioni no-profit (si veda elenco in "Curiosità"), l'obiettivo primario del progetto è consolidare e sviluppare il mercato italiano riportando contestualmente in Italia competenze e proprietà intellettuale che oggi sono all'estero».

La società finanziata ha all'interno del consiglio di amministrazione, nomiata da Fira, la moglie dell’ex presidente della Gtm, Michele Russo, titolare della agenzia pubblicitaria Mirus ed esiste dal 2010 e dopo sei anni viene considerata ancora start up mentre pare avere un buon successo su Facebook con oltre 46mila “mi piace”.

 LOOKCAST (700.000 EURO)

 «L’innovazione insita nel Progetto Lookcast è quella propria di tutti gli sviluppi digitali: rivoluzionare il mondo e l’industria del FVD traghettandola dall’utilizzo oneroso e anacronistico della stampa verso una piattaforma integrata digitale avanzata modificando radicalmente il modo in cui ci si scambiano i dati visivi e si comunica, direttamente e/o indirettamente, sia con il mercato che all’interno della supply chain. Si vedano le immagini che sintetizzano l'innovativa piattaforma digitale sviluppata e proposta e le sue innumerevoli applicazioni».

E’ possibile che la gente comune non capisca molto del progetto ma evidentemente nemmeno le persone del settore se la pagina ufficiale del progetto conta appena 358 mi piace: davvero pochino per fare qualunque rivoluzione…

 STARTUP ITALIA – RNDLAB (500.000 EURO)

 Nel magico mondo di StartHope ci è finito anche Riccardo Luna, noto giornalista “esperto” del campo… startup. Ha acquistato il camper di Renzi per pubblicizzare i suoi progetti ed è ben visto dal governo del “rottamatore del Pd”. Quando si parla di innovazione c’è Riccardo Luna già direttore della rivista Wired.

La Fira ha finanziato la società di Luna con 500mila euro con un prestito da restituire, non dunque a fondo perduto, come per le altre di cui si parla.

Il giornalista da un po’ segue le gesta di Micucci e compagni e spesso ne scrive essendo anche la punta di diamante degli incontri organizzati dalla Fira.

A che cosa è servito il prestito?   

 A creare un «custom publishing internazionale con dei founding partner ed una serie di verticali dedicati». Cioè «Il magazine digitale che racconta l'ecosistema startup italiano ed europeo: idee, imprese, acceleratori, incubatori e VC fanno network insieme con un approccio da startup».

Insomma proprio il tipo di pubblicazione che serve al progetto StartHope di Fira per capire quanto valgono i progetti finanziati, dare loro risalto, visibilità ma tenendo le dita incrociate e sperando nel successo.

 

HAAMBLE (700.000 EURO)

«Il progetto Haamble, un nuovo social network già nella sua versione Alpha, necessita di essere portato alla release Beta per il lancio e necessita del supporto finanziario per la fase di Marketing e di localizzazione nei vari paesi. Il lancio avverrà in Italia e a seguire negli USA per seguire su una roadmap di altri 18 paesi nel corso dei primi tre anni di attività. Il progetto si va a collocare su una fetta di mercato attualmente non coperta dai big players, ossia ad oggi NESSUN SOCIAL gestisce tutti i luoghi georeferenziando l'utente e mettendolo in contatto con le persone in esso presenti e lasciandogli sfruttare i servizi di booking, ticketing, reservation etc.. offerti dal luogo stesso (cinema, ristorante, teatro, discoteca, stadio, etc..). Da altresì la possibilità agli esercenti di effettuare campagne di geomarketing, di prossimità e advertising con elevatissimo livello di profilazione».

Insomma ancora un social network con la possibilità di sceglierti gli amici in zona. Non è che proprio nessuno ci aveva pensato prima; Google fa una cosa del genere ma condiziona la visibilità della propria posizione ad una scelta consapevole dell’utente; Facebook da sempre basa e profila i suoi utenti proprio con la zona di provenienza (la città dove si è nati e dove si vive). Ci sono però una marea di servizi “social” -specie per incontri o “dopo cena galanti”- che sfruttano proprio il sistema di geolocalizzazione per cercare amici, partner o compagnia. 

Su Facebook 1297 like…


QUBE-OS (600.000 EURO)

 Il progetto Qube-OS si basa su un software che dovrebbe essere una sorta di sistema operativo proprietario oltre a questo è stata creata anche una «metodologia (Dynamic-Webdesk Composition Architecture©) entrambe messe a sistema e cablate nella piattaforma software “Qube-OS”; lo sviluppo del Progetto prevede la costituzione di una startup nel settore del cloud computing, che offre la Piattaforma Qube-OS come framework per lo sviluppo di progetti web/intranet il cui fulcro sia la Virtualizzazione delle Postazioni Lavoro e la fruizione di Servizi Cloud, Applicazioni e Contenuti Web, e consente ai propri clienti di raggiungere i propri obiettivi in modo semplice, veloce, efficace ed efficiente».

«Si tratta di un sistema completo e personalizzabile, che consente l’implementazione ed il controllo di un ecosistema finalizzato all’erogazione integrata di servizi digitali accessibili attraverso un unico web desktop personale, collaborativo e social».

Bisognerebbe capire cosa c’è davvero di diverso e innovativo rispetto agli altri sistemi operativi molti anche per aziende e per specifiche esigenze di settore (e sono forse migliaia su piazza…)

Su Facebook 1012 amici.

 KIMEME  (500.000 euro)

«Il gruppo costituente di Cyber Dyne ha un forte background scientifico nell'ambito della Computational Intelligence (CI)».

In pratica si tratterebbe di sviluppare un software capace di analizzare molteplici variabili e tirare fuori una “scelta” che si presume la migliore.

«KIMEME», si legge sul sito di StartHope, «è l'innovativa piattaforma software di ottimizzazione creata per la risoluzione di queste problematiche. KIMEME è: Aperto. Ha un core di calcolo che permette la modifica degli algoritmi di libreria per la miglior risoluzione del problema. Flessibile. Ha una interfaccia grafica per l'impostazione dei problemi di ottimizzazione in modo immediato e semplice. Distribuito. Implementa un sistema di gestione del calcolo in gradi di distribuire in maniera nativa le operazione su più sistemi di elaborazione».

Chissà se qualcuno l’ha provato e ne ha potuto apprezzare le qualità. Resta l’incognita del business e della possibilità di acquisire consistenti fette di mercato.

Su Facebook 334 amici.

 

MILKYWAY (500.000 EURO)

«MilkyWay», si legge sul sito ufficiale di StartHope, «ha elaborato un business model innovativo, fondato su tre differenti asset perfettamente integrabili fra di loro e scalabile in tutte le oltre 300 nicchie/discipline che compongono il mercato degli Action Sports. Il progetto è partito con lo sviluppo di una community di appassionati e praticanti su Facebook che oggi ha superato le 240.000 unità suddivise su oltre 11 pagine altamente targetizzate».

La pagina principale del sito però conta solo 1300 “mi piace” e su twitter i follower sono poco più di 300….

«Nel 2013 MilkyWay ha lanciato la sua piattaforma proprietaria, la Tribe (milkywaytribe.com), un vero e proprio aggregatore di tutti gli appassionati delle diverse discipline sportive che compongono questo mondo, destinato non a sostituire ma ad integrare blog, forum ed altri siti specializzati, dando nel contempo importanti servizi agli utenti, quali la geolocalizzazione dei luoghi in cui praticare e quella degli altri utenti, il reperimento di informazioni, la condivisioni di immagini, video ed esperienze, il mercatino dell'usato e molte altri ancora. La seconda parte del progetto è costituita da un sito di e-commerce (milkywayshop.com) sempre dedicato al mondo Action Sports, che utilizza i feed-back e l'analisi delle preferenze espresse dalla Tribe per proporre un assortimento davvero in linea con le esigenze degli appassionati».

L’attività prevalente della società è la costruzione di pezzi per cicli e motocicli con la vendita anche on line. Il sistema utilizzato di “marketing” però è più che datato e per nulla originale: creare pagine Facebook con lo scopo di raccogliere profili e appassionati per poi propinare loro la vendita di prodotto attinenti.

 Ci sono poi molti altri progetti finanziati nella prima trance, la seconda è stata già definita mentre è in partenza già la terza fase di finanziamenti.

Idea che vince non si cambia;  più aziende finanziate più possibilità di trovare un genio (sperando che almeno sia abruzzese).