POLITICA

Masterplan, Vastese ancora scontento. Magnacca: «D’Alfonso dica cosa realizzerà»

Da Pescara Acerbo domanda: «perché ignorata l’area di risulta?»

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Masterplan, Vastese ancora scontento. Magnacca: «D’Alfonso dica cosa realizzerà»

Tiziana Magnacca

ABRUZZO. Voci contrastanti e proteste da varie parti della regione sul Masterplan, , lo strumento di programmazione che dovrà essere motore del rilancio produttivo dell'Abruzzo.

Il consigliere delegato Camillo D’Alessandro risponde al centrodestra e assicura che per la redazione del testo «non solo abbiamo condiviso il lavoro con le forze sociali e con gli amministratori locali ma, a differenza dell’incerto passato, ci siamo fatti carico sempre, ogni volta, di decidere».

D’Alessandro rivendica il risultato conseguito: «siamo la prima regione in Italia a chiudere la partita col Governo sul Masterplan, avendo calato dentro lo strumento le nostre priorità e strategie, facendoci carico dei bisogni rilevati e rappresentatici dagli organi istituzionali di ogni ordine e grado».

L’ex consigliere di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, domanda però come mai sia stata ignorato dalla Regione e dallo stesso Comune di Pescara il tema della sistemazione delle aree di risulta della ex-stazione.

«Invece di prevedere di costruire nell'area di risulta, come prevede lo studio commissionato dal Comune, reintroducendo ipotesi speculative in contrasto col Piano Regolatore, per finanziare l'opera perchè il Comune non ha chiesto alla Regione di inserire l'area di risulta nel Masterplan?», domanda Acerbo.

Ben più accese le proteste nel Vastese che secondo il centrodestra sarebbe stato escluso ingiustamente.
L’ex sindaco di San Salvo, Gabriele Marchese, nei giorni scorsi ha alzato la voce e ad oggi le questioni di merito da lui poste, sulla diga di Chiauci, sui servizi alle imprese, sulla fondovalle Treste, sul Civeta e sulla vocazione da dare alle zone interne rimangono ancora in attesa di avere risposte in termini di governo.

«I numeri evidenziano chiaramente il disinteresse del governo regionale per Vasto e il vastese», dicono anche i consiglieri comunali di Forza Italia Antonio Monteodorisio e Guido Giangiacomo. «La delibera regionale n. 84/2015, ad eccezione del collegamento ferroviario tra porto di Vasto e zona industriale, non prevede altri interventi per il nostro territorio. Tutte le altre opere annunciate dal governatore (stradali, infrastrutturali ) sono solo in programmazione, future ed eventuali, fuori dal Masterplan».

«E’ chiaro», dice invece il sindaco di San Salvo Tiziana Magnacca, «che non ci sia stato un percorso chiaro e ben identificabile di cosa si voglia fare per il Vastese, a differenza di altre zone dove ci sono nomi e indicati gli interventi per milioni di euro».
«Per questo – tiene a spiegare il primo cittadino– vorrei che si scrivesse nero su bianco ciò che si vuol realizzare per il Vastese, dando precise indicazioni e specificando le azioni in un documento ufficiale che non venga più messo in discussione».
Da qui la richiesta di una delibera di giunta, un atto di impegno che indichi con chiarezza le priorità del Vastese. 
«Siamo felici che sono state trovate risorse per Ortona o il Teramano, ma avremmo voluto che lo stesso fosse stato fatto per il Vastese – ha sottolineato ancora il sindaco Magnacca – per evitare di doverci ritornare su, per evitare di dover bussare alla tua porta e fare le battaglie per far riconoscere diritti a un territorio che non è figlio di un dio minore». 
Da qui la richiesta di azioni concrete per la diga di Chiauci ritenuto a ragione «un intervento strategico per l’approvvigionamento idrico dei comuni del basso Abruzzo e Molise, per le aziende che operano nella zona industriale di San Salvo e per il movimento turistico di Vasto e San Salvo oltre che per l’agricoltura». 
Il sindaco ha osservato che è stato necessario l’intervento di D’Alfonso «per far ricordare al premier Renzi che esiste la Regione Abruzzo altrimenti non avremmo avuto nemmeno un centesimo. Tutto questo non mi rassicura, anzi mi preoccupa. A quanto pare, per il Governo centrale, l’Abruzzo esiste solo come regione per l’insediamento degli inceneritori».

10 MILIONI PER SIN

Nell’ambito del 'Settore Prioritario Ambiente' del Masterplan si è deciso di puntare sui due SIR (Siti di Interesse Regionale) di Chieti Scalo e del Saline-Alento.

«Si tratta - interviene il Sottosegretario regionale con delega all’Ambiente Mario Mazzocca - di risorse appositamente stanziate nell’ambito del Masterplan su temi di rilevanza strategica nazionale e regionale e che da tempo attendevano di essere affrontati con la dovuta attenzione e la necessaria premura. Lo stanziamento 10 milioni di euro per la caratterizzazione, bonifica e messa in sicurezza dei due Siti di Interesse Regionale presenti in Abruzzo, quello di Chieti Scalo ed il Saline-Alento, rappresentano la prima reale e concreta risposta ad anni di futili dissertazioni e dannose incomprensioni».

 «Inoltre - conclude Mazzocca - relativamente al SIN di Bussi (la purtroppo famosa discarica "Tre Monti") abbiamo cercato di elevare il livello del dibattito promuovendo la visita della terza carica dello Stato, la presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, che, nel luglio scorso, sottolineò le esigenze legate improcrastinabilità della «messa in sicurezza della discarica» e confermò il «suo personale impegno per sollecitare il Governo». Impegno ad affrontare direttamente la questione che il Ministero dell’Ambiente si è assunto proprio nell’ambito della discussione sul Masterplan Abruzzo e nell’ottica di un completamento delle scelte di campo operate dall’amministrazione D’Alfonso sui temi ambientali».

60 MILIONI PER CHIETI
Il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio ha precisato invece come i circa 60 milioni di lavori che ricadrebbero sulla città di Chieti «rappresentino una ricchezza non solo per il capoluogo teatino ma un investimento strategico per l’intera comunità regionale».

«In particolare – ha proseguito il Sindaco - il sistema di trasporto intermodale ecocompatibile, già presente nella programmazione pluriennale delle opere pubbliche del Comune, che oggi trova definizione e possibile finanziamento nel Masteplan, è una risorsa non soltanto per i cittadini di Chieti in termini di mobilità e miglioramento della qualità ambientale, ma anche per il già esistente polo attrattivo ospedaliero-universitario, per gli uffici del centro storico (Tribunale, Camera di Commercio, Uffici dello Stato, Comune, Provincia, etc) e per le progettate Case dello Studente nella ex caserma Pierantoni e nell’ex istituto Santa Maddalena».

La realizzazione della funivia opera già presente nel piano pluriennale delle opere pubbliche del Comune che collegherà il centro storico con l’Ospedale-Università, finanziata per 10 milioni di euro; il completamento della rete filoviaria dall’Ospedale di Colle dell’Ara a Sant’Anna, passando per il Tricalle e la Pietra Grossa, per 4 milioni di euro; il raddoppio della linea ferroviaria Chieti-Pescara per 10 milioni di euro; la realizzazione di un hub per trasporto di persone su gomma nell’area del terminal di via Gran Sasso per 5 milioni di euro, sono opere che si completano e valorizzano la inauguranda stazione ferroviaria di Madonna delle Piane, il nuovo sistema viario di via dei Vestini – Madonna delle Piane e il parcheggio comunale nei pressi dell’Ospedale per il quale scadrà il termine di presentazione delle offerte il prossimo 18 marzo.

«A questi importanti investimenti nel sistema del trasporto e della mobilità massiva – ha evidenziato il Sindaco - devono aggiungersi i 4 milioni di euro richiesti per il completamento dei lavori per la “Cittadella della Cultura”, i 20 milioni di euro richiesti per la realizzazione del centro di eccellenza ed innovazione “Abruzzo Regione della Vista” e i 5 milioni di euro richiesti per le opere di caratterizzazione nell’ambito del Sir ricadente su Chieti Scalo».