L'ASSEDIO ELETTRICO

Elettrodotto Villanova-Gissi, l’invito a Renzi: «fermi le intimidazioni di Terna»

Melilla chiede l’intervento del premier. Di Pasquale manda altro materiale alle procure

Redazione Pdn

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Elettrodotto Villanova-Gissi, l’invito a Renzi: «fermi le intimidazioni di Terna»

Silvia Ferrante

ABRUZZO. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi non crede che sia il caso di intervenire su Terna «per evitare atti intimidatori contro i cittadini che si oppongono a quell'opera con un uso strumentale delle denunce giudiziarie?»

La domanda arriva dal deputato di Sel, Gianni Melilla, che l’ha protocollata e indirizzata direttamente al premier.

L’interrogazione è nata a seguito della vicenda capitata a Silvia Ferrante, attivista abruzzese dei comitati in difesa dell'ambiente. La donna nelle scorse settimane si è vista chiedere dal gruppo Terna (il colosso italiano di reti per la trasmissione dell’energia) ben 16 milioni di euro di risarcimento, frutto di 24 citazioni in sede civile.

Insieme a Silvia sono state citate in giudizio altre decine di persone. A schierarsi in loro difesa, i sindaci di Lanciano, Paglieta e Castel Frentano, che hanno depositato ricorsi contro l’opera.

l comitato “No Elettrodotto Villanova-Gissi” lamenta anche il fatto che questo elettrodotto sarebbe un «gigante dai piedi d’argilla», visto che dovrebbe per un terzo essere realizzato in aree alluvionali e a forte rischio idrogeologico. E sono parecchi i proprietari che si oppongono all’esproprio del proprio terreno.

 Intanto va avanti nel silenzio quasi totale il lavoro del perito Antonio Di Pasquale che sta sbobinando e inviando alle procure abruzzesi i colloqui avuti nel corso dei mesi con i tecnici dei comuni e degli enti vari che in questi anni hanno lavorato, ognuno per quanto di propria competenza, alle autorizzazioni di Terna o ai controlli e alle verifiche varie.

E durante questi incontri  Dirigenti e Funzionari Pubblici giustificano il loro operato nei modi più disparati: «la cosa tragica è che in carenza di questi dati la Commissione VIA Nazionale non doveva, non avrebbe dovuto esprimersi», dice qualcuno, oppure «il problema dei problemi invece che c’è stata l’assenza di tutta la filiera dello Stato» e ancora «ma ci mettono così (con le mani legate) dall’inizio. Ma non l’avete capito! Il problema è proprio qua».

O ancora «qua ci stanno irregolarità grosse. Però tanto per cambiare non c’è l’organismo giudiziario a meno che non ci sarà qualche risultato da ste denunce che avete fatto».

«Dirigenti e funzionari», commenta Di pasquale, «arbitrariamente si sono dichiarati non competenti quando avrebbero dovuto esserlo, permettono di fatto, nella discrezionale incompetenza, di continuare a costruire l’impianto in palese violazione di leggi e diritti».

Dopo decine di atti prodotti alla magistratura e decine di denunce i lavori vanno avanti «con gravissime violazioni di Legge e di Diritti», insiste Di Pasquale, «basti solo ricordare che a fronte delle opposizioni alle immissioni la Società Terna, per quanto riferito dai proprietari terrieri è arrivata ad elargire, in cambio del silenzio, attraverso accordi bonari dopo aver fatto atti di citazione e denunce, tra il 1.500 ed il 3.300% in più delle indennità messe a decreto».

Si sarebbe dunque passati da indennità di 4.000 euro ad indennità di 60.000 euro  o da indennità di  1.500 euro ad indennità di 50.000 euro «promettendo», aggiunge Di pasquale, «anche di togliere denunce e citazioni fatte a questo punto evidentemente per intimorire il prossimo, ottenendo così come accaduto la non opposizione del territorio con l’asservimento di quasi tutti i terreni assoggettati al vincolo di servitù coattiva».

«Migliaia e migliaia di euro derivanti anche da fondi pubblici quali la Cassa Depositi e Prestiti», continua Di Pasquale, «sono stati spesi per costruire le doppie basi di fondazione dei sostegni poi impunemente seppellite, sono serviti pure per comperare il silenzio del popolo bypassando la Legge, per comprare i sostegni monostelo buttati nelle campagne e non utilizzati, per studi ed atti di progettazione incompleti o non corretti,  per emettere atti di citazione e di denunce cercando di imporre la propria volontà nei confronti di chi sin dall’inizio non ha fatto altro che chiedere il rispetto delle Leggi e dei Diritti».

E Di Pasquale chiude con «il paradosso dei paradossi»: «sul cantiere 50, ritenuto in abuso, su segnalazione dal Comune di Fara Filiorum Petri con intervento di quest’ultimo per essere stato avviato prima dei 30 giorni dal parere del 10 novembre 2015 rilasciato dall’Autorità dei Bacini, paradosso dei paradossi, la Società costruttrice, fiera della propria opera, fa sventolare il tricolore».

DAL CONSIGLIO STRAORDINARIO I 22 PUNTI DA OTTEMPEREARE. TUTTO FATTO?

 Il 24 febbraio 2014 si è tenuto un consiglio regionale straordinario sull’elettrodotto di Terna. Alla fine l’assemblea votò 22 punti che impegnavano la regione e la giunta a fare per ricontrollare, verificare, emendare la procedura adottata fino a quel momento.

 Ecco i 22 punti: quanti di questi sono stati realmente concretizzati?

1. a verificare il rispetto delle prescrizioni presso tutte le aree di cantiere attualmente aperte;

2. a verificare se i lavori svolti finora siano stati realizzati nel rispetto delle prescrizioni;

3. se tutte le ulteriori autorizzazioni necessarie oltre la V.I.A. siano state rilasciate (a mero titolo di esempio: autorizzazioni idrauliche e sul rischio idrogeologico, anche, tra l'altro, sul sostegno 18N; autorizzazione per i lavori nei siti da bonificare; modifiche progettuali ecc.) e se tali autorizzazioni siano state rilasciate legittimamente;

4. a verificare il rispetto delle norme relative alle rocce e terre da scavo;

5. a verificare se siano stati concordati con i vari enti ed uffici competenti tutti i documenti progettuali richiesti (a mero titolo di esempio, lo studio faunistico di dettaglio da concordare con l'Ufficio Parchi della Regione Abruzzo ecc.);

6. a verificare presso tutti gli enti competenti il deposito/pubblicazione degli atti (1° deposito per la V.I.A. del 2010 presso i Comuni; 2° deposito per la V.I.A del 2011 presso i Comuni; pubblicazioni sull'albo pretorio dell'avviso completo e di tutti i relativi allegati per le procedure di esproprio/occupazione d'urgenza);

7. a riesaminare il provvedimento ministeriale di compatibilità ambientale DVA_DEC-2011-0000510 del 13 settembre 2011 e il Decreto interministeriale di autorizzazione dell'opera n. 239/EL-195/180/2013 del 15 gennaio 2013;

8. a demandare all'ARTA la redazione di una dettagliata relazione sulla fase di cantierizzazione avvenuta tra maggio 2014 e gennaio 2015, anche sulla base delle innumerevoli segnalazioni documentate con video e foto pervenute dai cittadini;

9. a verificare se l'autorizzazione per il vincolo idrogeologico di competenza regionale è stata concessa legittimamente o si è trattato di un'usurpazione delle potestà regionali;

10. a inviare ai ministeri e a TERNA, contraente dell'accordo con la Regione del 2007, copia della DGR n.794 del 05/12/2014 avente ad oggetto la revoca della determina direttoriale;

11. a chiedere al Ministero di riconsiderare l'intervento di TERNA valutando ogni iniziativa di competenza compresa l'eventuale riattivazione della VAS anche sulla base dell'esame del documento allegato e sulla diversa evoluzione dei consumi elettrici;

12. a verificare in ogni sede l'utilizzo eventualmente improprio nelle sue VAS 2008-2009 della determina direttoriale DN/130 del 19/11/2008 in considerazione che la stessa Società Terna Spa, nel verbale allegato alla determina direttoriale in oggetto, sottoscritta e firmata da Terna Spa, riconosceva la necessità di una delibera di Giunta regionale per validare i criteri;

13. a valutare la legittimità della seconda determina Sorgi, la DN32 del 20/03/2009, che pare anch'essa non essere stata pubblicata sul BURA, con cui si approva il corridoio ottimale Villanova - Gissi - Foggia;

14. a produrre osservazioni tecniche alla procedura di VIA in corso presso il Ministero sul proseguimento dell'elettrodotto verso sud "Gissi - Foggia";

15. a supportare, per mezzo dell'Avvocatura regionale, i Comuni che hanno rescisso le convenzioni stipulate da Terna Spa sulla base di atti regionali come le determine direttoriali citate che parevano obbligare i Comuni ad accettare un tracciato, quando gli accordi della Regione con Terna prevedevano una interlocuzione preventiva con gli stessi, mai avvenuta;

16. a chiedere al Ministero dell'Ambiente informazioni e un report sull'ottemperanza alle prescrizioni della VIA relativa alla Centrale Turbogas di Gissi;

17. a segnalare, ai fini della 2014/52/UE che non si applica ai progetti la cui Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) sia già stata approvata, la sostituzione in corso d'opera, e a quanto risulta, senza nuovo passaggio di procedimento di V.I.A., la scelta di sostituire i sostegni a traliccio semitrasparenti con sostegni monostelo opachi;

18. a dare indirizzo agli uffici regionali di verificare se le prescrizioni che il Ministero, nel Decreto di VIA dell'elettrodotto Villanova - Gissi, ha assegnato alla competenza regionale siano state soddisfate e se, quando, pubblicando sul sito istituzionale della Regione tutta la documentazione intercorsa con Terna;

19. a chiedere agli uffici regionali competenti di chiarire con una relazione tecnica se la potenza impiantistica attualmente installata in Abruzzo è sufficiente per coprire il fabbisogno elettrico, tenendo conto che nel 2009 (dati TERNA) l'Abruzzo ha avuto un surplus e che nel frattempo sono aumentati gli impianti e sono diminuiti i consumi;

20. a chiedere al Ministero di ridiscutere l'investimento di Terna sulla base delle novità e, soprattutto, sulla diversa evoluzione dei consumi elettrici;

21. a segnalare, attraverso la redazione di un documento riassuntivo, le numerose criticità e le eventuali inosservanze gravi al fine di valutare e, quindi proporre il superamento dell'intero procedimento;

22. a impegnare la Regione ad adoperarsi affinché Terna ritiri le querele sporte contro i cittadini».