A PROCESSO

Daniela ed Ezio Stati rinviati a giudizio per corruzione

L’inchiesta del 2009, gli arresti del 2010 è rimbalzata in tre procure

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DANIELA STATI

DANIELA STATI

AVEZZANO.  Daniela Stati, assessore alla viabilità del comune di Avezzano ed ex assessore regionale alla Protezione Civile, è stata rinviata a giudizio dal giudice per le udienze preliminari del tribunale di Avezzano, Francesca Proietti, con l'accusa di corruzione.

Il processo, davanti ai giudici del tribunale collegiale di Avezzano, si celebrerà il 15 dicembre prossimo dove la Stati comparirà insieme al padre, Ezio Stati, Marco Buzzelli, Vincenzo Angeloni e Sabatino Stornelli, anche loro rinviati a giudizio.

Gli Stati sono accusati dalla procura della Repubblica di Avezzano di aver ricevuto presunte regalie da Vincenzo Angeloni e

Sabatino Stornelli per compiere atti contrari ai loro doveri d'ufficio. Un telefono per la figlia ricevuto direttamente da Ezio Stati in occasione di una cena, una consulenza di 30.000 euro affidata a Marco Buzzelli, allora convivente della Stati, per apportare modifiche ad un progetto nazionale di tracciamento dei rifiuti «sebbene - si legge nel capo di imputazione- fosse sprovvisto di competenze tecniche necessarie» e l'uso a titolo gratuito di una BMW di grossa cilindrata sempre allo stesso, sono solo alcuni dei vantaggi usufruiti dagli indagati. Per quanto riguarda Daniela Stati, l'accusa è quella di aver telefonato ripetutamente all'ex presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, affinché contribuisse a far modificare un'ordinanza ministeriale in relazione alla concessione di contributi a privati per la ricostruzione post terremoto dopo aver ottenuto - sempre secondo l'accusa - da Angeloni e Stornelli, un diamante, consegnato al padre da Lino Cipollone, per un valore di 15.000 euro ed un televisore di 40 pollici.

«Questo rinvio a giudizio - ha dichiarato Ezio Stati, oggi l'unico presente in aula - arriva dopo sette anni, nonostante le mie richieste di fare luce sulla vicenda che mi vede completamente estraneo ai fatti».