LA RIVOLUZIONE DELLE SBARRE

Carceri Avezzano e Sulmona: Ministero pensa all’accorpamento

Uilpa: «massacro istituzionale»

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Carceri Avezzano e Sulmona: Ministero pensa all’accorpamento

SULMONA. Nel mese di gennaio  il Ministero della Giustizia potrebbe accorpare le sedi penitenziarie di Avezzano e Sulmona.

Secondo lo schema di decreto il provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per l’Abruzzo sarebbe soppresso e al suo posto nella sede di Pescara sarebbe istituito, con sede presso l’istituto penitenziario, un distaccamenti del provveditorato stesso.

 I distaccamenti, che costituiscono uffici non dirigenziali, svolgono compiti di segreteria tecnica del provveditore per le relazioni con gli organi territoriali dello Stato, gli enti locali, le associazioni che cooperano al trattamento dei detenuti. Potrebbero venire meno alcune autonomie penitenziarie quali quelle di Avezzano e di Chieti.

«Fortunatamente siamo solo a livello di bozza per cui suscettibile, ci auguriamo, di modifiche», commenta Mauro Nardella della segreteria provinciale Uilpa.

«Qualora non dovessero ascoltare le indicazioni chieste lo scenario che si aprirà agli occhi degli esperti del settore sarà devastante. Sulmona ed Avezzano  si ritroveranno con un solo direttore e un solo comandante di reparto che dovranno fare i conti con 72 detenuti in più  e per giunta posti ad una distanza di oltre 50 km».

Il tutto senza considerare il fatto che a breve Sulmona sperimenterà l'apertura del nuovo padiglione in grado, quest'ultimo, di ospitare ulteriori 200 detenuti.

Chieti, seppur con i suoi 129 detenuti potrebbe dire tranquillamente la sua in maniera del tutto autonoma, potrebbe essere inglobata nella direzione della casa circondariale di Pescara.

«La ridisegnazione dei circuiti penitenziari voluta dall'allora ministro della Giustizia Rosanna Cancellieri», spiega Nardella, «ha consentito di costruire condizioni di vita, nelle sezioni detentive di tutti gli istituti oggetto del paventato accorpamento, molto più tranquille e rispettose dei regolamenti.  A Chieti sono state implementate sezioni femminili comuni e per sex offender, sezioni Maschili di media sicurezza e una sezione maschile per sex offender. In esso è inoltre attivo un ambizioso progetto elaborato di concerto con l'Università cittadina e la Asl e rivolto al recupero dei detenuti macchiatesi di reati sessuali e che a quanto pare sta producendo soddisfacenti risultati».

L'accorpamento, secondo il sindacato, «destabilizzerebbe gli ottimi rapporti con le istituzioni locali. Chieti bisogna ricordarlo è anche sede di tribunali non indifferenti quali la corte di Assise e la Corte di Appello e a breve con la chiusura dei tribunali di Vasto e Lanciano diverrà sede giudiziaria unica per l'intera Provincia.  Chi ha disegnato questa bozza dimostra poca conoscenza del territorio e delle medesime istituzioni.  Se di accorpamento non se ne potrà fare a meno sarebbe stato molto più logico pensare di unire la realtà di Vasto a Chieti e non miscelando istituzioni extra provinciali citando Pescara quale unità penitenziaria da associare a Chieti. Stessa cosa dicasi per Avezzano. Per quest'ultima se proprio non si potrà fare a meno di mantenerla autonoma sarebbe  il caso di assoggettarla alla Casa Circondariale dell'Aquila (anch'essa sede di importantissime istituzioni giudiziarie) lasciando inalterato l'assetto organizzativo della Casa Reclusione di Sulmona».