CONSENSI E RIFIUTI

Rifiuti, Gerardini torna in Regione. Febbo indovina il nome

Mancherebbe solo la ratifica ufficiale

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Franco Gerardini

Franco Gerardini

ABRUZZO. Se dovesse rispondere al  vero che Franco Gerardini è il nominativo del nuovo dirigente del Servizio Ambiente della Regione Abruzzo le previsioni (scritte e inserite in una busta chiusa) del consigliere regionale Mauro Febbo sarebbero nuovamente confermate

 L’annuncio del nome scelto dalla giunta D’Alfonso è stato fatto dal quotidiano Il Centro secondo cui mancherebbe solo la ratifica ufficiale.

Gerardini, dunque, tornerebbe a dirigere il settore che ben conosce essendoci stato già nel periodo 2005-2014, nominato dal socialista Ottaviano Del Turco e confermato da Gianni Chiodi del Pdl.

Di un suo possibile ritorno aveva parlato, senza però farne il nome, il presidente della Commissione Vigilanza che qualche giorno fa aveva annunciato l’intenzione di mettere nero su bianco un ‘nome noto’ in arrivo nelle stanze della Regione. Stando alle anticipazioni giornalistiche Febbo ci avrebbe visto giusto.

 Gerardini, già deputato del Pds dal 1994 al 2001, ha alle spalle una lunga carriera iniziata alla fine degli anni 70 come assessore all’Urbanistica di Giulianova, Comune nel quale è stato anche un sindaco per due mandati.

Di Gerardini si parla anche nell’inchiesta sull’inceneritore di Teramo: in quel procedimento (finito in primo grado con l’assoluzione di tutti gli indagati), il dirigente (non indagato) veniva definito dalla squadra mobile come una sorta di assessore ombra ai rifiuti.

«Che Gerardini sia il riferimento essenziale all’interno della Regione Abruzzo per il settore dei rifiuti (ma lo è anche per Di Zio)», recitava un’informativa al pm Gennaro Varone, «lo si rileva anche nel corso di un colloquio tra Di Zio e Camillo Sborgia (consigliere provinciale Idv non indagato, ndr), al quale confidenzialmente viene riferito che in pratica Gerardini nella passata amministrazione fungeva da effettivo assessore».

Celebre una fase intercettata in cui Di Zio diceva: «Caramanico (l’allora assessore regionale all’ambiente in quota Sel) non è che non ha fatto niente, non ha fatto per niente l’assessore, lo faceva Gerardini l’assessore».

 Ma Febbo torna anche sul concorso bandito nel mese di febbraio scorso, per 12 posti di collaborazione presso il Servizio Gestione Rifiuti per replicare alle dichiarazioni di Emanuela Fattori, Ingegnere Ambientale.

 «Voglio ribadire – spiega Febbo – come già evidenziato nei comunicati stampa diffusi nonché con le dichiarazioni a riguardo in Consiglio regionale che le mie contestazioni erano incentrate sull’opportunità di fare una scelta di un certo tipo per la stabilizzazione dei lavoratori, sulle cui professionalità e competenze non ho nulla da eccepire. Non si può accettare il modo in cui si era proceduto in quanto, con quel bando, si erano alimentate inutili e false illusioni in tantissimi giovani abruzzesi e non che avevo presentato la domanda per una procedura di cui già si conosceva l’esito. Si poteva tenere la stessa procedura seguita da altri settori che hanno proceduto a stabilizzazioni senza passare per concorsi, a dimostrazione, se ve ne fosse ancora bisogno, che in questa Regione vige la regola dei figli e figliastri, che vale sia per le città sia per i territori ma anche per dirigenti e per vari settori.  Questa era ed è la mia denuncia. Certamente alle migliaia di laureti che hanno fatto domanda e hanno visto che 11 su 12 dei vincitori del concorso sono gli stessi co.co.co, qualche dubbio potrebbe venire, o no?».