POLITICHE DIVERGENTI

Ryanair, Emiliano ‘congela’ il contratto e lancia uno spunto a D’Alfonso

Il presidente pugliese vuole vederci chiaro

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Ryanair, Emiliano ‘congela’ il contratto e lancia uno spunto a D’Alfonso

D'Alfonso ed Emiliano

ABRUZZO. Chissà se il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, farà una telefonata al presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, per suggerirgli cautela con Ryanair.

Già, perché il governatore pugliese, sulla stessa linea d’onda del presidente D’Alfonso in fatto di petrolio (promotore dei referendum ‘anti- ufo’) in questi giorni ha spiazzato il comparto turistico di casa sua e deciso di congelare il contratto di co-marketing con il vettore irlandese che garantisce ogni anno l’arrivo di frotte di turisti stranieri pronti a scoprire il territorio.

Si tratta di una convenzione che finanzia la campagna di marketing per il turismo e che si traduce a sua volta in una serie di contributi indiretti a Ryanair per sostenere le rotte sugli aeroporti di Bari e Brindisi. Solo per il 2015 si parla di oltre 13 milioni di euro pubblici girati al vettore privato.

Emiliano dice di volerci vederci chiaro dopo che la magistratura ha aperto una inchiesta. E indagini come queste ce ne sono un po’ in tutta Italia. La questione che gli inquirenti verificano è sempre la stessa: la procedura con cui sono stati garantiti i finanziamenti alla low cost irlandese hanno aggirato l’obbligo di gara d’appalto? E’ tutto regolare?

C’è poi l’incubo Europa che potrebbe avviare procedure di infrazione per aiuti di Stato. Infatti secondo le normative vigenti sono possibili finanziamenti a nuove rotte per un periodo limitato del lancio poi però i finanziamenti pubblici devono fermarsi.

Invece l’andazzo in tutta Italia è stato lo stesso: soldi ad libitum agli irlandesi così bravi a portare turisti in Italia e ad inventare un modello di business low cost che tale non è.

Stando all’ipotesi investigativa degli inquirenti pugliesi i fondi europei che dovrebbero servire per la promozione turistica in base a un accordo del 2009, transiterebbero attraverso la società Aeroporti di Puglia nelle casse di una società di Ryanair (la Airport Marketing services limited), come fosse pubblicità, e rientrerebbero alla società aeroportuale come pagamento dei servizi aeroportuali.

I soldi, in pratica, sarebbero serviti a promuovere l'immagine della Puglia inserendo dei banner pubblicitari all'interno del sito Internet della compagnia.

Una procedura che si replica, sempre uguale a se stessa, all’infinito in tutti gli scali italiani, alcuni dei quali riescono a sopravvivere solo grazie al vettore irlandese.

Ne sa qualcosa anche lo scalo abruzzese. La Saga nel corso degli anni ha girato una montagna di soldi a Ryanair, circa 40 milioni di euro in tutto, 1 milione all’anno solo per il banner pubblicitario in un anno (la cui rendicontazione e pezze d’appoggio rimangono segrete).

 I contratti con Ryanair sono stati stipulati senza gara di appalto, non sono stati vagliati dal Cda di Saga, pare che non siano conosciuti ufficialmente nemmeno in Regione e nel 2014 sono stati tutti rinnovati per altri due anni, sempre senza gara di appalto dall’ex presidente Laureti.

Il primo è stato firmato nel 2009, lo stesso anno del contratto di marketing sotto accusa in Puglia.

E adesso che Emiliano ha congelato tutto, il settore turistico pugliese è in preda ad una vera e propria crisi di nervi perché teme il crollo degli arrivi.

Non una idea così peregrina se è vero che, stando ai dati ufficiali,  a fronte di 12 milioni di euro l’anno la Puglia ‘riceve’ in cambio da Ryanair 3 milioni di passeggeri spalmati su 33 rotte (20 da Bari, 13 da Brindisi).

Ma proprio questo dato potrebbe costituire la prova dell’illecito in quanto starebbe ad indicare che ormai proprio quelle rotte sono consolidate e conosciute ed i turisti ormai arrivano da soli senza bisogno di spintarelle pubbliche.  

«Congelare l’accordo di co-marketing con la compagnia low cost irlandese – dicono gli albergatori pugliesi – può far imboccare percorsi pericolosi che potrebbero in breve tempo portare alla chiusura di fatto dell’aeroporto di Brindisi e far saltare milioni di investimenti che gli operatori turistici hanno già impegnato per il 2016. Comprendiamo la pericolosità politica che i 13,8 milioni di euro, già saldati a Ryanair dalla società Aeroporti di Puglia, si trasformino in debito fuori bilancio, ma ci preme ricordare a noi stessi e al presidente Emiliano che il suo predecessore aveva deliberato addirittura una convenzione quinquennale con la compagnia irlandese».

In Abruzzo invece siamo più furbi e la Saga si sta giocando la carta della nuova carta della Policy che potrebbe rinnovare anche gli aiuti a Ryanair.

Certo a Pescara sono tutti più tranquilli perché non c’è ancora nessuno che indaga…