LA SCOMMESSA PUBBLICA

Fira e Start Hope, 500mila euro a Napoli per una app turistica: ma gli utenti sono critici

Se non c’è il conflitto di interessi niente finanziamento

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Fira e Start Hope, 500mila euro a Napoli per una app turistica: ma gli utenti sono critici

ABRUZZO. Sembra proprio che tra i requisiti non scritti nel bando Start Hope ci sia anche il conflitto di interessi.

In ballo i fondi europei a rotazione assegnati alla Regione e poi con bando alla Fira che li assegna alle migliori neonate imprese «innovative».

 Era già chiaro ad una prima occhiata come la Fira fosse il centro di raccolta di portatori di interessi variegati ed interconnessi ma ad una occhiata più attenta questo stile di azione si ritrova anche nella distribuzione di circa 22 mln di euro alle start up benedette da Fira e dal suo comitato di valutazione (i cui componenti rimangono segreti come i loro compensi e le loro valutazioni).

Il bando di venture capital, cioè finanziamenti con partecipazione all’azionariato societario, il primo in Abruzzo con fondi pubblici, prevede due requisiti fondamentali: imprese neonate e innovative dove per «innovative» pare si debba intendere quello che ogni vocabolario della lingua italiana preveda: cioè qualcosa di nuovo ed inedito.

Ma dai progetti messi in bella mostra non tutti sembrano avere un vero carattere innovatore ma sembrano più imitazioni tardive di progetti ben più noti. In alcuni casi i progetti finanziati si somigliano tra loro.

 Insomma uno si aspetterebbe di trovare autentiche genialate o idee che ti farebbero salire il nervoso per non averci pensato tu, ed invece no.

Le valutazioni e le motivazioni che hanno spinto la Fira di Rocco Micucci ed il comitato di valutazione  a premiare una impresa e a scartarne altre non sono note  e non vengono resi pubblici documenti e verbali, cosa che, invece, avrebbe dato un vero carattere di trasparenza e controllo ed avrebbe permesso a chiunque di valutare davvero e seriamente il lavoro dello stesso comitato di valutazione.

E’ esattamente come ogni erogazione di fondo pubblico con la differenza che nel caso della Fira è tutto segreto e incontrollabile.

Se, invece, i verbali fossero pubblici, per esempio, sarebbe subito saltato all’occhio che una azienda finanziata, in realtà, proponeva un progetto già visto, fortemente ispirato da qualcosa di già esistente.

Quello che si sa è che tra i componenti del comitato di valutazione -nominato sempre da Micucci- c’è, per esempio, anche l’avvocato Manuel De Monte, avvocato personale di Micucci, poi consulente Fira, avvocato di Fira, e presidente di Abruzzo Sviluppo nominato da Luciano D’Alfonso.

DA NAPOLI CON FURORE: LA APP PER I VIAGGIATORI

 La cosa che più colpisce leggendo con attenzione il sito di Start Hope (messo su dalla Fira) sono le descrizioni “emotive” dei progetti che in poche parole devono colpire l’utente.

Per esempio nel caso di Apptripper srl, società finanziata con 500mila euro, di Napoli con sede distaccata a Sulmona nei locali di Sviluppo Italia dove lavorano 3 addetti,  la app «innovativa» che hanno creato viene descritta come una «Social App per il turismo in Italia e nel resto del Mondo».

Il progetto viene sintetizzato invece così: «Piattaforma per mobile device, che conferisce all'esperienza turistica una matrice emotiva con informazioni aggiornate sul patrimonio storico artistico delle maggiori città d'arte internazionali».

 Ma approfondendo si trovano ulteriori spiegazioni.

«Con il termine "tripper"», spiegano i fondatori, «deve intendersi il fruitore del servizio Apptripper. La caratteristica innovativa di Apptripper consta nel facilitare l'orientamento e la pianificazione dei tragitti prescelti dal fruitore del servizio medesimo, suggerendo percorsi di interesse storico-artistico nelle maggiori citta' d'arte italiane (ed estere) motivandone la percezione psicogeografica: geografia emozionale, sostituendosi cosi', naturalmente, alla guida turistica in formato cartaceo. Il social network "Apptripper" mira a diffondere la conoscenza di citta' d'arte italiane ed estere. Il soggetto che viaggia in queste citta' con "Apptripper" puo' fruire di ancora piu' informazioni tramite tablet, smartphone, ipad e iphone e, quindi con piattaforme sia android sia ios sia windows e tutte quelle disponibili sul mercato. L'opera mette in condivisione emozioni e viaggi, suggerendo percorsi emotivi (emozioni primarie - secondarie - schema di plutchik) per chi e' in visita in una citta' d'arte.

I contenuti espressi durante il viaggio, come messaggi vocali o foto vengono accolti da una piattaforma social definita in quattro lingue. Apptripper desidera suggerire, per ogni citta', almeno 30/50 siti di interesse storico-artistico classificati per categorie emotive in 4/10 percorsi che attraversano la citta', da scegliere secondo le preferenze del momento. Mirando ad essere uno stimolatore sensoriale, per il tramite di Apptripper, il singolo fruitore puo' interagire con gli altri, comunicando loro l'emozione che sta provando nel conoscere un certo luogo e suggerendo un percorso emotivo personale della mappa. L'obiettivo ambito e' quello di favorire uno scambio virtuale di esperienze vissute comunicando sensazioni, immagini, messaggi vocali ed altro, coniugando cosi' la celerita' della forma di comunicazione utilizzata con l'entusiasmo vissuto nella vita reale».

 Ottime intenzioni che fanno venire la voglia di viaggiare anche se l’idea è un tantino tardiva e prova a fare concorrenza a decine di altri servizi simili, uno tra tutti TripAdvisor per esempio, un colosso con milioni di utenti in tutto il mondo che permettono di ricevere un servizio di altissima qualità, scambiare recensioni di luoghi e suggerimenti di viaggi.

E come tutte le idee che si basano sul concetto di “social network” tutti i servizi aumentano di qualità se alla base c’è davvero una folta truppa di utenti che contribuisce, altrimenti quello che rimane è una scatola semivuota.

  LA PRIMA AD ESSERE FINANZIATA

Di sicuro Apptripper un primato ce l’ha ed è stata la prima start up ad essere finanziata da Fira con 500mila euro e le motivazioni riportate sul sito sono: «Una commissione tecnica ha decretato l’idoneità del progetto della startup napoletana, ritenendola interessante sotto il profilo dell’idea e del business, successivamente il CDA di FIRA ne ha confermato la validità deliberando l’investimento».

L’applicazione per fortuna non è segreta ed è quindi facilmente accessibile anche dal Play Store di Android (Google) per cui possiamo anche darle una occhiata e verificare in prima persona.

Qualche problema sembra esserci stato, per esempio, con i telefoni Samsung (pare che vi siano telefoni non compatibili) nella prima versione uscita nel 2013. Anche i commenti sono pubblici per cui è possibile scorrerli e leggerli per farsi una idea alcuni sono entusiasti e parlano bene del servizio offerto, altri meno, scendendo anche nei particolari delle carenze rilevate (solo lingua italiana,  informazioni non soddisfacenti, pochi contenuti ecc) ma c’è spazio per migliorare.

Non che i commenti degli utenti vadano presi per oro colato; ognuno dice la sua così come ha fatto l’utente Giovanni De Caro che ha voluto regalare ben 5 stelle scrivendo: «Emozionante l'app che stavo cercando per guidare le mie esplorazioni nei tesori dell'arte».

Un commento magari poco equilibrato o di cuore e forse non del tutto disinteressato.

De Caro sulla sua pagina Facebook  il 18 luglio pubblica una foto del team di Apptripper nell’incubatore di  Sulmona e scrive (con la solita sobrietà…) «Il sole splende su Apptripper, ci vogliono gli occhiali scuri vero Sebastiano Deva e Paolo Varsalona?...»

Subito sotto, sempre su Facebook, un altro commento caratterizzato da simile “sobrietà”: è di Emmanuela Saggese che scrive :«Uomini di Apptripper in nero denotano autorità, potere, rispetto  creatività e capacità di grandi trasformazioni…»

Commenti più che interessati visto che Giovanni De Caro da Napoli risulta essere consigliere nel Cda della Apptripper srl, insomma, non uno qualunque, mentre la Saggese è proprietaria della medesima società per il 19% mentre Fabio Farina in arte Sebastiano Deva ha il 33,35% appena un tantino di più della Fira che possiede il 32,75%.

Ognuno si fa il marketing che crede…

 DE CARO CONTROLLORE DI FIRA

Ma la cosa che colpisce è che Micucci e la Fira conoscono molto bene Giovanni De Caro perché lo hanno nominato membro proprio di quella commissione di valutazione dei progetti da finanziare con il bando Start Hope.

Insomma nella migliore delle ipotesi potrebbe darsi che De Caro sia il controllore-advisor nominato da Fira nel cda della società finanziata, magari per comodità perché anche lui è di Napoli,  anche se sulla visura camerale della società non vi è alcuna menzione in proposito mentre si dice che il sindaco controllore nominato dalla Fira è Antonello Lupiani da Guardiagrele, amico e commercialista di Micucci.

 Se dunque De Caro è l’uomo Fira in quanto “controllore” sembrerebbe forse poco opportuno il trasporto con il quale cerca di “sponsorizzare” la società. Tutto sarebbe più chiaro se le carte fossero pubbliche ma non è così.

E’ facile, invece, trovare anche qualche evento, sempre pagato da Fira, per magnificare le proprie iniziative con le Start up nel quale figura tra i relatori ospiti sempre De Caro.

Era il 16 dicembre 2014 e Micucci organizza una grande festa per farsi un po’ di pubblicità e spiegare a tutti i grandi traguardi raggiunti con i bando Start Hope dando voce proprio alle start up.

Alla tavola rotonda hanno partecipato il Presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, l'Amministratore Delegato di Invitalia Domenico Arcuri, il Responsabile di Tech-Hub Giovanni De Caro e naturalmente il Presidente di Fira, Rocco Micucci che ha voluto a tutti i costi che l’evento fosse moderato dal noto giornalista e «social innovator» Riccardo Luna.

Si scopre così che De Caro cura anche Tech-Hub che si occupa sempre di start up e tra gli sponsor vi è il Banco di Napoli e Intesa San Paolo il gruppo per il quale lavora.

 Insomma alla fine della fiera per cercare di fare chiarezza ci siamo dimenticati della app, che poi è il vero oggetto dell’impresa e che pare sia stata scaricata oltre 5mila volte.

Per capire e valutare vi consigliamo di scaricarla ed utilizzarla a questo link.

Ricordatevi anche che è costata almeno 500mila euro di soldi pubblici.

La Fira vincerà la scommessa?

a.b.