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Ciapi: 700mila euro per salvare l'ente

Approvata risoluzione del centrodestra

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Ciapi: 700mila euro per salvare l'ente

Ciapi

L’AQUILA. L’impegno della Giunta regionale a mettere a disposizione, per la soluzione più rapida ed efficace del problema dei lavoratori del Ciapi di Chieti, lo stanziamento di 700 mila euro da individuare nella prima variazione di Bilancio utile da proporre al Consiglio regionale.

E’ quanto contenuto nella risoluzione sottoscritta dal Presidente della Commissione di Vigilanza, Mauro Febbo subito dopo la firma del Presidente D'Alfonso, approvata all'unanimità in Consiglio regionale nei giorni scorsi.

I dipendenti dell'ente di formazione Ciapi, controllato per il 98% dall'ente regionale, da oltre un anno non percepiscono lo stipendio.

L’ ente in 47 anni di attività ha formato circa 40 mila lavoratori.

La storia del declino del Ciapi è lunga ed è costellata di continue inadempienze – antiche e recenti - della Regione che ha progressivamente asfissiato il bilancio dell’ente, ridotto quasi a zero anche se il debito consolidato supera i 5 milioni di euro. 
E questo è avvenuto nonostante l’obbligo della Regione di fornire i mezzi necessari per la sua attività, ripianandone anche le perdite e nonostante gli accordi sottoscritti e non attuati. Tra l’altro è saltato anche il rinnovo della convenzione per l’utilizzo dei dipendenti Ciapi negli uffici della Regione e soprattutto è mancato il versamento della quota associativa della Regione stessa che ormai dovrebbe essere superiore al debito consolidato. 

 

«L’intervento – spiega Febbo - si pone l’obiettivo, nell’immediato, di predisporre uno strumento finanziario che possa offrire una possibilità di sopravvivenza dell’ente formativo e un futuro dignitoso. Sono questi i risultati che si ottengono con un’opposizione dura ma costruttiva a differenza di chi nei giorni scorsi ha fatto solo annunci, occupando l’aula a fini propagandistici ma non rimanendo al proprio posto per lavorare concretamente».

Il riferimento è ai consiglieri del Movimento 5 Stelle che dopo l’occupazione dei banchi della giunta hanno abbandonato l’aula.

Il paradosso è che non potendo pagare gli stipendi il Ciapi non può presentare il Durc, il documento di regolarità contributiva, e così non può partecipare a bandi pubblici, europei in particolare, che garantirebbe finalmente delle entrate sostanziose e magari di pagare un po’ di stipendi e ridurre la montagna del debito.

Nei mesi scorsi il presidente Luciano D’Alfonso aveva svelato il suo piano per rilanciare l’ente considerato «una struttura strategica» per la quale si vuole chiedere anche il riconoscimento all'Unione Europea, trasformandola in società "in house" in grado di avere i mezzi per autofinanziarsi attraverso attività tecniche che altrimenti verrebbero esternalizzate.