BOTTE DI FINE ANNO

Schiaffi, spintoni e colpo di spugna: approvato il Dpef, giornata campale in consiglio regionale

D’Alfonso e D’Alessandro contro i 5 Stelle: «la prossima volta il fuoco?»

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Schiaffi, spintoni e colpo di spugna: approvato il Dpef, giornata campale in consiglio regionale

L’AQUILA. «Aspettavano solo che qualcuno li rimuovesse per potersi immolare davanti ai cellulari già pronti dei loro collaboratori, con l’unico scopo di apparire difensori di chissà quale verità».

Così Camillo D’Alessandro, coordinatore della maggioranza in Consiglio regionale, ricostruisce quello che è accaduto martedì mattina in Consiglio regionale, con i pentastellati che hanno occupato i banchi della giunta e il presidente Luciano D’Alfonso che ha strattonato Sara Marcozzi per riprendersi la sua poltrona.

Giornata movimentata quella del Consiglio regionale chiamato ad esaminare il documento di programmazione economico finanziario, il bilancio di previsione e la legge di stabilità.

Alla fine il Dpef è stato approvato a maggioranza (assenti i grillini) alle 21.15 e poi il consiglio è stato sospeso ma continuerà in sessione notturna. La lunga discussione durata oltre sei ore ha trovato una veloce scappatoia che ha permesso di cancellare gli oltre 300 emendamenti presentati dalle opposizioni. Una lunga discussione tecnica basata su «errate interpretazioni» di norme regolamentari che di fatto è stata la svolta per approvare il documento di un solo articolo di 59 pagine.

In particolare il M5s, e il centrodestra, sono insorti sulla carenza di carte relativa agli ultimi due documenti contabili.

Dopo l’occupazione dei banchi durata circa un’ora, la protesta è terminata grazie alla mossa della presidenza del Consiglio che ha finto di trasferirsi altrove per svolgere il Consiglio. A quel punto i grillini, rimasti soli in aula, se ne sono andati e i lavori sono cominciati. I pentastellati, però, non sono rientrati in aula per protesta confermando di non poter approvare o parlare di un documento di cui non conoscono i particolari.

 Il video del ‘faccia a faccia’ tra governatore e grillini è diventato virale e in un solo giorno ha guadagnato migliaia e migliaia di condivisioni finendo anche sui siti web dei principali quotidiani nazionali.

E così è accaduto pure che il reale motivo della protesta (ovvero l’allarme lanciato dai 5 Stelle per la mancata trasparenza sui dati del bilancio) sia finito in secondo piano, perché la notizia del giorno è diventata il gesto poco elegante di D’Alfonso che ha alzato di forza la sua sedia per scacciare la grillina Marcozzi.

Per domani si pronostica una seconda puntata costituita da un altro video che sta già diventando virale e che ritrae il consigliere D’Alessandro che tenta di assestare un ceffone al consigliere grillino Pettinari che lo stava filmando.

Dopo gli spintoni, gli schiaffi e così si perdono le staffe ed in questo clima si approvano i documenti fondamentali della Regione.

LA RICHIESTA DI TRASPARENZA CHE FA SCATTARE LA RABBIA DEL CONSIGLIERE D'ALESSANDROD'Alessandro... Quello che dà a noi dei "violenti" si avventa su Domenico Pettinari - M5SEcco cosa succede in Regione Abruzzo quando si chiede trasparenza sui conti dei cittadini abruzzesi. Cosa c'è da nascondere? #ViolenzaPD

Posted by Movimento 5 Stelle Abruzzo on Martedì 29 dicembre 2015

E D’Alessandro è certo: i pentastellati avrebbero ottenuto quanto volevano: fare un po’ di baccano «per dimostrare la loro esistenza. In aula c’è stato solo un delirio, quello della maleducazione istituzionale che assomiglia alla violenza. La verità è una sola», insiste D’Alessandro, « non hanno un’idea di Abruzzo, non hanno presentato una proposta, non hanno sfidato la maggioranza sul terreno dell’alternativa di idee, semplicemente perché non ne hanno e non avvertono neanche il bisogno di averle. In loro prevale la logica della sceneggiata, che oggi è andata oltre ed è diventata violenza». 
D’Alessandro spiega anche che la ragione sulla quale hanno fondato la loro protesta consiste nel fatto che il bilancio in discussione non avrebbe capitoli, «poi però si scopre che tutte le Regioni hanno presentato il bilancio in questo modo perché da quest’anno c’è una nuova legge che dispone l’uniformità contabile. Ma studiare le normative è difficile, mentre è molto più facile organizzare sceneggiate».

«Le nostre proposte migliorative per il bilancio sono contenute nei 1400 emendamenti depositati», hanno replicato i 5 Stelle, «qualora il Governo, come dovrebbe fare un’amministrazione trasparente, ci avesse consegnato le singole voci per permettere a noi e agli abruzzesi di capire come e quando verranno spesi i loro soldi».

«L’accusa di “violenza” mossa nei nostri confronti, da D’Alessandro e dal capogruppo PD Mariani, è risibile e smentita dai video che “spopolano sul web” La rete, organo di divulgazione non controllato e controllabile, che tanto infastidisce l’establishment, racconta la realtà dei fatti. Capiamo che questo possa dar fastidio, ma è tempo di farsene una ragione», insistono i pentastellati.

 «LA PROSSIMA VOLTA PORTERANNO IL FUOCO?»
Dopo parecchie ore dal fatto anche D’Alfonso si è espresso sulla situazione e ha spiegato: «sono venuto stamani per partecipare ad ogni forma di dibattito ma non all'impedimento fisico. La prossima volta cosa ci dobbiamo attendere? Il fuoco? Ci sono studiosi che si sono posti il problema del limite in politica», ha spiegato ancora il governatore che ha ricordato i suoi studi di scienze politiche a Teramo.

«Stamattina ho voluto riappropriarmi della mia posizione in Consiglio regionale», ha scritto su Facebook D’Alfonso, «una posizione che mi è stata assegnata da oltre 319mila abruzzesi - più del doppio dei voti presi dal M5S - con un voto democratico e che il M5S ha ritenuto di occupare in maniera illegittima calpestando le più elementari norme di convivenza civile. Ho tenuto un comportamento rispettoso dei miei doveri di amministrazione attiva e dell’integrità fisica di chi stava commettendo un atto di occupazione indebita, sul quale le Forze dell’ordine effettueranno sicuramente accertamenti per verificare l’eventuale sussistenza di reati. L’Ufficio di Presidenza del Consiglio ha votato all’unanimità - quindi con il consenso delle opposizioni presenti - la censura all’operato degli appartenenti al M5S. Auspico che in futuro il confronto possa avvenire solo sulla base della espressione delle idee e non sulla ricerca di un momento di notorietà provocato con comportamenti indegni di un’aula consiliare regionale».

Lelio De Santis, segretario regionale dell’ Italia dei Valori  parla invece di  « spettacolo indecoroso» che  avviene mentre ci si dovrebbe confrontare sui contenuti del Bilancio 2016 e mentre fuori dall’Aula «delegazioni di cittadini protestano contro la realizzazione del Metanodotto della Snam o per la chiusura di Aziende, facendo aumentare in modo intollerabile il  numero dei disoccupati».


«La mancanza di stile nell'affrontare la non certo dura protesta grillina dà l'idea di quanto D'Alfonso sia insofferente verso le critiche e soprattutto nervoso per gli scarsissimi risultati del suo governo regionale», sostiene invece Maurizio Acerbo (Rc).

«Mi domando chi siede negli scranni vuoti alle mie spalle?», scrive invece su Facebook Lorenzo Sospiri (Forza Italia) a corredo di un selfie.  «I grillini. Per cosa venite pagati ? per stare a casa comodi ad organizzare il Capodanno dopo un pò di scena mattutina o per stare in aula fino alla fine per correggere e migliorare gli atti di questo pessimo governo regionale PD? Io rimango dall'inizio alla fine quando si strilla quando si pensa e quando si ottengono fatti. Anche quando le TV non vi sono più».

IL CONSIGLIO IN SESSIONE NOTTURNA


LA SANZIONE
Intanto l'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale d'Abruzzo ha deciso di sanzionare con la censura i consiglieri del Movimento Cinque Stelle. Ne dà notizia lo stesso ufficio di presidenza con una nota firmata dal presidente, Giuseppe Di Pangrazio, e da Lucrezio Paolini, Paolo Gatti, Alessio Monaco e Giorgio D'Ignazio. Secondo i componenti dell'ufficio di presidenza, l'azione dei Consiglieri pentastellati è stata «lesiva della dignità dell'Istituzione e dell'assemblea tutta» ed ha impedito «con un vero e proprio atto di forza, ai Consiglieri regionali, sia di maggioranza sia di minoranza, di svolgere il loro ruolo di rappresentanti eletti dai cittadini e, come tali, nel pieno diritto di salvaguardare il regolare svolgimento dei lavori assembleari, dedicati all'approvazione dello strumento di bilancio, cuore e motore dei vari e molteplici aspetti che interessano l'Abruzzo che produce, che progetta, che garantisce sostegno al sociale e alle attività culturali e di ricerca». La censura è la prima forma di sanzione prevista dal Regolamento, «questo, al fine di garantire in futuro la regolarità delle sedute consiliari, nel pieno rispetto dell'Istituzione regionale, con l'evidenza che non sarà più consentito ad alcuno di offendere né le Istituzioni, né le persone».

La giornata si avvia alla conclusione ma le polemiche continueranno ancora per giorni, magari l’anno nuovo.

L’augurio per tutti gli abruzzesi, allora, è poter contare su maggiore coerenza tra le promesse elettorali e l’effettiva attività politica svolta, maggiore pacatezza e razionalità e una classe dirigente in grado di evolversi nel perseguire solo l’interesse pubblico ed in grado di poter garantire trasparenza persino oltre quanto stabiliscono le norme, perché non c’è nulla da temere dal controllo pubblico.

Auguri a noi.