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Consiglio regionale, tagliola pronta contro i 3.700 emendamenti della minoranza

Si preannuncia una vera e propria battaglia in aula fino al 31 dicembre

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Consiglio regionale

ABRUZZO. Sola la 'tagliola' sulla marea di emendamenti presentati dalla minoranza potrà salvare  il governo D’Alfonso e permetterà di arrivare all’approvazione della legge di stabilità e del Bilancio.

Sarà inevitabile, comunque, una lunga maratona, fino a qualche ore prima dell’anno nuovo.

Lunedì mattina, infatti, il centrosinistra si è presentata in Prima Commissione Bilancio dovendo constatare di non essere in grado di portare a casa il risultato sperato.  «Non avranno la possibilità di approvare né il Documento programmazione economica  e finanziaria regionale, né la Legge di stabilità né tantomeno la Finanziaria», sostengono i consiglieri regionali di Forza Italia, Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri.

Agli oltre 1.573 emendamenti presentati da Forza Italia e ai 24 del Movimento 5 stelle sul DPEF, che la Prima Commissione non è riuscita a esaminare,  si sono aggiunti gli oltre 1.350 di Forza Italia e i 780 dei 5 stelle alla Legge di stabilità e al Bilancio. Questo ha determinato uno slittamento dei lavori per cui se ne parlerà direttamente nel corso del Consiglio regionale in programma martedì. Di fronte alla prospettiva di non riuscire a rispettare le scadenze stabilite per Legge, in Aula la maggioranza sarà costretta a ricorrere alla cosiddetta “tagliola” allo scopo di limitare e penalizzare, in modo drastico, il lavoro della minoranza.

«Forza Italia  - aggiungono i Consiglieri di centrodestra - continua a criticare questo atteggiamento puerile, infantile e omissivo portato avanti allo scopo di nascondere numeri, cifre, programmi e piani del Governo regionale, tant’è che la stessa maggioranza di centrosinistra ha presentato decine di emendamenti».

Secondo Febbo e Sospiri però martedì e mercoledì non si riuscirà ad approvare nulla considerando che, di fronte alla “necessità di urgenza” alla quale si appellerà la maggioranza, ogni Consigliere regionale potrà presentare 5 emendamenti per ognuna delle tre Leggi, tradotto: 195 emendamenti complessivi  da illustrare, con rispettive dichiarazioni di voto, voto sui singoli sub emendamenti, emendamenti e articoli che dovranno essere esaminati singolarmente, chiaramente con la richiesta di appello nominale.

Quasi certamente arriveranno al 31 dicembre «ma nonostante tutto», chiudono Febbo e Sospiri, «quella che resta sarà una brutta pagina per il presidente D’Alfonso, la sua maggioranza ma soprattutto per gli abruzzesi. Tutto questo è il risultato di una gestione miope, arroccata sulle proprie deboli certezze e assolutamente priva di spirito collaborativo».

Tra gli emendamenti dei 5 Stelle, invece, ce n’è uno che blocca la chiusura dei tribunali e procure lontane dai capoluoghi.

«E’ indispensabile», spiega Ranieri, «garantire l’accesso alla Giustizia di tutti i Cittadini abruzzesi e riconoscendo in un “servizio Giustizia” efficiente e presente sul territorio, il requisito indispensabile per il corretto sviluppo del tessuto economico e sociale” continua Ranieri “intendiamo vincolare la Regione, con un emendamento aperto alla firma di tutti i consiglieri, alla predisposizione delle risorse necessarie a dar seguito agli atti indispensabili al mantenimento dei richiamati presidi di giustizia territoriali, coerentemente con quanto promesso con il DGR. 600/2015».

 IL CIAPI

Sarà discusso in Aula, durante l’esame del documento di economia e finanza regionale un emendamento per il salvataggio del Ciapi del Chieti firmato dal sottoscritto e dai Consiglieri Monaco, Olivieri, Marcozzi e Paolini.

«L’emendamento – spiega Febbo - indispensabile per dare un futuro al centro di formazione teatino, ma che non è stato sottoscritto da nessun Commissario del Pd,  sarà discusso durante il Consiglio regionale di domani e mi auguro vivamente che si manifesti di nuovo il senso di responsabilità del centrosinistra così come accaduto per Abruzzo Engineering».