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Consiglio regionale, iniziata la lunga maratona verso il bilancio

Polemiche e dati nascosti: consegnati solo quelli aggregati

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CONSIGLIO REGIONALE

ABRUZZO. E' cominciata ieri in un clima di polemiche nella commissione bilancio del consiglio regionale la maratona per approvare legge di stabilità, bilancio di previsione e documento di programmazione economica e finanziaria 2016-2018 (Dpef).

I consiglieri hanno iniziato con l'esame del Dpef visto che solo in giornata è arrivato il parere dei revisori dei conti su bilancio e legge di stabilità.

A tale proposito, il pronunciamento è positivo anche se vengono fatti rilievi in merito alla «congruità, coerenza ed attendibilità contabili delle previsioni».

 Oggi è previsto il via libera del Dpef, mentre nel pomeriggio comincerà l'esame dei due documenti contabili da parte delle commissioni consiliari.

Gli organismi lavoreranno fino al 23 e se non si chiuderà, è prevista una ulteriore finestra anche il 28 mattina.

Poi, dal 29 la battaglia in Consiglio, a tale proposito, per il 28 è stato fissato il termine per la presentazione degli emendamenti.

Il lavoro su legge di stabilità e bilancio è caratterizzata dal decreto legge 118 del 2011, che per armonizzare i bilanci delle Regioni ha stabilito nuove regole di scrittura, con un documento più stringato e diviso in macroaree: quindi non più un voluminoso libro di 500 pagine, ma di appena una ventina di pagine con i capitoli principali.

Le opposizioni di centrodestra e del Movimento Cinque Stelle denunciano la scarsità di informazioni: per il consigliere di Forza Italia Mauro Febbo, che è anche presidente della commissione di vigilanza, «il sospetto è che la maggioranza stia approfittando dell'entrata in vigore a partire da quest'anno del decreto legge 118 del 2011: non metto in dubbio la necessità di una semplificazione - spiega Febbo - il decreto però non dice che una Giunta consegni solo i dati aggregati, senza sottocapitoli, come sta avvenendo finora. Perché in questo modo non siamo in grado di fare il nostro lavoro, è impossibile capire l'allocazione esatta delle risorse, voce per voce, anche nel dettaglio, dove di solito si nascondo le magagne. Tenuto conto che per potersi studiare le carte, ci sono solo pochissimi giorni».

 Buona parte delle risorse, oltre l'80 per cento, circa 2,4 miliardi di euro, coprono la spesa sanitaria.

Altri 175 milioni dovranno essere destinati al trasporto pubblico, la seconda voce più consistente.

Con quel che resta, 270-275 milioni si dovranno dare risposte ai capitoli del sociale della cultura e altri importanti voci, coprire le spese fisse per la macchina amministrativa, e pagare le rate del disavanzo da 533 milioni , con tempi di rientro che per fortuna sono stati allungati da 7 a 10 anni, alleggerendo le rate annuali inizialmente fissate in oltre 60 milioni annui.

A disposizione ci sarà una coperta molto stretta, e questa consapevolezza ha indotto il consiglio regionale a dare mandato alla Giunta di accendere un mutuo ulteriore da 100 milioni da restituire in 30 anni, che comporterà però un aggravio di spesa dovuto agli interessi.