LA BUFALA

Il corvo e la bufala. Dopo l'esposto anonimo: «tutto regolare: non sono emerse criticità»

Verifiche interne e salta fuori la verità: tutto falso e motivi oscuri

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La denuncia anonima e gli appalti pilotati: D’Alfonso pubblica la lettera

ABRUZZO. Un esposto anonimo  inviato da un “corvo” qualche settimana fa ha fatto decisamente scalpore.

Il documento  esponeva, con alcuni particolari molto precisi, fatti che si davano per irregolari circa l’affidamento di appalti, specie nell’Alto Sangro.

Il testo era firmato da un sedicente dirigente oneste stufo di stare a guardare in silenzio quello che accadeva, di scorretto, nei palazzi della Regione. Così decise di mettere nero su bianco una serie di irregolarità, facendo anche nomi  e cognomi di ditte destinate a vincere delle gare d’appalto.

Il ‘corvo’, infatti, aveva previsto gli assegnatari di importanti e milionarie opere finanziate con i fondi Fas, a cominciare dagli impianti di depurazione del Ruzzo e del nuovo ponte sul fiume Vomano, per continuare i lavori per la pista ciclabile della costa dei trabocchi, il collettore di Ovindoli, Celano, Avezzano gli impianti di risalita del comune di Castel di Sangro, quelli di depurazione della Saca di Sulmona.

Il documento, rimbalzato praticamente su tutti i giornali locali, per quanto anonimo pareva scritto da qualcuno che realmente conosceva il modus operandi. Adesso il responso: nulla di più che una bufala, redatta però, questa è l’ipotesi, da chi voleva indirizzare determinate gare. Questo è il sentore dei vertici della Regione.

In seguito ad una interrogazione del M5s la Regione ha infatti fornito quanto è emerso da un controllo ispettivo interno dichiarando che le procedure sono state tutte rispettate e gli atti pubblicati, così come avevamo fatto notare anche noi di PrimaDaNoi.it. Nel controllo si sono poi potute accertare alcune informazioni non veritiere circa i fatti contenuti nell’esposto che hanno contribuito a far scadere il documento a “semplice” vendetta del corvo verso qualcuno.

Un fatto di sicuro increscioso e poco nobile che ha fatto perdere tempo agli uffici regionali che su disposizione del presidente Luciano D’Alfonso verifica gli anonimi che periodicamente giungono.

E proprio D’Alfonso nel suo intervento in Consiglio regionale ha spiegato il perché la Regione da anni è il luogo di produzione di “poesie” (così ha definito gli esposti anonimi). Il tutto dipende dal grado di discrezionalità della pubblica amministrazione e dei dirigenti chiamati a decidere o scegliere.

E’ il caso dei concorsi pubblici – ha detto D’Alfonso- spesso occasione di esposti così come l’assegnazione di appalti.

«Troppi elementi soggettivi favoriscono gli anonimi», ha detto D’Alfonso, «per esempio il livello di innovazione nella proposta progettuale che non è misurabile.   Una volta si affidarono punteggi ad una impresa perché aveva un certo numero di dipendenti laureati… i punteggi invece da 17 mesi vengono affidati ad elementi oggettivi, tempo, punteggio. Quella lettera anonima voleva forse orientare una condotta, un appalto futuro…. Io sarei d’accordo che delle lettere anonime ne abbia contezza anche un ufficio speciale della commissione di vigilanza. Non tralasciamo nulla».