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Metanodotto Snam, parlamentari abruzzesi chiedono lo stop a Renzi

Sindaco Sulmona: «è corsa contro il tempo»

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Snam, lunedì l’annuncio dell’autorizzazione definitiva?

ABRUZZO. Parlamentari della maggioranza e dell’opposizione uniti nel chiedere a Renzi di fermarsi ed istituire il tavolo tecnico istituzionale per le alternative.
Lo hanno deciso, impegnandosi, i parlamentari della maggioranza e dell’opposizione che ieri hanno partecipato a Roma, nella sala Caduti di Nassirya del Senato, alla conferenza stampa indetta dai comitati cittadini per l’ambiente di Sulmona e dal comitato interregionale No tubo di Abruzzo, Umbria e Marche.

Oggi stesso sarà consegnata al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, la richiesta di fermare l’iter autorizzativo della centrale di compressione Snam di Sulmona e di istituire immediatamente il tavolo tecnico istituzionale previsto dalla risoluzione della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati, del 26 ottobre 2011, per la individuazione di alternative al progetto della Snam, al di fuori della dorsale appenninica. 
La richiesta porterà le firme dei rappresentanti di tutte le componenti politiche, gli stessi che ieri hanno preso parte all’iniziativa dei comitati ambientalisti: i Parlamentari di quattro Regioni - Abruzzo, Marche, Umbria e Lazio, - rispettivamente del PD, Walter Verini (promotore della risoluzione del 2011) e Stefania Pezzopane; di Forza Italia, Paola Pelino e Fabrizio Di Stefano; del Movimento 5 Stelle, Enza Blundo, Gianluca Vacca e Patrizia Terzoni; di Sinistra Italiana, Gianni Melilla e Loredana De Petris. Ad essi potrebbero aggiungersi anche le firme di altri Parlamentari.
«La questione è ormai nelle mani del presidente del Consiglio ed è una decisione eminentemente politica, come quella che ha riguardato Ombrina – ha affermato Mario Pizzola, portavoce dei comitati -: non è ammissibile che a dettare legge siano gli interessi delle multinazionali del petrolio e del gas, non siamo in uno Stato militare ma in un Paese democratico la cui Costituzione sancisce che la sovranità appartiene al popolo. E le Istituzioni elette dai cittadini sono unanimi nel dire “no” al progetto della Snam ( che insiste in aree ad altissimo rischio sismico e di grande qualità ambientale quali sono quelle dell’Appennino) e nel 
chiedere il pieno rispetto della decisione del Parlamento».
Il sindaco di Sulmona, Peppino Ranalli, intervenuto nella conferenza stampa, ha evidenziato che ormai è una corsa contro il tempo perché c’è il rischio che la decisione di dare il via libera alla centrale potrebbe essere presa già nel Consiglio dei Ministri del 21 dicembre prossimo.

«La politica deve svolgere fino in fondo il suo ruolo - ha sottolineato Ranalli –; scelte come questa non possono essere imposte dall’alto, ma devono passare attraverso la partecipazione e la condivisione dei territori coinvolti. L’unità della politica e la determinazione nei confronti del Governo possono ancora impedire una decisione che avrebbe conseguenze nefaste per Sulmona, per il comprensorio peligno e per l’intera area appenninica».
I comitati cittadini auspicano che in queste ore decisive di una vicenda che va avanti da ben 11 anni facciano sentire la loro voce anche i massimi esponenti della Regione Abruzzo (che ieri, benché invitati, non hanno partecipato) i quali, «dopo aver promesso di voler dare battaglia, sono invece completamente scomparsi dalla scena».