NO OMBRINA

Petrolio, D’Alfonso rassicura tutti e garantisce: «Ombrina non si farà»

Ieri incontro a Roma con importanti rassicurazioni

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MANIFESTAZIONE NO PETROLIO

ABRUZZO. Nelle ultime ore si erano diffuse alcune voci allarmanti sulla possibilità che ci potesse essere qualche azione di "sabotaggio" delle decisioni prese con l'emendamento governativo "anti-Ombrina".

Queste preoccupazioni riguardavano soprattutto la possibilità di uno scollamento tra il versante politico-istituzionale e quello burocratico-dirigenziale che, non correndo all'unisono nella medesima direzione, avrebbero potuto causare un cortocircuito esplosivo sotto tutti gli aspetti.

Ma secondo il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, non si corrono rischi e la partita è definitivamente chiusa in favore delle legittime rivendicazioni della Comunità Abruzzese.

Ieri D'Alfonso, di ritorno da Roma dove ha avuto un incontro con il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti, ha dato la conferma e garantito che Ombrina non si farà e che non c'è alcun rischio di amare sorprese dell'ultimo minuto come ad esempio una qualche autorizzazione in extremis firmata all'interno del MISE - Ministero dello Sviluppo economico perchè questa è la volontà del Governo Renzi.

Nei giorni scorsi il primo sospiro di sollievo con  la definizione dell'emendamento governativo all'interno della Legge di stabilità che è stato salutato come una marcia indietro del Governo sulla petrolizzazione. L’emendamento ripristina il limite delle 12 miglia “lungo l’intero perimetro costiero nazionale” a tutte le nuove attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi. Quelle in corso sono fatte salve «per la durata di vita utile del giacimento».

Un secondo emendamento elimina il «carattere strategico, di indifferibilità e di urgenza» delle attività petrolifere sia a terra che in mare, riconoscendo a queste il solo carattere di «pubblica utilità», dunque meno vincolanti per i territori. Viene inoltre eliminato il piano delle aree quale strumento di programmazione per le nuove attività mantenendo quindi inalterate le prerogative regionali.

A questo punto che fine farà il referendum? Lo scorso 28 novembre la Corte di Cassazione ha dato il via libera ai 6 quesiti referendari proposti da 10 Regioni e Comitato No Triv contro le norme “pro-trivelle dello Sblocca-Italia, dichiarandoli conformi alla legge. Il nuovo emendamento secondo qualcuno sarebbe proprio  una reazione del Governo Renzi per accontentare le Regioni coinvolte e disinnescare così il referendum.