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Regione Abruzzo. Abbiamo un mutuo da 100mln di euro per i prossimi 30 anni

Passa in consiglio il provvedimento per il nuovo indebitamento

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Regione Abruzzo. Abbiamo un mutuo da 100mln di euro per i prossimi 30 anni

ABRUZZO.  Una lunga notte di polemiche, discussioni e argomenti messi sul tavolo. Tutto inutile perché alle 4.15 di giovedì mattina la maggioranza -così come aveva deciso- ha approvato la stipula del mutuo da 100 mln di euro per spalmare in 30 anni ulteriormente i debiti della Regione.

Secondo quanto riferito in aula i debiti sono saliti nel frattempo da 585 milioni di euro a circa 800mln. La stipula del mutuo fa lievitare dunque il debito regionale di altri 100 mln di euro, più il costo e gli interessi da restituire calcolati in almeno 4 mln di euro.

Il Consiglio regionale in oltre 8 ore di dibattito ha così trasformato in legge il progetto  “Disposizioni urgenti per la sostenibilità finanziaria delle spese di investimento”, che autorizza la Giunta regionale a contrarre mutui per un importo massimo di 100 milioni di euro da rimborsare in 30 anni.

Via libera anche al “Piano interventi a favore della famiglia 2015”, che prevede uno stanziamento di 450mila euro per la tutela della genitorialità, al miglioramento della qualità della vita delle famiglie e delle donne, al sostegno psicologico e socio-assistenziale delle famiglie o gruppi in particolari situazioni di difficoltà.

 L’Assemblea ha poi approvato il bilancio di previsione 2016 del Consiglio regionale, che prevede un fabbisogno finanziario di 24.893.000 euro, proseguendo il trend in diminuzione che si registra ormai da anni. Rispetto al 2009 la riduzione è, in termini assoluti, di circa 9 milioni di euro.

 All’approvazione della legge sul mutuo sono volate quasi nel completo silenzio le banconote false lanciate dai banchi del M5s per protestare. Dopo qualche secondo di imbarazzo il presidente Giuseppe Di Pangrazio ha tentato di continuare il consiglio come se nulla fosse.

 Sono volate banconote da 500 euro «quelle degli abruzzesi», hanno fatto presente i grillini.

«Un mutuo che ci costerà una rata annua di 6.1 milioni di euro di cui 4.5 milioni di interessi per 30 anni. Stanno indebitando noi, i nostri figli e i figli dei nostri figli», commentano Sara Marcozzi e Domenico Pettinari, rappresentanti della I commissione «una manovra assurda che rasenta l’incapacità di gestire la cosa pubblica. Se da una parte non vogliono saperne di tagliare gli sprechi, sperperi e privilegi, dall’altra per risanare le casse ci si indebita di ulteriori 100milioni di euro, tagliando le gambe alla regione per i prossimi 30 anni». 

«Ci sono tanti sprechi, dai costi della politica, le indennità dei consiglieri, agli acquisti sovradimensionati, che potrebbero procurare un risparmio notevole. Milioni di euro di risparmio. Ma anche una diversa gestione del patrimonio potrebbe evitare questa ennesima batosta su una Regione già gravemente ferita da tagli ai servizi, trasversali e senza programmazione, che colpiscono sempre e solo i cittadini e mai i pochi privilegiati che, di questi tagli, non ne subiscono le conseguenze».

Marcozzi parla anche di «indifferenza del centrodestra» e di una serie di accuse lanciate dal presidente della giunta, Luciano D’Alfonso, alla stesa Marcozzi una metafora che tirava in ballo mosche e mucche che ha generato ulteriori rimproveri dai banchi del M5s.

«Il centrosinistra ci ha volgarmente insultato, ha accollato sulle spalle degli abruzzesi un nuovo debito da 100 milioni oltre interessi e violato spudoratamente diritto e diritti. Ma non ci fermeranno».

Il Presidente della Commissione Vigilanza, Mauro Febbo, invece pronostica: «questo Consiglio regionale segnerà per sempre questa legislatura: la maggioranza di centrosinistra ha scritto una brutta pagina della storia legislativa della Regione Abruzzo. L’approvazione del nuovo mutuo – spiega Febbo – è un atto scorretto e non esiste una giustificazione tecnica e finanziaria che motiva questo nuovo enorme debito a carico degli abruzzesi. Una proposta che manca addirittura del parere del bilancio, anzi gli stessi uffici amministrativi regionali hanno giudicato il provvedimento pericoloso e dannoso per l’intero bilancio regionale. Infatti, durante la scorsa legislatura, il governo di centrodestra non ha mai fatto ricorso allo strumento del mutuo ed è riuscita a portare avanti tutte le politiche necessarie per la crescita e le esigenze della Regione Abruzzo. Purtroppo questo mutuo  - conclude Febbo - è la chiara dimostrazione del pensiero dalfonsiano, che dopo quasi dopo due anni di legislatura, ha la necessità di far emergere il loro metodo politico ossia quello fatto di regalie, finanziamenti a pioggia».

«Ma quali tagli alla spesa pubblica? Quali risparmi?», dice l’ex presidente Gianni Chiodi, «il debito pubblico aumenta ancora e raggiunge la cifra stratosferica di 2.211 miliardi di euro e tutto ciò nonostante che le entrate fiscali siano aumentate del 3,6% quest'anno. Eppure danno la colpa della crisi all'austerità. Quale austerità? Neppure se gli fornisci i dati cambiano idea. Quando arriverà il default non date la colpa agli altri».

 «Non abbiamo altresì ritenuto sconveniente», ha detto Forza Italia, «che la maggioranza presentasse 3 emendamenti che, seppur tardivamente e con modalità discutibili, prevedono una serie di importanti interventi infrastrutturali come il completamento di 2 padiglioni della Fiera di Lanciano, la riapertura di fondamentali assi viari ostruiti da alcune frane in provincia dell’Aquila, la sistemazione di scuole nella Marsica e a Celenza sul Trigno, la realizzazione di fermate con la previsione di un interscambio macchine/autobus, come nel caso di Colledara, il completamento di opere di riqualificazione come quelle che interesseranno Atri».

«Inoltre sono stati stanziati 700mila euro per il ristoro dei territori colpiti da calamità naturali. Noi  - proseguono i Consiglieri di opposizione - non consideriamo scandaloso che si riaprano strade o sistemino scuole evitando che, a causa dei ritardi imputabili a questo governo regionale, si perdano quei fondi.  Abbiamo altresì preso atto, con un giudizio meno positivo, di un altro emendamento utile a non mandare in disimpegno 300mila euro del Fondo per le attività culturali extra Fus. Condividiamo ovviamente le critiche nei confronti di una Giunta lenta e macchinosa che tradisce gli impegni presi rispetto alla una pubblicazione puntuale dei Bandi che chiaramente non è avvenuta».

E come sempre ci sono state polemiche sulla conduzione del consiglio per toni e argomenti, per il disequilibrio dell’ “arbitro” Di Pangrazio e anche soprattutto per i contenuti e le modalità di presentazione degli emendamenti con la violazione del regolamento secondo il M5s.

E’ il tema delle “norme intruse” che vengono inserite in provvedimenti con oggetto e materie diversi e non assimilabili.

E così in una legge denominata “Una Giovane Opportunità”, di sostegno a giovani ospitati in Case Famiglia, sono state inserite: Designazione di un Giudice della Corte dei Conti, Contributi per la realizzazione di interventi infrastrutturali, Contributi straordinari spese per organizzazione di manifestazioni, Convegni, Congressi, Mostre…

«Si è appena consumata la violazione di ogni norma esistente, dal Regolamento del Consiglio al più misero dei Dizionari giuridici», ha detto Marcozzi.

LOTTA AGLI SPRECHI

Nel corso della seduta del consiglio regionale del 16.12.2015 l’aula ha approvato due progetti di legge presentate come primo firmatario dal capogruppo del Pd Sandro Mariani.

Con la prima legge “Lotta agli sprechi alimentari” la Regione Abruzzo riconosce l’importanza del recupero delle eccedenze alimentari in favore delle persone in stato di disagio economico, prevedendo anche contributi economici in favore degli Enti locali, delle Organizzazioni di volontariato, delle  Associazioni di promozione sociale e delle cooperative sociali che promuovono attività di solidarietà.

La legge inoltre prevede che la Regione Abruzzo, nell’ambito delle regole di aggiudicazione contenute nei propri bandi e delle società del sistema regionale rivolti ad imprese e servizi di ristorazione e di ospitalità alberghiera, attribuisce un criterio premiale alle imprese che garantiscono i più ridotti volumi di spreco alimentare e/o il recupero e la distribuzione delle eccedenze alimentari e non alimentari a favore delle persone in stato di povertà o di grave disagio sociale o di associazioni che gestiscono mense per disagiati.

Inoltre viene disposto, come atto di indirizzo, che anche gli enti locali nei propri bandi rivolti ad imprese e servizi di ristorazione e di ospitalità alberghiera, attribuiscano un criterio premiale alle imprese che garantiscono i più ridotti volumi di spreco alimentare e/o il recupero e la distribuzione delle eccedenze alimentari e non alimentari a favore delle persone in stato di povertà.

Il secondo provvedimento legislativo, cofirmato dall’assessore Marinella Sclocco, riconosce il diritto delle persone disabili ad effettuare il rifornimento “self service” presso i distributori di carburante non automatizzati, avvalendosi dell’assistenza del personale addetto alla stazione di rifornimento.

In sostanza i disabili, dietro presentazione del tesserino sanitario, riceveranno assistenza ed usufruiranno degli stessi sconti degli altri automobilisti. Le modalità di attivazione di tale servizio verrà disciplinata attraverso una specifica convenzione tra le associazioni dei disabili e le associazioni dei gestori di carburante.