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Apertura diga foranea Pescara, 21 dicembre parte bando gara. Sospiri: «un bluff»

Forza Italia fa due calcoli e scopre che con i tempi non ci siamo

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Apertura diga foranea Pescara, 21 dicembre parte bando gara. Sospiri: «un bluff»

PESCARA. Ce la facciamo o non ce la facciamo? Sui lavori per l’apertura della diga foranea del porto di Pescara il fattore tempo sarà determinante e c’è il rischio non solo di un bando che non terrà conto delle eventuali prescrizioni del comitato Via ma anche di perdere 3,5 milioni di euro.

A sentire il presidente della Regione Luciano D’Alfonso c’è da stare tranquilli: la situazione sembra chiara e la strada tutta in discesa. Il governatore nei giorni scorsi ha avuto un incontro  con il vicesindaco di Pescara, Enzo Del Vecchio, il comandante della Capitaneria di porto di Pescara, Enrico Moretti, il provveditore alle opere pubbliche dell'Abruzzo, Roberto Linetti, il dirigente regionale Maria Antonietta Picardi e il capo dipartimento del Comune di Pescara Tommaso Vespasiano.

«I porti abruzzesi - ha detto D'Alfonso - saranno bersaglio anche di finanziamenti aggiuntivi nel Masterplan che firmeremo con il Governo prima di Natale». Per la diga foranea di Pescara si è in procinto di recuperare risorse per attuare l'intervento di sfondamento (del costo di 15 milioni) mettendo 7 milioni per il prossimo anno e 8 per il 2017.

Il provveditore Linetti, nel segnalare la disponibilità di un ulteriore milione per il 2017, ha assicurato che il bando di gara verrà avviato il 21 dicembre.

«Per quanto riguarda il dragaggio del porto - ha aggiunto Del Vecchio - è confermato che le operazioni riprenderanno già mercoledì 16 dicembre in merito ai materiali dentro la canaletta e poi, una volta acquisite le ulteriori autorizzazioni, si procederà anche all'escavo della darsena commerciale, per complessivi 35mila metri cubi».

Forza Italia, però, non è così ottimista e il consigliere regionale Lorenzo Sospiri sostiene che dopo il pontile del cielo e lo stadio nuovo, bocciati dalla Sovrintendenza, anche il progetto per lo sfondamento della diga foranea rischia di naufragare perché non è possibile far partire la gara d’appalto prima di aver ottenuto la Valutazione d’impatto ambientale nazionale su un’iniziativa di tali proporzioni, che comunque produrrà degli effetti sotto il profilo ambientale e urbanistico.

Forza Italia il mese scorso aveva lanciato l’allarme e adesso torna all’attacco: «il nuovo Piano regolatore», sottolinea oggi Sospiri, «non è mai arrivato, e abbiamo avanzato il forte timore che i fondi Fas, che dovevano tradursi in obbligazioni giuridicamente vincolanti entro il 31 dicembre 2015, rischiavano di essere persi, a meno che qualcuno non avesse progettato l’opera di apertura della diga foranea senza renderla pubblica».

Si parla del progetto di apertura verso nord di 70 metri della diga foranea, che ha una base grande quanto un campo di calcio, e l’intervento prevedeva che, fatta l’apertura, si prendeva il materiale demolito e ci si costruiva una nuova barriera frangiflutti, lato Madonnina, per limitare l’azione delle correnti. Il Ministero ha appaltato una ulteriore barriera soffolta a nord che dovrà impedire alla sabbia di entrare nel bacino.

Tuttavia tutta l’opera è incompatibile con il vecchio Piano regolatore portuale ancora vigente, non essendoci il nuovo; ma soprattutto  un simile cantiere va sottoposto alla Via, la Valutazione d’incidenza ambientale, che richiede almeno 45 giorni di tempo, a meno che non intervenga un decreto del Consiglio dei Ministri a tagliare i termini; ma sicuramente, visto l’importo dei lavori, è necessario un bando di gara europeo, che richiede almeno 60 giorni di pubblicazione sul Bura.

«Oggi – ha sottolineato il capogruppo Sospiri – apprendiamo che il progetto c’era, ma solo dopo l’allarme lanciato dal sottoscritto è stato iscritto all’esame della Commissione di Via, che ovviamente non ha concluso i 45 giorni dell’esame. Ma senza aspettare i termini, Comune e Regione hanno annunciato la pubblicazione del bando di gara per cantierare il progetto esecutivo per il prossimo 21 dicembre, quindi senza attendere, come impone la legge, l’esito della Via. E questo non è normativamente possibile perché la Commissione di Via potrebbe impartire delle prescrizioni e delle modifiche, quindi una riprogettazione, seppur parziale, dell’intervento, imponendo, dunque, uno stop alla gara stessa».

Non solo: visto l’importo dei lavori, è evidente che si dovrà procedere a una gara d’appalto europea, con scadenza dei termini a fine febbraio 2016, ben oltre dunque quel 31 dicembre imposto per vincolare i 3milioni e mezzo di euro con obbligazioni giuridicamente vincolanti, ossia per la firma dei contratti. «Ancora una volta – ha commentato ancora il capogruppo Sospiri – è evidente che oggi il Governatore ha fretta, ma quella fretta rischia di costare caro a Pescara».

 «Non verranno avviati i lavori per lo sfondamento della diga foranea prima che tutte le procedure, inclusa la Valutazione di impatto ambientale, siano completate», assicura il vicecapogruppo del PD in Consiglio regionale, Alberto Balducci. «Per questo progetto – prosegue Balducci – la procedura di assoggettabilità a V.I.A. è stata già avviata, proprio per avere massima celerità nell’appalto pur senza iniziare procedimenti privi di istruttorie. Spero che il collega Sospiri metta a disposizione della collettività tutta la sua influenza per far sì che quest’opera straordinaria, di vitale importanza non solo per Pescara ma per tutta la regione, possa trovare definizione nel minor tempo possibile».