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La rivoluzione della Sanità, Paolucci: «solo la provincia di Teramo non subirà tagli»

Il Pd in tour racconta l’epopea del rinnovamento della sanità abruzzese

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L’Abruzzo fuori dal commissariamento della Sanità? Sì, però…

Silvio Paolucci

ABRUZZO. Per cercare di far apprezzare meglio la rivoluzione sanitaria al tempo di D’Alfonso e Paolucci, il Pd ha incominciato un vero e proprio tour nei territori per cercare di spiegare e «fare buona informazione».

Così l’altra sera a Castellalto l’assessore alla sanità ha spiegato il suo progetto e tranquillizzato simpatizzanti e sostenitori del Pd che pure nelle scorse settimane avevano dimostrato una certa riluttanza a digerire il piano sanitario.

 Paolucci ha dunque affermato che «in provincia di Teramo non verrà toccato nessun ospedale, perché il territorio teramano è l'unico che non subirà tagli a livello di posti letto e strutture».

La carta vincente Paolucci se l’è giocata subito cercando di raggiungere subito l’obiettivo di sedare i malumori e le spaccature deleterie all’interno del Pd e della stessa maggioranza che governa la regione.

Luciano Monticelli, infatti, che nei giorni scorsi aveva criticato pesantemente proprio l’assessore regionale, pare faccia ancora parte di quella maggioranza e di quel Pd e nello stesso tempo pare che l’ospedale di Atri abbia già subito diversi tagli e sembra insistere ancora nella… provincia di Teramo.

A parte questo l’affermazione, Paolucci mette in allarme le atre province che invece –se la logica ha un senso- subiranno tutti tagli e modifiche ai posti letto.

E il caso eclatante è proprio quello di Villa Pini, clinica acquistata da Pierangeli, Spatocco e Concetta Petruzzi che sta operando un travaso di dipendenti e di servizi dalla Asl di Chieti a quella di Pescara con una serie di ripercussioni sul territorio ancora da valutare a pieno.

Lo stesso accadrà anche nella Asl de L’Aquila.

“Rivoluzione” in atto anche nella sanità pubblica all’ospedale di Penne che sta subendo pesanti ridimensionamenti, l’ultimo dei quali ha riguardato il reparto di ginecologia mentre il primo cittadino Rocco D’Alfonso del centrosinistra non riesce a contrastare il fenomeno.

«Il sindaco di Penne è confuso», sostiene Lorenzo Sospiri di Forza Italia, «e appare ogni giorno senza strategia comune necessaria per la difesa dell’ospedale San Massimo – incalza Sospiri –. La chiusura del reparto di Ginecologia è stata una scelta gravissima a cui seguiranno la soppressione di altri  reparti strategici del presidio vestino; perché il PD pennese rimane in silenzio? E’ favorevole alla smobilitazione della sanità vestina oppure è supino al presidente Luciano D’Alfonso? Peraltro – ricorda Sospiri – nell’ultima riunione tenutasi a difesa dell’ospedale di Penne, i sindaci dell’area vestina avevano chiesto a Rocco D’Alfonso di convocare una seduta aperta del Consiglio comunale per istituzionalizzare la problematica. Perché non lo convoca?».

Storie diverse invece raccontate a Castellalto alla platea del Pd.

«Abbiamo ribadito assieme che il cambiamento in positivo proposto dalla Giunta D'Alfonso va avanti», ha detto il sindaco Vincenzo Di Marco, «Paolucci ha ricordato l'importanza di modificare l'attuale assetto, per dirigerci verso una centralizzazione dei servizi e smetterla con l'immobilismo del passato», ha spiegato il primo cittadino, «Quando si parla di Asl unica, però, bisogna ricordare che si sta affrontando il livello organizzativo, quindi la dislocazione di direttori e responsabili di distretti sanitari, e non di smobilitazione di ospedali».

 Persino la modifica del decreto 5/2015 che bloccava di netto le assunzioni e le proroghe dei precari viene presentato come un successo e non un errore.

Proprio in seguito a quel decreto si erano creati pesanti ripercussioni all’ospedale di Teramo costretto a chiudere un reparto per mancanza di medici.

 «La modifica», aggiunge ancora il sindaco di Castellalto, «non fa che ribadire l'attenzione del governo regionale guidato dal Partito Democratico verso la tutela delle eccellenze del territorio e dei servizi per i cittadini», ha continuato il sindaco, «Non c'è, quindi, nessun taglio per il reparto di endocrinologia ad Atri. Abbiamo sentito i vertici della sanità provinciale: si tratta solo di un problema di nuova destinazione del personale medico che avverrà a breve. Il centrodestra e gli altri smettessero di fare terrorismo psicologico. Loro hanno fallito e sono andati a casa, anche perchè sono rimasti immobili di fronte al mondo che cambia». 

A margine dell'incontro è stato consegnato all'assessore Paolucci un documento, a favore della Asl Unica, firmato dai membri della direzione provinciale del PD di Teramo Lucia Verticelli, Camillo D’Angelo, Daniela D’Alessandro, Piergiorgio Possenti e Vincenzo Di Marco. Il testo, scritto a cinque mani, sottolinea «l'urgenza di una riforma significativa che risponda ad esigenze di contenimento della spesa pubblica e di razionalizzazione complessiva del servizio sanitario regionale».

 In particolare, grazie alla Asl unica è stato auspicato il miglioramento dei servizi sanitari con una drastica riduzione delle liste di attesa per esami e diagnostica e l'individuazione di uno o più poli di eccellenza su base provinciale, con la creazione di reparti in grado di produrre finalmente mobilità attiva.

 «Tra gli altri obiettivi, che crediamo potranno essere raggiunti con una sola azienda sanitaria, ci sono sicuramente la riorganizzazione funzionale della rete dei servizi di emergenza e di intervento, la riconversione strategica di alcuni nosocomi in strutture di eccellenza specifica», ha concluso Di Marco, «così come la definizione e il potenziamento della rete della medicina del territorio, in modo da evitare sovrannumero delle prestazioni richieste agli ospedali e ai pronto soccorsi. E ancora, l'integrazione dei servizi sociali con quelli sanitari e l’introduzione delle multi-professionalità e della cura a distanza dei malati cronici attraverso modelli digitali di gestione terapeutica e di comunicazione».