DITTATURA DEL PETROLIO

Ombrina, il Tar decide a giugno. Confindustria difende il progetto e Mazzocca boicotta incontro

In Commissione bilancio bocciati emendamenti abruzzesi

Redazione Pdn

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ABRUZZO.  Giornata di novità per il settore petrolifero e i progetti che sono pronti ad ‘invadere’ la regione.

La prima notizia è arrivata in mattinata da Roma dove la commissione Bilancio della Camera dei Deputati ha bocciato gli emendamenti segnalati dai deputati abruzzesi che ripristinavano il limite delle 12 miglie per le trivellazioni petrolifere in mare.
I deputati della maggioranza che sostiene il Governo Renzi del Pd, Ncd, Scelta Civica hanno risposto negativamente riaffermando la linea del petrolio e delle multinazionali che stanno trivellando i mari italiani e in particolare l’Adriatico con progetti vari, tra i quali anche quello di Ombrina. 
«Renzi a Parigi fa un discorso ambientalista e per il clima, a Roma sceglie le trivellazioni e i combustibili fossili, primi responsabili dei cambiamenti climatici con il riscaldamento della Terra. Senza provare la minima vergogna», contesta il deputato abruzzese di Sel, Gianni Melilla che annuncia che riproporrà  l'emendamento in Aula nella speranza remota che la maggioranza renziana riveda la sua posizione e non ponga la fiducia sulla legge di stabilità che avrebbe come effetto la decadenza di tutti gli emendamenti, compreso quello sulle trivellazioni petrolifere in mare.

Una seconda notizia arriva sempre da Roma dove stamattina si è tenuta l’udienza di fronte ai giudici del Tar del Lazio, dove i legali dell’avvocatura regionale hanno presentato le richieste relative al ricorso, presentato a fine ottobre dalla Regione Abruzzo, per l’annullamento del decreto del Ministero dell’Ambiente relativo allo sviluppo del giacimento Ombrina e l’autorizzazione integrata ambientale per l’esercizio della piattaforma, presentata dalla società Medoilgas Itlia, ora Rockhopper Italia Spa, nonché l’annullamento di tutti gli atti presupposti, connessi e consequenziali.

E’ stata fissata per il 22 giugno prossimo  la decisione finale dei giudici del Tar.

«Fino ad allora non molleremo la presa», assicura  il sottosegretario alla Giunta regionale, con delega all’Ambiente, Mario Mazzocca. «Ci apprestiamo a ricorrere al Tar sia contro l'esito conclusivo della Conferenza dei Servizi e sia contro il probabilmente emendando decreto concessorio».

Saranno quelle le sedi in cui la Regione si giocherà le carte decisive sia in chiave "No Ombrina" e sia per consentire lo svolgimento dei referendum.

«Avevamo affermato - continua Mazzocca - che avremmo fatto tutto tanto in nostro potere per difendere il sistema ambientale abruzzese e il processo di sviluppo sostenibile. E lo stiamo facendo con atti concreti, sia dal punto di vista amministrativo che politico»

Ed oggi la Regione ha scoperto che Confindustria Chieti- Pescara ha avanzato ricorso "ad opponendum" contro la Regione ed a favore della Rockhopper sul procedimento al Tar Lazio su "Ombrina".

«Credo che, almeno per ora, la notizia non meriti commento alcuno», dice Mazzocca, «e impedirà, almeno per quanto mi riguarda, di partecipare al Workshop “L’Abruzzo e gli idrocarburi” organizzato per il pomeriggio a Pescara, dal momento che Confindustria ha inteso spostare il livello del confronto sul piano giudiziario».

Stessa cosa anche per il Wwf, che contrariamente a quanto previsto, annuncia che non parteciperà al workshop. Nell’accettare qualche giorno fa l’invito il Wwf aveva sottolineato di essere interessato a ogni occasione di confronto ma aveva precisato che l’iniziativa «non può ovviamente, così come è stata strutturata, configurarsi come un vero e proprio dialogo».

«Gli ultimi fatti – sottolinea il delegato Abruzzo del WWF Luciano Di Tizio - hanno dimostrato la fondatezza di quelle perplessità per cui ho deciso di non partecipare, pur confermando la disponibilità a un dialogo equilibrato con la partecipazione di tutti gli attori e non nel chiuso di una sala con un pubblico selezionato».
E stamattina anche gli operatori turistici della costa abruzzese hanno ribadito la loro ferma opposizione ad ogni tentativo di "conciliazione territoriale" da parte degli industriali che si sono riuniti a Pescara, alla presenza del Governatore D'Alfonso e degli amministratori locali.

«La politica deve fare una scelta», dicono. «Impossibile la convivenza tra una economia basata sullo sfruttamento degli idrocarburi e una economia basata sulla valorizzazione del territorio, del turismo sostenibile e dell'agricoltura di qualità». 

Gli operatori turistici, che insieme al coordinamento NO Ombrina hanno sfilato a Lanciano con i 60.000 cittadini contro la deriva petrolifera, chiedono al Governatore D'Alfonso di uscire dall'ambiguità e di fare una scelta chiara e definitiva su quale futuro deve avere l'Abruzzo.