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Petrolio, non solo Ombrina. Rockhopper inizia estrazione nel vastese

Primo lavoro sulla terraferma. Multinazionale molto soddisfatta

Redazione Pdn

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Petrolio, non solo Ombrina. Rockhopper inizia estrazione nel vastese

VASTO. Il 13 novembre scorso la Rockhopper Exploration ha annunciato ai suoi investitori di avere iniziato le sue attività produttive in Abruzzo.  Non  si tratta dell'estrazione di petrolio da Ombrina Mare, di cui la Rockhopper è titolare, ma dell'estrazione di gas dal campo Civita, che fa parte della concessione Aglavizza, nel vastese.

Civita è al 100% di proprietà della Rockhopper: si stima che inizialmente si estrarranno 12.500 metri cubi al giorno e che la produzione aumenterà a 25.000 metri cubi al giorno a regime pieno.

Oltre a Civita, la Rockhopper  è presente in Italia con il campo offshore Guendalina al largo delle coste emiliane. Nel complesso, fra Guendalina e Civita, la ditta prevede di guadagnare 9 milioni di dollari nel 2016.

Il CEO della Rockhopper, Sam Moody, è entusiasta e ricorda agli  investitori che Civita è il loro primo progetto su terraferma, che è stato completato per tempo e secondo il budget previsto.  E' per loro un

grande successo, tecnico, di management ed economico.

«Fortunati loro, un pò meno fortunati gli abruzzesi», commenta D’Orsogna.

La concessione di coltivazione Aglavizza, fu conferita alla ex Medoilgas il 17 Dicembre 2012, e oggi, a distanza di tre anni, viene sfruttata dalla Rockhopper che ha acquistato la Medoilgas.

La concessione resterà valida fino al 2032.

«E' interessante», fa notare D’Orsogna, «ripercorrere la storia di Aglavizza: nell'estate del 2014 un folto gruppo di parlamentari, per la maggior parte del Movimento 5 Stelle, posero una interrogazione parlamentare al Ministero dello Sviluppo Economico proprio in merito ad  Aglavizza. Si notava che nel decreto di conferimento della concessione del  Dicembre 2012,  si imponeva alla Medoilgas di iniziare i

lavori entro sei mesi dall'emanazione del decreto stesso,  cioè nell'estate del 2013, e di iniziare l'estrazione un anno dopo, cioe'  dell'estate del 2014. Addirittura i senatori osservavano che secondo il decreto di conferimento "la mancata osservanza del primo comma richiamato in premessa e riguardante i tempi di inizio lavori e produzione, oltre che degli articoli 3 e 5, provoca la decadenza della medesima concessione"».

Cioe' secondo i parametri imposti dal Ministero stesso, Aglavizza sarebbe dovuta decadere un anno e mezzo fa, visto che i lavori non sono partiti ne nel 2013 ne nel 2014.

«Non è chiaro», continua D’Orsogna, «se e quale risposta sia arrivata. La Medoilgas ha ufficialmente cessato le sue attivita'  nell'Agosto del 2014. La vendita della Medoilgas alla Rockhopper quindi non avrebbe dovuto includere Aglavizza il cui titolo nell' Agosto 2014 in teoria era gia' decaduto. Come mai la Rockhopper può adesso sfruttare Aglavizza?»

Tutti i siti petroliferi del mondo hanno parlato dell'avvio delle operazioni estrattive di Aglavizza da almeno tre settimane. Come mai i politici d'Abruzzo non ne sapevano niente?

D’Orsogna si domanda come mai nessuno in abruzzo abbia avvertito i cittadini o abbia chiesto delucidazioni al ministero: «dal giorno in cui si è insediato, cosa ha fatto Luciano D'Alfonso per fermare le trivelle in regione?  Cosa farà adesso? Lo sa che esiste Agliavizza? Chi denuncerà lo scandalo e pretenderà che venga chiarito perchè la Rockhopper possa trivellare una concessione in teoria non più attiva? Che senso ha lottare fino allo stremo contro Ombrina Mare e poi invece permettere alla Rockhopper di trivellare in terraferma? Misteri della politica italiana».